ROMA – Più tempo alle Partite Iva per i versamenti fiscali come compensazione per i ritardi tecnici della piattaforma del Fisco ma raddoppio dell’aliquota per chi paga nel mese successivo. È il compromesso raggiunto dal consiglio dei ministri che intervenendo per la quarta volta sul taglio delle accise sui carburanti ha inserito nel decreto anche un riassetto del calendario fiscale per professionisti e imprese.
P. Iva, cambiano scadenze fiscali e maggiorazione
Il decreto prevede la proroga della scadenza dei versamenti fiscali per 4,6 milioni di Partite Iva, quelle soggette agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa, gli ex studi di settore) e i contribuenti in regime forfettario. Il termine per le dichiarazioni dei redditi 202…
ROMA – Più tempo alle Partite Iva per i versamenti fiscali come compensazione per i ritardi tecnici della piattaforma del Fisco ma raddoppio dell’aliquota per chi paga nel mese successivo. È il compromesso raggiunto dal consiglio dei ministri che intervenendo per la quarta volta sul taglio delle accise sui carburanti ha inserito nel decreto anche un riassetto del calendario fiscale per professionisti e imprese.
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P. Iva, cambiano scadenze fiscali e maggiorazione
Il decreto prevede la proroga della scadenza dei versamenti fiscali per 4,6 milioni di Partite Iva, quelle soggette agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa, gli ex studi di settore) e i contribuenti in regime forfettario. Il termine per le dichiarazioni dei redditi 2026, relative all'anno di imposta 2025 slitta dal 30 giugno al 20 luglio 2026, senza maggiorazioni. Ma una misura compensativa è prevista per hi ritarda ulteriormente. “Il versamento – si legge nel decreto – potrà essere effettuato anche entro i trenta giorni successivi (19 agosto) con una maggiorazione dello 0,80 per cento a titolo di interesse corrispettivo”. La maggiorazione quindi raddoppia da 0,4% a 0,8% per le P.Iva che decidono di effettuare il versamento tra il 21 luglio e il 19 agosto. Il governo ha così rinnovato nelle modalità una misura prevista nel 2023 e lo scorso anno, ma non nel 2024 quando al debutto del concordato preventivo biennale il termine fu fissato al 31 luglio.
Perché la scadenza è passata dal 30 giugno al 20 luglio
La richiesta di prorogare i termini per i versamenti era arrivata dalle associazioni di categoria: Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti. I rappresentanti degli autonomi e professionisti denunciavano ritardi nel rilascio del software ministeriale necessario per il calcolo degli indici di affidabilità fiscale e l’accesso al nuovo concordato biennale. Con la distribuzione dell’applicazione Il tuo Isa 2026 Cpb solo a metà maggio, l’Agenzia delle Entrate è stata costretta a continui ritocchi informatici per inserire le nuove aliquote di prelievo del 30% e del 35%, pensate per i profili considerati a maggior rischio di evasione. E si è ridotto il tempo a disposizione per la lavorazione delle dichiarazioni e i calcoli sui versamenti. Per lo stesso motivo, il termine finale per accettare il patto biennale con il fisco viene posticipato al 31 ottobre 2026.