Missoni, l’ad Livio Proli: “Fase nuova. Negozi, beauty e hotel nel futuro del marchio”
di Sara BennewitzSfilata Missoni
MILANO – Finita la ristrutturazione dell’azienda, e anche dell’azionariato, Missoni approva il bilancio 2025 e il piano industriale al 2030, da cui si aspetta un quinquennio di crescita grazie a nuovi investimenti, nuove licenze e nuovi prodotti. La famiglia Missoni ha fatto un passo indietro. Fsi ha assunto il controllo del 73% nominando alla presidenza Barnaba Ravanne e confermando alla guida l’ad Livio Proli. E il gruppo tedesco Katjes International (proprietario del marchio Bogner) ha investito nel 27% del capitale.
Proli, Missoni senza i Missoni: come cambia ora la strategia?
«La famiglia Missoni ha raggiunto il suo obiettivo consegnando l’azienda a un gruppo di investitori qualificati, pronti a sostenerne lo sviluppo. Il progetto del gruppo punta a evolvere nella continuità, proseguendo nel solco tracciato sei anni fa per riposizionare il marchio. La ristrutturazione è finita, da tre anni abbiamo un margine lordo positivo, e ora che l’azienda è stata ricapitalizzata, si apre una…
MILANO – Finita la ristrutturazione dell’azienda, e anche dell’azionariato, Missoni approva il bilancio 2025 e il piano industriale al 2030, da cui si aspetta un quinquennio di crescita grazie a nuovi investimenti, nuove licenze e nuovi prodotti. La famiglia Missoni ha fatto un passo indietro. Fsi ha assunto il controllo del 73% nominando alla presidenza Barnaba Ravanne e confermando alla guida l’ad Livio Proli. E il gruppo tedesco Katjes International (proprietario del marchio Bogner) ha investito nel 27% del capitale.
Proli, Missoni senza i Missoni: come cambia ora la strategia?
«La famiglia Missoni ha raggiunto il suo obiettivo consegnando l’azienda a un gruppo di investitori qualificati, pronti a sostenerne lo sviluppo. Il progetto del gruppo punta a evolvere nella continuità, proseguendo nel solco tracciato sei anni fa per riposizionare il marchio. La ristrutturazione è finita, da tre anni abbiamo un margine lordo positivo, e ora che l’azienda è stata ricapitalizzata, si apre una nuova fase di crescita e investimenti mirati».
Come si è chiuso il 2025, e quali previsioni per il 2026?
«Nonostante il contesto sfidante, il 2025 è stato un altro anno positivo, il fatturato è aumentato a 125 milioni e il margine operativo lordo è salito a 15 milioni. Anche il 2026, nonostante le tensioni geopolitiche, è partito bene e stimiamo una crescita del fatturato superiore al 5%. L’ultima sfilata è stata ben apprezzata e vediamo anche un interessante potenziale nella collezione uomo».
Avete 11 negozi a gestione diretta e 12 outlet. Qual è il programma di nuove aperture?
«Apriremo 4-5 negozi all’anno per il prossimo quinquennio, ma saranno boutique selettive di dimensioni giuste e pensate per essere profittevoli. A livello geografico, puntiamo sui mercati a maggior potenziale come Europa, Usa e Medio Oriente e lo faremo continuando investire sull’omnicanalità e sull’e-commerce, che già oggi insieme ai punti vendita genera il 38% dei nostri ricavi. Il resto deriva invece dal canale wholesale e dai 27 franchising».
Dopo aver riportato in casa la licenza Missoni Home, ci sono altre licenze in arrivo?
«Entro fine anno, Missoni selezionerà il nuovo partner per profumi, oggi affidati a EuroItalia, allargandosi anche al beauty con i colori della maison, ma valuta anche di internalizzare le licenze per alcuni accessori, come calze, sciarpe e guanti della sua griffe».
E che mi dice della divisione contract per il design di alberghi e resort di lusso?
«Sta dando interessanti ritorni, abbiamo 11 progetti in essere, che oltre alle royalties arricchiscono il valore e la visibilità del marchio, e diverse richieste anche in nuovi ambiti. Entro fine anno credo che riusciremo a firmare almeno tre nuovi importanti contratti».
Come procede la collaborazione con Delta, dove vestite il personale di bordo e fornite gli accessori della prima classe?
«Siamo entrambi molto soddisfatti, tant’è che sono previsti nuovi sviluppi: dovremmo disegnare anche le divise dello staff, e due nuove lounge negli Stati Uniti con i prodotti di Missoni Home».
Con l’ingresso di Katjes International al 27% del capitale, dobbiamo aspettarci sinergie tra Bogner e Missoni?
«Katjes è un socio di minoranza di livello e molto rispettoso del dna e dell’italianità del gruppo. Non escludo che in futuro possano esserci collaborazioni mirate con Bogner, che afferisce a un mondo diverso da Missoni come quello dello sci. Penso a uno chalet con i nostri tessuti, o a piccole capsule. Tutti i progetti che fanno bene a entrambi i marchi saranno valutati, ma le aziende e la governance restano separate, come è giusto che sia».