Auburn Hills – La riorganizzazione dei marchi è uno dei tasselli del nuovo piano, unita all’abbandono della la strategia del full-electric: sessanta nuovi veicoli e cinquanta aggiornamenti combineranno elettrico, ibrido e termico. Il 70% degli investimenti sarà concentrato su quattro marchi globali: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, assieme ai veicoli commerciali della divisione Pro One. I brand regionali — come Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo — vivranno sfruttando piattaforme condivise. DS e Lancia, brand strategici in Francia e in Italia, finiranno sotto il coordinamento di Citroën e Fiat. «Ogni marchio avrà un ruolo e uno spazio chiaro», dice l’ad Filosa. Previsti cinque nuovi modelli per Fiat, sette per Peugeot, quattro per Opel, tre per Citroën, tra cui la nuova 2 Cv. Per Alfa Romeo, invece, l’obiettivo è presentare due nuovi modelli: un c-suv e uno speciale.
Auburn Hills – La riorganizzazione dei marchi è uno dei tasselli del nuovo piano, unita all’abbandono della la strategia del full-electric: sessanta nuovi veicoli e cinquanta aggiornamenti combineranno elettrico, ibrido e termico. Il 70% degli investimenti sarà concentrato su quattro marchi globali: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, assieme ai veicoli commerciali della divisione Pro One. I brand regionali — come Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo — vivranno sfruttando piattaforme condivise. DS e Lancia, brand strategici in Francia e in Italia, finiranno sotto il coordinamento di Citroën e Fiat. «Ogni marchio avrà un ruolo e uno spazio chiaro», dice l’ad Filosa. Previsti cinque nuovi modelli per Fiat, sette per Peugeot, quattro per Opel, tre per Citroën, tra cui la nuova 2 Cv. Per Alfa Romeo, invece, l’obiettivo è presentare due nuovi modelli: un c-suv e uno speciale.
Nel nuovo assetto la definizione delle produzioni in Italia non è chiara. Un work in progress in attesa di una probabile nuova alleanza che interesserà il sito di Cassino. Nella fabbrica di Pomigliano d’Arco arrivano le e-car: piccole elettriche, sviluppate probabilmente con Leapmotor, che saranno vendute a 15mila euro con i marchi Fiat e Citroën, mentre a Melfi è confermato il modello in più rispetto al piano precedente, entro il 2030. Si tratta di una delle due nuove Alfa. Ad Atessa resta l’assegnazione del nuovo Ducato, una garanzia per lo stabilimento in provincia di Chieti.
Sul fronte del lusso, invece, Maserati amplierà la gamma con due nuovi modelli: due berline di fascia alta che potrebbero interessare a livello produttivo lo sviluppo di Cassino. A farlo intendere è lo stesso Filosa rispondendo a una domanda a fine giornata: «Cassino ha un futuro. Si vedrà con il piano Maserati che presenteremo a dicembre». E poi: «Maserati è un elemento di successo industriale anche per Cassino. Ne parleremo a Modena a dicembre, stiamo lavorando per essere pronti su Maserati e, di conseguenza, su Cassino».
Il futuro della fabbrica laziale rimane un’incognita per i sindacati, così come lo sviluppo dei motori a Termoli. «Serve una missione per Cassino e il rilancio dei motori», dice la Uilm. La Fim parla di «passi avanti, ma servono risposte concrete su tutti i siti», mentre per la Fiom «il piano non brilla in Italia. Palazzo Chigi non può restare in silenzio».