ROMA – Bruxelles chiede a nove Paesi dell’area Schengen (Italia inclusa) di allentare i controlli alle frontiere interne. Il faro della Commissione Ue si accende su di noi, ma anche su Austria, Danimarca, Francia, Germania Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia.
Tutte nazioni che, per ragioni di sicurezza o di gestione dei migranti, hanno reintrodotto i presìdi ai confini interni, in un contesto che dovrebbe essere invece libero da frontiere. Ora, il diritto europeo consente questa stretta dei Paesi, ma solo a determinate condizioni e purché non si trasformi da momentanea in stabile. In Italia le verifiche sono tornate in scena - verso la sola Slovenia - da più di 2 anni e 7 mesi.
Quando i controlli durano più di 12 mesi, Bruxelles dice la sua sulla situazione. E nei pareri, freschi di stampa, invita adesso i nove Paesi ad eliminare le verifiche frontaliere, sia pure in modo graduale.
Il Patto sulla migrazione
La Commissione Ue sostiene che oggi esistono alternative più efficienti d…
ROMA – Bruxelles chiede a nove Paesi dell’area Schengen (Italia inclusa) di allentare i controlli alle frontiere interne. Il faro della Commissione Ue si accende su di noi, ma anche su Austria, Danimarca, Francia, Germania Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia.
Tutte nazioni che, per ragioni di sicurezza o di gestione dei migranti, hanno reintrodotto i presìdi ai confini interni, in un contesto che dovrebbe essere invece libero da frontiere. Ora, il diritto europeo consente questa stretta dei Paesi, ma solo a determinate condizioni e purché non si trasformi da momentanea in stabile. In Italia le verifiche sono tornate in scena - verso la sola Slovenia - da più di 2 anni e 7 mesi.
Quando i controlli durano più di 12 mesi, Bruxelles dice la sua sulla situazione. E nei pareri, freschi di stampa, invita adesso i nove Paesi ad eliminare le verifiche frontaliere, sia pure in modo graduale.
Il Patto sulla migrazione
La Commissione Ue sostiene che oggi esistono alternative più efficienti dei controlli interni. Cita ad esempio il Patto europeo su migrazione e asilo. È l’insieme di riforme approvato dall’Ue per riorganizzare la gestione dei flussi migratori e delle domande d’asilo, introducendo un meccanismo di solidarietà tra Stati membri.
Sempre la Commissione richiama l’Entry/Exit System. Il sistema, operativo da aprile, monitora gli ingressi e le uscite dei cittadini non comunitari alle frontiere esterne dell’area Schengen.In Italia, come da tradizione, i leghisti accusano l’Europa di invasione di campo. Scrive il partito di Salvini nei suoi canali social: «Decidiamo noi come, quando, per quanto tempo e chi controllare ai nostri confini per proteggere gli italiani, non Bruxelles».
Di segno opposto la posizione del Pd del Friuli Venezia Giulia. La segretaria regionale Caterina Conti accoglie con favore l’invito della Commissione. A suo parere, dopo oltre due anni e mezzo, la riapertura delle frontiere andrebbe quantomeno presa in considerazione. Conti considera le verifiche - in molti casi - dannose perché sottraggono la Polizia ad altri compiti. Gravi i disagi infine su chi attraversa quotidianamente le frontiere, lavoratori e studenti.