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Rinnovabili, maxiprestito nel solare del Regno Unito

Intesa Sanpaolo tra i finanziatori di Enviromena Doninelli (Imi Cib): “La transizione resta strategica”
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Un miliardo per sviluppare impianti fotovoltaici nel Regno Unito, dove il sole batte meno che in altre regioni d’Europa, ma gli obiettivi per la transizione non sono di certo meno ambiziosi, a partire dalla decarbonizzazione totale dell’elettricità consumata nell’arcipelago entro il 2030.

Un pool di banche in campo per Enviromena

In campo ci sono Intesa Sanpaolo, attraverso la divisione Imi Corporate & Investment Banking guidata da Mauro Micillo, e un pool di banche internazionali. Sul piatto, un finanziamento da 825 milioni di sterline - pari oltre 950 milioni di euro - a favore di Enviromena, operatore green fondato ad Abu Dhabi ma che in seguito ha trasferito la propria sede nelle isole britanniche, spostando l’attenzione sulla transizione in Uk e nel …

Un miliardo per sviluppare impianti fotovoltaici nel Regno Unito, dove il sole batte meno che in altre regioni d’Europa, ma gli obiettivi per la transizione non sono di certo meno ambiziosi, a partire dalla decarbonizzazione totale dell’elettricità consumata nell’arcipelago entro il 2030.

Un pool di banche in campo per Enviromena

In campo ci sono Intesa Sanpaolo, attraverso la divisione Imi Corporate & Investment Banking guidata da Mauro Micillo, e un pool di banche internazionali. Sul piatto, un finanziamento da 825 milioni di sterline - pari oltre 950 milioni di euro - a favore di Enviromena, operatore green fondato ad Abu Dhabi ma che in seguito ha trasferito la propria sede nelle isole britanniche, spostando l’attenzione sulla transizione in Uk e nel resto d’Europa.

Di proprietà del fondo Arjun Infrastructure Partners, oggi la società vanta oltre 17 mila impianti rinnovabili installati nel mondo e può contare su un portafoglio di oltre tre gigawatt di progetti tra solare e sistemi di accumulo in fase di costruzione.

I dettagli del finanziamento

Il finanziamento prevede una tranche da 525 milioni di sterline (circa 606 milioni di euro) per avviare lo sviluppo di impianti fotovoltaici, per una capacità complessiva di circa un GW.

Alla prima potrà aggiungersi una seconda linea di credito fino a 300 milioni di sterline (oltre 346 milioni di euro), che potrà essere attivata gradualmente in base all’avanzamento dei progetti. Numeri alla mano, si tratta di una delle maggiori transazioni nel solare realizzate quest’anno nel Regno Unito.

«Il progetto risponde alla necessità di sviluppare su larga scala soluzioni energetiche a basse emissioni», commenta Nicola Doninelli, head of distribution platforms & Gtb della divisione Imi Cib di Intesa Sanpaolo. La banca in passato ha già affiancato Arjun ed Enviromena e sempre nel Regno Unito ha partecipato, tra gli altri, al finanziamento al sito di stoccaggio di CO2 di Liverpool Bay T&S. Ancora, nel piano 2026-29 il supporto alla transizione verde della clientela si traduce nell’impegno a dedicare il 30% dei nuovi prestiti a medio-lungo termine ad attività sociali e ambientali.

«Una priorità strategica»

La guerra nel Golfo Persico e il commercio dello stretto di Hormuz ridotto all’osso hanno riportato l’energia sul tavolo dei leader mondiali. Perché, in tempi di pace, da quel corridoio passavano oltre un quarto del petrolio e un quinto del gas naturale liquefatto mondiale, oltre a fertilizzanti, prodotti raffinati e genericamente container che alimentavano un giro d’affari da circa 1.200 miliardi di dollari.

«La transizione resta una priorità industriale e strategica, oggi ulteriormente rafforzata dalla crescente attenzione alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla resilienza delle reti», prosegue Doninelli. E nonostante l’incertezza regni sovrana, le imprese non intendono perdere tempo: «Stanno accelerando gli investimenti in rinnovabili, accumulo, reti e tecnologie per l’efficienza energetica». In questo scenario, riflette il manager, gli istituti di credito possono svolgere «un ruolo fondamentale nel mobilitare capitali privati».

Cosa rende i progetti “bancabili”

Certo, tutto dipende dalla “bancabilità” di un progetto, un aspetto delicato per le intermittenti fonti “green”. Per Doninelli, l’accesso degli operatori al credito è strettamente legato alla qualità industriale e alla capacità di garantire visibilità dei flussi di cassa nel lungo periodo.

E sul tema il manager si sente di spendere una buona parola sul Bel Paese. «Il contesto italiano è oggi strutturalmente favorevole allo sviluppo delle rinnovabili grazie a un insieme di strumenti regolatori che stanno creando le condizioni adatte per gli investimenti». Chi riesce a combinare innovazione, scala e affidabilità operativa viene premiato con «un maggiore interesse da parte del mercato finanziario».

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