Centri estivi, prezzi in salita per le strutture private. Conto più salato al Nord
di Federico FormicaL’anno scolastico 2025-2026 è giunto al termine Se per bambini e ragazzi è una splendida notizia, lo è un po’ meno per i milioni di famiglie in cui le ferie sono ancora lontane. Il sistema italiano in questo non aiuta, se messo a confronto con altri Paesi europei: tra le 10 e le 14 settimane di pausa contro le 6-8 di Germania, Francia e Regno Unito. In questo scenario, tanto vale trovare una soluzione. Che molto spesso è quella del centro estivo, quando non si può contare sull’aiuto full time di nonni e parenti. Due indagini pubblicate in questi giorni, una realizzata da Federconsumatori e l'altra dall'osservatorio Eures-Adoc, mettono in evidenza un aumento dei prezzi. Le cifre variano leggermente a seconda del campione analizzato e della metodologia, ma il quadro generale è lo stesso: i prezzi crescono più dell'inflazione e per molte famiglie la frequenza a un centro estivo rischia di trasformarsi in una vera e propria stangata.
Secondo Federconsumatori, una settimana in un centro…
L’anno scolastico 2025-2026 è giunto al termine Se per bambini e ragazzi è una splendida notizia, lo è un po’ meno per i milioni di famiglie in cui le ferie sono ancora lontane. Il sistema italiano in questo non aiuta, se messo a confronto con altri Paesi europei: tra le 10 e le 14 settimane di pausa contro le 6-8 di Germania, Francia e Regno Unito. In questo scenario, tanto vale trovare una soluzione. Che molto spesso è quella del centro estivo, quando non si può contare sull’aiuto full time di nonni e parenti. Due indagini pubblicate in questi giorni, una realizzata da Federconsumatori e l'altra dall'osservatorio Eures-Adoc, mettono in evidenza un aumento dei prezzi. Le cifre variano leggermente a seconda del campione analizzato e della metodologia, ma il quadro generale è lo stesso: i prezzi crescono più dell'inflazione e per molte famiglie la frequenza a un centro estivo rischia di trasformarsi in una vera e propria stangata.
Secondo Federconsumatori, una settimana in un centro estivo privato a tempo pieno costa mediamente 186 euro, il +5,7% rispetto allo scorso anno. L'indagine Eures-Adoc rileva una cifra leggermente inferiore, 179 euro a settimana e +27% nell’ultimo triennio. Facendo due calcoli, otto settimane di frequenza possono costare oltre 1.400 euro per un figlio e arrivare a sfiorare o superare i tremila euro se i figli sono due. E in realtà come Milano si arriva anche a 3.500 e oltre.
Rincara soprattutto il tempo pieno
Secondo l’indagine dell'osservatorio nazionale Federconsumatori l’aumento delle tariffe è distribuito in tutti i servizi, ma gli incrementi più consistenti riguardano il tempo pieno. Il costo medio settimanale per un centro estivo privato “full time” nel 2026 raggiunge infatti 186 euro, contro i 176 euro dello scorso anno. Per la mezza giornata si passa invece da 120 a 124 euro. Aumenti più contenuti interessano la formula ridotta, che non comprende il pranzo e prevede che sia la famiglia a fornire il pasto da consumare al centro estivo.
Le strutture pubbliche o comunali hanno, naturalmente, prezzi inferiori: 99 euro a settimana in media per il tempo pieno e 80 euro per mezza giornata. Tariffe che rispetto a un anno fa sono rimaste stabili. Anche se l’associazione sottolinea che si tratta di tariffe variabili a seconda dell’Isee e che i numeri appena forniti si riferiscono alle fasce reddituali più elevate.
Chi avrà bisogno di usufruire del centro estivo per un mese, dovrà sborsare in media 744 euro per un tempo pieno in struttura privata, che scendono a 496 per la mezza giornata. In centri estivi pubblici le cifre si abbassano rispettivamente a 396 e 320 euro.
In questi ultimi anni si stanno facendo largo anche le offerte più mirate, con alcuni centri estivi che propongono dei percorsi tematici. Ma trattandosi di strutture con personale specializzato, i costi vanno di conseguenza: Federconsumatori individua una media di 347 euro a settimana per i centri estivi con corsi di inglese; 238 euro per quelli sportivi - spesso un prolungamento dell’attività sportiva seguita nel corso dell’anno - mentre i laboratori artistici e scientifici si attestano sui 157 euro e le attività nella natura sui 139 euro.
Al nord le strutture più care
L'indagine Eures-Adoc si concentra esclusivamente sulle strutture private e si basa su un monitoraggio effettuato in circa 200 centri estivi di otto grandi città italiane. Il risultato finale, però, non è poi troppo differente visto che anche Adoc registra un aumento dei prezzi. La tariffa media nazionale a tempo pieno è di 179 euro a settimana per bambino. Considerando un periodo di frequenza di otto settimane, la spesa raggiunge 1.432 euro per un figlio.
Per chi ha più figli il centro estivo può facilmente tradursi in un’ulteriore stangata. Secondo l'indagine infatti quasi la metà delle strutture non applica alcuno sconto ai fratelli. E anche laddove sia prevista, è raro che l’agevolazione superi il 10%. Il risultato è che una famiglia con due figli arriva a spendere mediamente 2.764 euro per l'intera estate.
L’altro elemento che emerge - e che, va detto, non è un’esclusiva del 2026 - è quello delle differenze territoriali. Al nord i centri estivi restano i più cari, con una spesa media di 196 euro a settimana, seguito dal centro con 185 euro e dal sud con 143 euro.
Le città più care risultano:
- Milano con una tariffa media di 233 euro settimanali; Firenze con 187 euro; Bologna con 181 euro; Torino con 171 euro; Roma con 165 euro.
Nel Mezzogiorno i prezzi sono più bassi ma restano comunque elevati rispetto ai redditi medi: Palermo si attesta a 153 euro, Napoli a 142 euro e Bari a 137 euro.
L’Adoc calcola che in molte città del centro-nord il costo dei centri estivi arriva ormai ad assorbire l'equivalente di uno stipendio mensile. Anche per questo l’associazione chiede di potenziare l’offerta pubblica e di garantire la piena detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie. Queste strutture, infatti, nel tempo hanno assunto un ruolo non secondario nell’ambito del welfare familiare: per le famiglie non sono un lusso ma una reale esigenza.
Come scegliere il centro estivo
- Il prezzo è un elemento importante, ma non dovrebbe essere l'unico criterio di scelta. Federconsumatori ha fornito alcuni consigli prima di effettuare l’iscrizione: l’offerta, soprattutto nelle grandi città, è ricchissima e variegata. Verificare l'affidabilità del gestore, privilegiando enti accreditati, associazioni con esperienza documentata o strutture convenzionate con Comuni e scuole; quando si telefona o si visita la struttura per la prima volta, meglio informarsi sulla formazione degli educatori e sul rapporto tra operatori e bambini, ed esaminare con attenzione il programma delle attività. Un'offerta equilibrata dovrebbe alternare momenti sportivi, creativi e ricreativi, senza trasformare la giornata in una sequenza eccessivamente rigida di impegni; una visita di persona è sempre la cosa migliore: è un modo anche per farsi un’idea sulla sicurezza degli ambienti; prima dell'iscrizione, chiedere un prospetto dettagliato dei costi, per verificare se ci sono eventuali spese aggiuntive per pasti, trasporti o attività extra; controllare sempre se il Comune di residenza, l'Inps o altri enti locali prevedono contributi, voucher o convenzioni che possano alleggerire la spesa.