Prenotare nell’estate dell’incertezza: “Domanda stabile, Europa più cara ma si può risparmiare”
di Giulia CimpanelliC'è un paradosso al cuore del turismo globale in questo 2026: nonostante guerre, chiusure di spazi aerei e instabilità geopolitica diffusa, le persone continuano a prenotare voli. Anzi, cercano alternative. Lo sa bene Bryan Batista, da un anno alla guida di Skyscanner, la piattaforma di comparazione viaggi usata da centinaia di milioni di utenti nel mondo, che sta pilotando l'azienda in acque mosse, con una bussola che punta dritto su due coordinate: tecnologia e fiducia del viaggiatore.
I numeri tengono, ma le rotte cambiano
Il Medio Oriente come hub di connessione tra Oriente e Occidente è sotto pressione. Le tensioni nella regione hanno ridisegnato le traiettorie dei voli intercontinentali e la domanda si è spostata. «C'è naturalmente un certo livello di preoccupazione», am…
C'è un paradosso al cuore del turismo globale in questo 2026: nonostante guerre, chiusure di spazi aerei e instabilità geopolitica diffusa, le persone continuano a prenotare voli. Anzi, cercano alternative. Lo sa bene Bryan Batista, da un anno alla guida di Skyscanner, la piattaforma di comparazione viaggi usata da centinaia di milioni di utenti nel mondo, che sta pilotando l'azienda in acque mosse, con una bussola che punta dritto su due coordinate: tecnologia e fiducia del viaggiatore.
I numeri tengono, ma le rotte cambiano
Il Medio Oriente come hub di connessione tra Oriente e Occidente è sotto pressione. Le tensioni nella regione hanno ridisegnato le traiettorie dei voli intercontinentali e la domanda si è spostata. «C'è naturalmente un certo livello di preoccupazione», ammette Batista, «ma i viaggiatori sono molto resilienti. Le persone amano viaggiare, e in alcuni casi devono farlo. Quindi c'è sempre una spinta alla domanda». I numeri di Skyscanner gli danno ragione: «Nonostante i conflitti, la nostra domanda anno su anno è ancora in crescita. Abbiamo più viaggiatori sulla piattaforma rispetto all'anno scorso». Il cambiamento più visibile riguarda le rotte di scalo. Se il Medio Oriente perde quota come hub, altri prendono il suo posto: «Vediamo che gli scali nell'area Asia-Pacifico sono cresciuti del 17% anno su anno, e quelli europei del 6%». I viaggiatori, insomma, trovano sempre una strada.In questo contesto, Skyscanner ha introdotto una funzione apparentemente semplice ma molto richiesta: il layover search filter, ovvero la possibilità di escludere determinati hub di scalo dalla propria ricerca. «Consente ai viaggiatori di deselezionare certi aeroporti di transito, sia per ragioni di sicurezza percepita, sia per non allungare troppo il viaggio», spiega Batista. «E abbiamo visto un utilizzo molto alto di questo strumento». Non è un caso: è la risposta a un'esigenza concreta di chi vola in un mondo in cui alcune rotte sono diventate oggetto di ansie legittime.
Rivoluzione Skyscanner, debutta il comparatore aereo-treno: cambia il modo di pianificare il viaggio
Le finestre di prenotazione si restringono
Un altro segnale di questo clima di attesa è la compressione delle “booking windows”, ovvero del tempo che intercorre tra la prenotazione e il viaggio. «Tipicamente, in questo periodo dell'anno, la finestra è di sei settimane», racconta Batista. «Ora si è ridotta a poco meno di cinque. Le persone sono un po' più incerte, aspettano di avere più chiarezza prima di prenotare». È un dato piccolo ma significativo: rivela uno stato d'animo collettivo, una prudenza che si traduce in comportamento d'acquisto.
Prezzi dinamici: Frankfurt sale, Bangkok scende
La domanda che tutti si pongono è ovvia: vale la pena prenotare adesso o aspettare? La risposta di Batista è onesta fino alla scomodità. «È una domanda difficilissima a cui rispondere», dice. «I prezzi delle compagnie aeree sono altamente dinamici e dipendono da moltissimi fattori: il load factor dell'aereo (la percentuale di posti passeggeri effettivamente occupati rispetto alla capacità totale disponibile, ndr), la concorrenza, le previsioni della domanda futura, il prezzo del carburante e i costi operativi».
E il carburante, in questo momento, è uno degli elementi più volatili. «C'è molta pressione sui costi del carburante. Le compagnie che avevano stipulato contratti di copertura — il cosiddetto fuel hedging — erano inizialmente protette dagli aumenti, ma quei contratti scadono, e sempre più vettori si trovano esposti ai prezzi di mercato». Il risultato è un quadro variegato, con destinazioni che si comportano in modo opposto. «Vediamo una situazione mista», racconta. Le cinque destinazioni con i maggiori aumenti anno su anno sono tutte europee: «Francoforte, Parigi, Barcellona, Monaco, Amsterdam». Al contrario, le cinque destinazioni con i cali di prezzo più significativi sono nell'area Asia-Pacifico. «È interessante, perché si tratta proprio dell'area dove i prezzi del carburante sono stati più impattati», osserva. «Ma il mercato funziona così: può cambiare settimana dopo settimana, perché le compagnie resettano continuamente i prezzi secondo tutti quei segnali». C'è poi il fattore business travel. Le città europee citate — Francoforte, Parigi, Barcellona — sono anche grandi poli del turismo d'affari. «Non stiamo ancora vedendo un calo nei viaggi di lavoro», dice Batista. «E per questo quelle destinazioni mantengono alta la domanda, e i prezzi di conseguenza». Su quali destinazioni siano più al riparo dalla volatilità, il ceo preferisce la prudenza: «Mi aspetterei che le mete negli Stati Uniti siano un po' più protette. Non le vedo nella lista delle più volatili, probabilmente perché il mercato americano è stato meno esposto agli aumenti del carburante. Ma preferisco verificarlo con i dati prima di affermarlo con certezza».
Come proteggersi: la guida pratica
Di fronte a tanta complessità, cosa può fare concretamente il viaggiatore? Batista offre una risposta in tre mosse. Prima: consultare le informazioni ufficiali, sia del proprio governo sia delle compagnie aeree che si intende usare. Seconda: usare strumenti di comparazione dei prezzi — «In un contesto così volatile, le differenze tra un fornitore e l'altro possono essere significative». Terza: valutare con attenzione il tipo di tariffa. «Ci sono tariffe più flessibili di altre. Se siete preoccupati per possibili cancellazioni, forse vale la pena scegliere un biglietto con maggiore flessibilità di cambio o rimborso, oppure prenotare un hotel con cancellazione gratuita». E infine, per chi ha un viaggio particolarmente esposto a rischi, considerare un'assicurazione di viaggio. Skyscanner non vende polizze, ma il Ceo è convinto che il loro utilizzo stia crescendo: «Mi aspetto che sempre più viaggiatori stiano optando per queste coperture, come protezione in caso di cancellazioni o modifiche di itinerario».
L'intelligenza artificiale come nuovo motore di ricerca
Ma parlare di Skyscanner nel 2026 senza parlare di intelligenza artificiale sarebbe come descrivere un aereo senza citare i motori. Batista ne parla con l'entusiasmo di chi sta attraversando una trasformazione in tempo reale. Il primo cambiamento riguarda la ricerca stessa. «Fino a ora siamo stati limitati dai campi di ricerca», spiega. «Ora possiamo avere una vera conversazione con il viaggiatore. Questo significa che può darci molto più contesto: forse sta cercando un certo tipo di vacanza, forse vuole risparmiare, o al contrario vuole qualcosa di lussuoso. Può dirci con chi viaggia». Il risultato sono risultati più rilevanti e personalizzati. Ma c'è di più. L'IA permette di generare insights che prima avrebbero richiesto molto più tempo: «Possiamo mostrare qual è il momento più conveniente per prenotare secondo i nostri dati degli ultimi dieci anni. Oppure segnalare che in determinate date il business class costa solo il 10% in più dell'economy». Sono il tipo di informazioni che un agente di viaggi esperto avrebbe condiviso con i propri clienti migliori, e che ora diventano accessibili a tutti.
L’agente IA: il bot che prenota al posto tuo
La novità più dirompente, però, è quella che Batista chiama agentic AI: la possibilità di delegare a un agente automatico non solo la ricerca, ma la prenotazione vera e propria. «Potreste dire a un agente: vai e prenotami questo volo. Oppure: se il volo da Milano ad Amsterdam in quelle date scende sotto i 200 euro, prenotalo». Non più solo comparazione, dunque, ma esecuzione. «Stiamo già testando questa funzionalità in alcuni mercati», annuncia. «È già realtà, anche se dipende da dove vi trovate e se siete nel gruppo di test. Sarà uno dei nostri focus principali nei prossimi 12-18 mesi». È un salto concettuale importante: la piattaforma smette di essere una vetrina e diventa un assistente personale che agisce. Batista la collega alla più ampia ascesa degli agenti personali: «Man mano che gli agenti personali si diffondono — quei sistemi che possiamo attivare per completare compiti al posto nostro — il viaggio è uno degli ambiti in cui possono fare di più. Non solo per risparmiare tempo, ma anche denaro».
Skyscanner cambia forma: dal B2C al B2B
L'intelligenza artificiale sta aprendo porte che fino a poco fa sembravano chiuse per ragioni di risorse. Batista cita due esempi concreti. Il primo è il corporate travel: «Un anno fa, se qualcuno mi avesse chiesto perché Skyscanner non entra nei viaggi d'affari, avrei risposto: non abbiamo tempo, nè risorse. Ora lo stiamo valutando». Il secondo è il mercato dei pacchetti turistici: «Un anno fa era solo un esperimento. Ora lo abbiamo lanciato in diversi mercati europei». Ma la mossa più strategica riguarda il b2b. «Vogliamo entrare nel settore dei servizi alle imprese: compagnie aeree, catene alberghiere, noleggi auto. Abbiamo i dati di domanda più dettagliati al mondo. La visione più nitida della domanda globale di voli. Possiamo aiutare le compagnie aeree con il pricing, con la pianificazione delle rotte, con il marketing». Strumenti che esistevano già, ma che l'AI rende ora più accessibili e potenti. «Abbassa le barriere di ingresso in nuovi settori», sintetizza.
1.600 persone che stanno reimparando il loro lavoro
La trasformazione non riguarda solo i prodotti, ma anche il modo in cui Skyscanner funziona internamente. L'azienda conta 1.600 dipendenti nel mondo, e Batista è chiaro: non si tratta di tagliare persone, ma di cambiare il mix di competenze e ruoli. «I nostri ingegneri oggi usano agenti IA per scrivere la maggior parte del codice. Producono molto di più. Ma questo ha creato colli di bottiglia altrove: ricercatori, designer, product manager, data scientist non avanzano alla stessa velocità». La soluzione? «Attaccare tutti i colli di bottiglia, non solo uno. Non puoi accelerare una sola parte dell'azienda e aspettarti che tutto il sistema vada più veloce». Una delle pratiche più innovative è quella che Batista chiama forward deployment: ingegneri con forti competenze AI vengono assegnati ad altri reparti — finanza, risorse umane, marketing — per aiutarli a diventare AI-native. «Devono ripensare completamente i loro processi. Non si tratta di fare le stesse cose con uno strumento diverso. Magari si smette di fare il processo A, B, C e si inizia a fare X e Y, che sono completamente diversi e prevedono l'uso dell’IA». È un cambiamento faticoso, ammette. «Devo essere onesto: è un periodo stressante per un'azienda. Ogni settimana ho un nuovo punto di vista sull'IA. Cose che ritenevo vere la settimana scorsa non lo sono più. La cosa più importante è restare agili, pronti a imparare». Anche nei confronti dei consumatori, sul fronte intelligenza artificiale, la trasparenza è un valore dichiarato: «Abbiamo quello che chiamiamo AI explainability: i viaggiatori devono capire chiaramente quando e come usiamo l'intelligenza artificiale, e perché questo è un vantaggio per loro».
Un anniversario, tre lezioni
Batista l’1 giugno “compirà un anno” da ceo. Prima di Skyscanner ha lavorato in Tesla, Booking.com e altre aziende tech globali. «Da Tesla ho imparato la resilienza nell'innovazione. Quando ci lavoravo, tutti pensavano che i veicoli elettrici fossero una follia destinata a fallire. Quello che quella esperienza mi ha insegnato è la pazienza, la tenacia e la disponibilità a fallire molte volte prima di riuscire». Da Booking ha invece imparato il valore del pensiero globale: «È un'azienda nata in un piccolo Paese — i Paesi Bassi — con un mercato locale limitato, eppure ha sempre pensato in modo globale. Ogni cosa veniva progettata chiedendosi: come la scaliamo? Come la rendiamo rilevante per un viaggiatore in ogni parte del mondo? Questo è ciò che stiamo portando sempre di più in Skyscanner: avere già la profondità di offerta sui voli, e costruire la stessa copertura su hotel, auto, pacchetti». Nel frattempo, il mondo vola. Con qualche scalo in meno su Doha e qualcuno in più su Singapore. E con un'app che presto potrebbe prenotare il volo al posto nostro, si lascia scappare il ceo, mentre siamo già su quello di andata.