Inflazione, nuova fiammata a maggio: la benzina spinge i prezzi al 3,2%. Pil rivisto al rialzo
di Valentina ConteROMA – A maggio l’inflazione accelera al 3,2%, dal 2,7% di aprile. La fiammata è spinta soprattutto dall’energia: gli energetici non regolamentati salgono al 12,6%, con la benzina che balza al 10,7%. Ma la pressione si vede anche nei servizi legati a turismo, alloggi e trasporti. Il carrello della spesa resta fermo al 2,3%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto salgono al 4,5%, sopra l’indice generale. La componente di fondo resta più contenuta, all’1,8%, ma è in aumento.
Pil rivisto al rialzo
La nuova accelerazione dei prezzi arriva mentre l’Istat rivede al rialzo anche il Pil del primo trimestre: +0,3% rispetto ai tre mesi precedenti, dal +0,2% stimato a fine aprile, e +0,8% sull’anno. La crescita acquisita per il 2026 sale così allo 0,6%. Il trimestre è stato…
ROMA – A maggio l’inflazione accelera al 3,2%, dal 2,7% di aprile. La fiammata è spinta soprattutto dall’energia: gli energetici non regolamentati salgono al 12,6%, con la benzina che balza al 10,7%. Ma la pressione si vede anche nei servizi legati a turismo, alloggi e trasporti. Il carrello della spesa resta fermo al 2,3%, mentre i prodotti ad alta frequenza d’acquisto salgono al 4,5%, sopra l’indice generale. La componente di fondo resta più contenuta, all’1,8%, ma è in aumento.
Pil rivisto al rialzo
La nuova accelerazione dei prezzi arriva mentre l’Istat rivede al rialzo anche il Pil del primo trimestre: +0,3% rispetto ai tre mesi precedenti, dal +0,2% stimato a fine aprile, e +0,8% sull’anno. La crescita acquisita per il 2026 sale così allo 0,6%. Il trimestre è stato sostenuto da consumi, investimenti ed esportazioni, mentre le scorte hanno frenato il risultato finale. Dal lato dell’offerta crescono i servizi, +0,4%, resta ferma l’industria e cala l’agricoltura. Un quadro che segnala un’economia ancora in movimento, ma su ritmi contenuti, ora appesantita dal ritorno dell’inflazione sopra il 3%.
Inflazione, a maggio nuovo balzo al 3,2%
Secondo le stime preliminari dell’Istat, a maggio l’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,4% su aprile e del 3,2% su base annua. Un’accelerazione netta rispetto al 2,7% registrato il mese precedente. L’indice armonizzato europeo sale invece al 3,3%, dal 2,8% di aprile. L’inflazione acquisita per il 2026 arriva così al 2,6% per l’indice generale e all’1,6% per la componente di fondo.
Benzina e energia spingono i prezzi
Il motore principale della risalita resta l’energia. I beni energetici accelerano dal 9,2% al 12% su base annua. Dentro questa voce, gli energetici non regolamentati passano dal 9,6% al 12,6%, mentre quelli regolamentati salgono dal 5,3% al 5,8%. Il dato più vistoso riguarda la benzina, che passa dal +1,1% di aprile al +10,7% di maggio, con un aumento del 6,9% in un solo mese. In forte rialzo anche gli altri carburanti per mezzi personali di trasporto, dal 3,4% al 9,8%, e il gas naturale sul mercato libero, dal 4,4% all’8,2%.
Turismo, alloggi e trasporti in accelerazione
La pressione non arriva solo dall’energia. I servizi passano dal 2,4% al 2,8% su base annua. Accelerano soprattutto i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, dal 2,6% al 3%, spinti dai servizi di alloggio, che salgono dal 1,7% al 3,8% e segnano un aumento del 5,2% sul mese. In crescita anche i servizi relativi ai trasporti, dal 0,6% all’1,8%, con il trasporto marittimo che passa da -1% a +5,8% e il trasporto aereo che resta in calo ma risale da -12,8% a -3,4%.
Carrello fermo, ma pesa l’alta frequenza
Gli alimentari frenano la corsa dell’inflazione. I prodotti alimentari e le bevande analcoliche restano al 2,9%, come ad aprile, mentre il carrello della spesa, cioè alimentari, beni per la cura della casa e della persona, resta stabile al 2,3%. Il problema è un altro: i prodotti ad alta frequenza d’acquisto, quelli che entrano più spesso nelle spese quotidiane delle famiglie, salgono dal 4,2% al 4,5%. È un livello ben superiore all’indice generale. Gli alimentari non lavorati restano cari, al 5,8%: la frutta accelera dal 2,9% al 5,5%, mentre gli ortaggi rallentano dal 6,2% al 4,9%.