Il gioco d’azzardo in Italia continua a crescere. E, sottotraccia, attraverso questo canale scorrono anche i soldi sporchi della criminalità organizzata. Mentre i dati pubblici si fanno sempre più opachi. Lo rileva il rapporto di Cgil, Federconsumatori e fondazione Isscon Il libro nero dell’azzardo. Lo Stato perdente. Analizzando i flussi di denaro spesi tra canale fisico (slot, videolottery, sale giochi, tabaccherie) e online (poker, scommesse) emergono infatti delle anomalie quantomeno sospette.
I Comuni sciolti per per infiltrazioni mafiose
Il caso più eclatante è quello dei Comuni i cui consigli comunali o provinciali sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose o che hanno comunque una storica presenza di malavita organizzata: tra questi, diver…
Il gioco d’azzardo in Italia continua a crescere. E, sottotraccia, attraverso questo canale scorrono anche i soldi sporchi della criminalità organizzata. Mentre i dati pubblici si fanno sempre più opachi. Lo rileva il rapporto di Cgil, Federconsumatori e fondazione Isscon Il libro nero dell’azzardo. Lo Stato perdente. Analizzando i flussi di denaro spesi tra canale fisico (slot, videolottery, sale giochi, tabaccherie) e online (poker, scommesse) emergono infatti delle anomalie quantomeno sospette.
I Comuni sciolti per per infiltrazioni mafiose
Il caso più eclatante è quello dei Comuni i cui consigli comunali o provinciali sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose o che hanno comunque una storica presenza di malavita organizzata: tra questi, diversi sono in cima alla classifica di volume lordo giocato pro capite. Qualche esempio: Patti, in provincia di Messina, è in cima con 7.715 euro pro capite contro una media nazionale di 2.365 relativa al gioco online. Al secondo posto c’è Castel San Giorgio con 7.227 in provincia di Salerno. Si gioca moltissimo anche a Formia (6.824 euro) e Melito di Porto Salvo con 5.918 euro. “Variazioni difficilmente giustificabili con una normale attività da gioco d’azzardo”, si legge nel rapporto. Non sono Comuni né particolarmente grandi, ma neanche troppo piccoli. E il sospetto è che si tratti di una modalità “attraverso la quale la malavita organizzata individua aree più nascoste per il riciclaggio del denaro e per le proprie attività”.
Numeri sui quali sarebbe necessario accendere un riflettore. Eppure la tendenza, denunciano Cgil e Federconsumatori, sembra essere quella opposta. Il rapporto infatti denuncia quello che definisce un “oscuramento informativo” da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Già dal 2020 infatti molti dati territoriali dettagliati non vengono più pubblicati, soprattutto quelli relativi a slot e videolottery. E se il rapporto è uscito così ricco di dati è solo grazie a una serie di richieste di accesso civico e all’utilizzo della relazione sul settore dei giochi pubblici presentata dal ministero dell’Economia alla Camera.
Fenomeno in ascesa
La passione per il gioco d’azzardo è più forte di inflazione e caro bollette: nonostante il difficile contesto economico infatti, questo settore nel 2025 ha continuato a crescere, raggiungendo 165 miliardi di euro di raccolta complessiva, il +5% rispetto al 2024. Si tratta del 7,3% del Pil italiano, una somma che supera il Fondo sanitario nazionale di 26 miliardi. Naturalmente, giocando si può vincere o perdere. E le perdite sfiorano i 22 miliardi di euro, il 2% del reddito complessivo degli italiani.
Questo scarto tra difficoltà finanziarie e maggior ricorso al gioco d’azzardo è un paradosso solo in apparenza. “All’acutizzarsi della crisi (reale o percepita) corrisponde una crescita della propensione al gioco e una conseguente contrazione dei consumi - si legge nel rapporto - motore di questa dinamica, alimentata dalla crescente pubblicizzazione dei giochi d’azzardo legali, è l’idea illusoria di una vincita in grado di garantire la risoluzione in un colpo solo dei problemi economici correlati alla crisi”. Ne consegue che, a spendere e perdere soldi in giochi e scommesse siano soprattutto i cittadini con redditi mensili e titoli di studio più bassi.
Si gioca sempre più online. E la tendenza è netta: questo canale ha aumentato la raccolta del 9,5% contro il -1,3% del canale fisico. Rispetto al 2018, il gioco online è cresciuto del 221% e conta quasi cinque milioni di giocatori attivi. Le attività più frequentate sembrano essere casino online, poker e giochi di carte che da soli valgono 81 miliardi di euro. Dai numeri emerge anche che, nonostante rappresenti una quota minoritaria del mercato (il 39%), il gioco in bar, tabaccherie, agenzie scommesse o casinò genera il 74,3% delle perdite complessive.
Differenze territoriali
Se il sud Italia resta il principale motore del gioco d’azzardo online (Campania e Sicilia in testa) la Lombardia è la regione con la raccolta più alta in termini assoluti: 26 miliardi di euro nel 2025. Seguono Campania con 21,6 miliardi, Lazio con 17,4 miliardi e Sicilia con 16,2 miliardi. Tra le città metropolitane è in testa Roma (12,8 miliardi), seguita da Napoli (11,5 miliardi) e Milano con 9,4 miliardi.