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Antitrust, istruttoria su Biogen: “Ostacoli alla concorrenza su farmaco contro la sclerosi multipla”

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Accertamenti su Biogen, che starebbe ostacolando l’affermazione su un mercato di un medicinale biosimilare, meno caro, prodotto da Sandoz
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Ostacolerebbe l’ingresso di un farmaco contro la sclerosi multipla uguale ma meno costoso del suo. Per questo l’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di Biogen Italia, e di Biogen Inc., che la controlla, sospettando un abuso di posizione dominante. Imporrebbe infatti di somministrare il suo farmaco a chi chiede di fare un test, da lei brevettato, che serve a escludere effetti collaterali nei pazienti. Così chi vuole usare l’altro prodotto non può essere sottoposto a quell’esame.

Risparmi mancati

La danneggiata sarebbe la Sandoz. Si parla di farmaci biologici, il principio attivo è il natlizumab che serve a fronteggiare la sclerosi multipla in forma severa e evoluzione rapida ed è di uso ospedaliero. Anche i biologici quando scade il brevetto possono essere prodotti come “generici”, cioè come biosimilari. Questi prodotti sono meno costosi dei cosiddetti “originator”, ma vista la complessità produttiva non ci sono differenze enormi come per gli equivalenti che si trovano in …

Ostacolerebbe l’ingresso di un farmaco contro la sclerosi multipla uguale ma meno costoso del suo. Per questo l’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di Biogen Italia, e di Biogen Inc., che la controlla, sospettando un abuso di posizione dominante. Imporrebbe infatti di somministrare il suo farmaco a chi chiede di fare un test, da lei brevettato, che serve a escludere effetti collaterali nei pazienti. Così chi vuole usare l’altro prodotto non può essere sottoposto a quell’esame.

Risparmi mancati

La danneggiata sarebbe la Sandoz. Si parla di farmaci biologici, il principio attivo è il natlizumab che serve a fronteggiare la sclerosi multipla in forma severa e evoluzione rapida ed è di uso ospedaliero. Anche i biologici quando scade il brevetto possono essere prodotti come “generici”, cioè come biosimilari. Questi prodotti sono meno costosi dei cosiddetti “originator”, ma vista la complessità produttiva non ci sono differenze enormi come per gli equivalenti che si trovano in farmacia. Fino ad ora, dalle gare delle Regioni si è visto che il Tysabri di Biogen costa 1.200 euro per confezione e il Tyruko di Sandoz (entrato sul mercato nel 2024) 956, quindi circa il 20% in meno. Visto che in un anno si spendono circa 140 milioni per il natlizumab, la sostituzione permetterebbe un risparmio di una trentina di milioni.

Le Regioni hanno scelto il biosimilare

E invece il biosimilare viene usato in modo residuale, malgrado Sandoz abbia praticamente vinto tutte le gare regionali per le forniture degli ospedali (salvo quelle di Abruzzo ed Emilia-Romagna). L’ultima parola sulla prescrizione spetta sempre al medico ed evidentemente l’impossibilità di fare il test per chi usa il biosimilare spinge a somministrare il prodotto di Biogen. Anche se l’Antitrust stima che il prodotto di Sandoz dovrebbe avere il 75% del mercato si ferma al 30%.

La questione del test

Il trattamento con natalizumab può causare un raro, ma importante, effetto collaterale e per questo durante la terapia i pazienti si devono sottoporre a un test che rivela se c’è il rischio che il problema si verifichi. Secondo l'Autorità, Biogen deterrebbe una posizione dominante nell'offerta del test che fa intercettare il problema. E facendo leva su questo esame “escluderebbe e/o limiterebbe la concorrenza di Sandoz nel mercato dei medicinali per la cura della sclerosi multipla a base di natalizumab, perché vincola l'uso di questo test all'acquisto del proprio farmaco e si rifiuta di renderlo commercialmente disponibile per i pazienti cui viene somministrato il concorrente biosimilare”. Spiega l’antitrust, che ieri ha inviato i suoi funzionari con il Nucleo speciale antitrust della Guardia di Finanza a fare accertamenti ispettivi nella sede italiana di Biogen, che “la diffusione dei biosimilari è fondamentale per innescare meccanismi virtuosi di competitività dei mercati e i risparmi sono cruciali per la sostenibilità del Sistema sanitario nazionale e per finanziare l'accesso alle terapie più innovative per un numero sempre maggiore di pazienti. Per questo motivo, secondo l'Autorità, le strategie che ostacolino e/o impediscano lo sviluppo e la concorrenza tra farmaci originari e biosimilari possono integrare una violazione delle norme antitrust, determinando gravi effetti sulla spesa sanitaria. La tutela della concorrenza rappresenta uno dei tasselli fondamentali per la tutela del diritto alla salute e dell'accesso a cure innovative”.

I consumatori: “Ci aspettiamo maxi sanzione”

Da Assoutenti, Gabriele Melluso dice che “se saranno confermati gli illeciti contestati dall'Antitrust, ci aspettiamo una maxi-sanzione nei confronti di Biogen per i pesanti danni economici arrecati alle casse pubbliche e al sistema sanitario italiano. Ancora una volta in Italia secondo le accuse dell'Antitrust si registrerebbe una grave violazione delle norme sulla concorrenza in tema di vendita di farmaci che ha prodotto un enorme aumento dei costi a carico del sistema sanitario. Basti citare il caso Roche-Novartis che portò ad una maxi sanzione da 180 milioni di euro da parte dell'Autorità per aver le aziende farmaceutiche ostacolato la diffusione di un farmaco economico per la cura dei problemi della vista”.

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