Auburn Hills – Il giorno dopo il varo del nuovo piano Stellantis, il governo sblocca il pacchetto auto, che però passa dagli 1,6 miliardi di euro annunciati nel febbraio scorso a quota 1,3. Soldi destinati al fondo automotive, una misura attesa dalla filiera e dai costruttori per sostenere il comparto. Al ministero delle Imprese erano in attesa che il Mef, dove la misura era rimasta ferma da mesi, liberasse il testo definitivo dopo il pressing delle aziende, poi è arrivato il taglio delle risorse con il decreto del consiglio dei ministri che ha prorogato gli sconti sul carburante e destinato fondi agli autotrasportatori.
Il 75% delle risorse per l’auto andrà all’offerta, dunque a produttori e componentistica, mentre il 25% sarà destinato ai consumatori,…
Auburn Hills – Il giorno dopo il varo del nuovo piano Stellantis, il governo sblocca il pacchetto auto, che però passa dagli 1,6 miliardi di euro annunciati nel febbraio scorso a quota 1,3. Soldi destinati al fondo automotive, una misura attesa dalla filiera e dai costruttori per sostenere il comparto. Al ministero delle Imprese erano in attesa che il Mef, dove la misura era rimasta ferma da mesi, liberasse il testo definitivo dopo il pressing delle aziende, poi è arrivato il taglio delle risorse con il decreto del consiglio dei ministri che ha prorogato gli sconti sul carburante e destinato fondi agli autotrasportatori.
Il 75% delle risorse per l’auto andrà all’offerta, dunque a produttori e componentistica, mentre il 25% sarà destinato ai consumatori, soprattutto per l’acquisto di veicoli commerciali. Ci saranno anche altri sussidi, in particolare per il noleggio sociale a lungo termine. Una formula permutata dalla Francia, che dopo diversi annunci dovrebbe debuttare anche in Italia: non solo per i veicoli elettrici, ma pure per gli ibridi. È una formula di leasing per famiglie a prezzo calmierato sulla base del reddito.
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso, dal Festival dell’Economia di Trento, ha mostrato apprezzamento per le linee strategiche presentate negli Usa dall’ad di Stellantis Antonio Filosa, che ieri ha illustrato il piano Fastlane 2030 ai dipendenti. «Si rafforza il piano Italia», dice il ministro che, dopo l’uscita di Tavares, ha cambiato atteggiamento nei confronti del gruppo. E il mercato, che in prima battuta aveva reagito male ai numeri e alle linee di sviluppo presentate negli Usa, ha virato verso il positivo: il titolo ieri ha guadagnato il 3,9%. Se l’America va bene, anche Mirafiori ne beneficia», ha spiegato il presidente di Stellantis, John Elkann.
Gli investitori apprezzano la razionalizzazione dei marchi senza chiusure traumatiche, i 60 miliardi di investimenti, l’obiettivo di ricavi a 190 miliardi entro il 2030 e il ritorno a una generazione di cassa positiva dal 2027. Resta il nodo dell’esecuzione, ma il messaggio è quello di maggiore disciplina, focus sul cliente e più chiarezza finanziaria.
Proprio sulla questione marchi un portavoce di Stellantis precisa che Alfa Romeno non abbandonerà il segmento D, quello di Stelvio e Giulia. Gli attuali modelli saranno prodotti a Cassino fino al 2027, ma la casa del Biscione promette che ci saranno eredi: «Si stanno studiando nuove interpretazioni, su piattaforme flessibili e con soluzioni multi-energia, ibride e elettriche». Non solo. Oltre all’aggiornamento della Junior, che ora è prodotta in Polonia, arriverà un nuovo C-Suv, che sarà realizzato a Melfi, e una hatchback di segmento C annunciata negli Usa, erede della 147 e della Giulietta. E poi un’auto speciale esclusiva, fabbrica in poche unità.