Forza della Siberia 2, il gasdotto per la Cina che serve a Putin resta un miraggio
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO – Era uno degli obiettivi principali di Vladimir Putin. Da questa visita-lampo nella capitale cinese il leader russo, riguardo il grande progetto del gasdotto “Forza della Siberia 2”, torna a casa a mani (quasi) vuote. Il portavoce del Cremlino parla di “progressi”, ma restano da concordare dettagli non secondari. Sebbene i due Paesi abbiano condiviso “una visione comune dei principali parametri” del progetto, in particolare per quanto riguarda il tracciato del gasdotto e le modalità di costruzione, non è stata menzionata alcuna tempistica per la realizzazione. Non c’è un calendario dei lavori insomma.
Un accordo di massima (un memorandum era già stato raggiunto a settembre), c’è, sostiene Mosca, ma un accordo definit…
PECHINO – Era uno degli obiettivi principali di Vladimir Putin. Da questa visita-lampo nella capitale cinese il leader russo, riguardo il grande progetto del gasdotto “Forza della Siberia 2”, torna a casa a mani (quasi) vuote. Il portavoce del Cremlino parla di “progressi”, ma restano da concordare dettagli non secondari. Sebbene i due Paesi abbiano condiviso “una visione comune dei principali parametri” del progetto, in particolare per quanto riguarda il tracciato del gasdotto e le modalità di costruzione, non è stata menzionata alcuna tempistica per la realizzazione. Non c’è un calendario dei lavori insomma.
Un accordo di massima (un memorandum era già stato raggiunto a settembre), c’è, sostiene Mosca, ma un accordo definitivo no. Non vi è stata alcuna menzione di accordi sul petrolio e sul gas tra i documenti firmati durante la visita di Putin e pubblicati dal Cremlino.
Quello sul “Forza della Siberia 2” è un progetto di cui si parla da almeno vent'anni e, nonostante i numerosi tentativi di Mosca, Pechino si è finora mostrata riluttante. Il gasdotto serve molto di più a Putin che a Xi: la Russia ha poche alternative riguardo l’export di gas, viste le sanzioni scattate dopo l’invasione dell’Ucraina. Pechino invece ne ha, visto che diversifica molto le proprie importazioni. E soprattutto la Cina non vuole legarsi troppo ad un unico partner energetico (e la Russia è già una delle sue principali fonti). Questioni chiave come il prezzo del gas rimangono irrisolte e gli analisti prevedono che i negoziati potrebbero richiedere anni.
Una volta completato il gasdotto dovrebbe partire dalla penisola di Yamal, nel nord della Siberia, dove si trovano le più grandi riserve di gas naturale della Russia (che Mosca ha usato per rifornire il mercato europeo), per poi attraversare la Mongolia prima di raggiungere la Cina. Secondo le stime, consentirebbe di trasportare circa 50 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Un gasdotto che collega la Russia alla Cina, “Forza della Siberia 1”, è già in funzione dal 2019, con una capacità di circa 38 miliardi di metri cubi all’anno.
Il Carnegie Russia Eurasia Center stima che il costo di costruzione potrebbe ammontare a 34 miliardi di dollari per i tratti che attraversano la Russia e la Mongolia. Sebbene Gazprom abbia dichiarato che l'accordo di fornitura proposto ha una durata di 30 anni, non è chiaro se la Cina si impegnerà ad acquistare l'intera capacità annuale del gasdotto. “La Russia vorrebbe che la Cina accettasse di acquistare volumi fissi per garantire entrate a lungo termine, mentre la Cina cerca una maggiore flessibilità nel caso in cui la domanda interna di gas dovesse diminuire o dovessero emergere alternative più economiche”, come ricorda Bloomberg.