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E-commerce, scatta la stretta Ue sui pacchi sotto i 150 euro: arriva il dazio fisso di 3 euro

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Dal 1° luglio si applica un regime transitorio, l’imposizione andrà poi a salire. E contestualmente, a meno di rinvii, entrerà in vigore anche la tassa italiana da 2 euro
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ROMA – Per arginare la marea di mini pacchi in arrivo dai Paesi exra Ue, dall’1 luglio entra in vigore un dazio sulle spedizioni con importo dichiarato inferiore ai 150 euro. Secondo la Commissione europea il volume dei piccoli pacchi diretti nel mercato europeo è raddoppiato ogni anno dal 2022: nel 2024 sono stati 4,6 miliardi, il 91% delle spedizioni proveniva dalla Cina e due su tre erano sottostimati o predisposti come uno ”spezzatino” in più consegne proprio per evadere la tariffa. La moltiplicazione di pacchetti di basso valore in arrivo nell’Ue è dovuta agli acquisti sulle piattaforme di fast fashion, come Temu e Shein e su altri canali di e-commerce. Una misura simile è stata decisa anche dal governo italiano ed entrerà in vigore, a meno di ulteriori rinvii, proprio l’1 luglio: sarà una tassa di 2 euro sui piccoli pacchi, che si andranno aggiungere al balzello europeo.

ROMA – Per arginare la marea di mini pacchi in arrivo dai Paesi exra Ue, dall’1 luglio entra in vigore un dazio sulle spedizioni con importo dichiarato inferiore ai 150 euro. Secondo la Commissione europea il volume dei piccoli pacchi diretti nel mercato europeo è raddoppiato ogni anno dal 2022: nel 2024 sono stati 4,6 miliardi, il 91% delle spedizioni proveniva dalla Cina e due su tre erano sottostimati o predisposti come uno ”spezzatino” in più consegne proprio per evadere la tariffa. La moltiplicazione di pacchetti di basso valore in arrivo nell’Ue è dovuta agli acquisti sulle piattaforme di fast fashion, come Temu e Shein e su altri canali di e-commerce. Una misura simile è stata decisa anche dal governo italiano ed entrerà in vigore, a meno di ulteriori rinvii, proprio l’1 luglio: sarà una tassa di 2 euro sui piccoli pacchi, che si andranno aggiungere al balzello europeo.

Cosa cambia dall’1 luglio

Da mercoledì 1 luglio viene eliminata l’esenzione dei dazi sui pacchi in arrivo da fuori l’Ue, fino a oggi prevista per quelle spedizioni i cui articoli hanno un valore dichiarato alla dogana inferiore ai 150 euro. A metà maggio l’Agenzia delle dogana ha chiarito in un messaggio gli effetti del Regolamento Ue 2026/382 del Consiglio. Dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028, per le spedizioni derivanti da vendite a distanza con valore intrinseco non superiore a 150 euro, sarà applicato un dazio doganale specifico pari a 3 euro per articolo. Il superamento della franchigia avverrà gradualmente, in concomitanza con la riforma doganale dell’Ue e la regolamentazione dell’e-commerce.

La tariffa unica di 3 euro si applica a ciascun articolo dichiarato. Se quindi nell’ordine sono previsti più pezzi con il medesimo codice doganale, si applicherà solo una volta. Mentre si “sdoppia” in presenza di articoli diversi, classificati diversamente. Dal 1° luglio 2028, quando sarà terminato il periodo transitorio, tutte le merci acquistate tramite commercio elettronico saranno invece assoggettate all’aliquota ordinaria del dazio, senza distinzione basata sul valore della spedizione. Il dazio viene inquadrato come diritto doganale, tributo A00, di conseguenza tale importo concorrerà alla base imponibile e sarà soggetto a Iva. Dall’1 novembre 2026 entreranno anche in vigore nuovi obblighi relativi agli identificativi di prodotto con l’obiettivo di rafforzare le attività di analisi del rischio e i controlli sulle spedizioni.

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