Borsa Italiana, non c’è pace tra i soci Euronext e Cdp
di Carlotta ScozzariMILANO – Non si placa la tensione tra il vertice di Euronext, il circuito borsistico che controlla anche Piazza Affari, e la sua socia all’8% Cassa depositi e prestiti. Tra un riferimento in inglese velocissimo al pioniere dell’Europa unita Alcide De Gasperi e l’esempio di Airbus (allo stesso modo, «oggi c’è una Borsa Italiana meno nazionale ma più internazionale»), il numero uno di Euronext Stéphane Boujnah ieri non si è sottratto alle domande di una semideserta commissione Banche del Senato. Nemmeno alle più scomode, che miravano a ottenere più informazioni sullo scontro con Cdp riguardante la recente conferma, sgradita alla Cassa, dell’ad di Borsa Italiana Fabrizio Testa.
E così Boujnah, da una parte, ha spiegato che «in cinque anni abbiamo avuto una sola divergenza sull’interpretazione di una specifica clausola di un singolo contratto», aggiungendo che la nomina dell’ad di Piazza Affari richiede «una procedura troppo lunga e pesante», da attivare solo in caso di posto vacante e n…
MILANO – Non si placa la tensione tra il vertice di Euronext, il circuito borsistico che controlla anche Piazza Affari, e la sua socia all’8% Cassa depositi e prestiti. Tra un riferimento in inglese velocissimo al pioniere dell’Europa unita Alcide De Gasperi e l’esempio di Airbus (allo stesso modo, «oggi c’è una Borsa Italiana meno nazionale ma più internazionale»), il numero uno di Euronext Stéphane Boujnah ieri non si è sottratto alle domande di una semideserta commissione Banche del Senato. Nemmeno alle più scomode, che miravano a ottenere più informazioni sullo scontro con Cdp riguardante la recente conferma, sgradita alla Cassa, dell’ad di Borsa Italiana Fabrizio Testa.
E così Boujnah, da una parte, ha spiegato che «in cinque anni abbiamo avuto una sola divergenza sull’interpretazione di una specifica clausola di un singolo contratto», aggiungendo che la nomina dell’ad di Piazza Affari richiede «una procedura troppo lunga e pesante», da attivare solo in caso di posto vacante e non ogni tre anni, come vorrebbe Cdp. Dall’altro lato, ha sottolineato che «la questione è stata chiarita sia da un tribunale olandese sia da un tribunale italiano. Sono certo che potremo tornare allo spirito di partnership produttiva». Addirittura, ha detto Boujnah a un certo punto, «c’è già stato uno scambio per lasciarci tutto alle spalle, è stato un semplice malinteso sulle nomine».
Tuttavia, non sembra essere dello stesso avviso la Cassa guidata da Dario Scannapieco (che sarà ascoltato dalla Commissione il 4 giugno, mentre il 18 sarà la volta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti). Ieri, negli ambienti vicini a Cdp, si registrava «sorpresa» per le dichiarazioni dell’ad di Euronext, ritenute «non aderenti alla sequenza effettiva dei passaggi intercorsi». In particolare, Cdp «avrebbe invitato Euronext ad avviare la procedura di selezione già dallo scorso anno, dunque con ampio anticipo rispetto alla scadenza di fine aprile, degli organi sociali di Borsa Italiana e Mts». Ciò «proprio al fine di evitare che l’iter si svolgesse in condizioni di tempo compresso e con margini operativi ridotti». Da qui l’intenzione di Cdp di «continuare a tutelare i propri diritti», tanto da essersi già attivata per un ricorso nel merito, in tempi brevi, davanti al tribunale di Amsterdam.