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Mutui, ecco come possono cambiare i tassi con i rialzi Bce. La Spagna è il mercato più conveniente

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Il tasso medio italiano è competitivo rispetto alla media Ue. Oggi conviene ancora il variabile, ma a tendere il fisso si fa sotto
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MILANO – Spagna e Francia meglio di Italia, che a sua volta fa meglio di Olanda, Germania o Regno Unito. Non parliamo di competizioni sportive, ma competitività del mercato dei mutui. Dall’ultima rilevazione dell’European Mortgage Federation, relativa all’ultimo trimestre 2025, con un tasso medio al 3,38% l’Italia si colloca sotto diversi Paesi europei: in Ungheria il tasso medio ha raggiunto il 6,46%, in Romania il 5,82% e in Norvegia il 5,09%. Anche nel Regno Unito i mutui risultano più costosi, con una media del 4,18%, pari a 80 punti base in più rispetto all’Italia.

Più vicini ai livelli italiani si collocano Germania (3,71%), Olanda (3,60%) e Grecia (3,55%), mentre Belgio (3,33%), Danimarca (3,14%), Francia (3,09%) e soprattutto Spagna (2,63%) registrano condizioni migliori. Numeri che per Luca Bertalot, Segretario Generale EMF-ECBC significano che il mercato italiano “continua a distinguersi per solidità e competi…

MILANO – Spagna e Francia meglio di Italia, che a sua volta fa meglio di Olanda, Germania o Regno Unito. Non parliamo di competizioni sportive, ma competitività del mercato dei mutui. Dall’ultima rilevazione dell’European Mortgage Federation, relativa all’ultimo trimestre 2025, con un tasso medio al 3,38% l’Italia si colloca sotto diversi Paesi europei: in Ungheria il tasso medio ha raggiunto il 6,46%, in Romania il 5,82% e in Norvegia il 5,09%. Anche nel Regno Unito i mutui risultano più costosi, con una media del 4,18%, pari a 80 punti base in più rispetto all’Italia.

Più vicini ai livelli italiani si collocano Germania (3,71%), Olanda (3,60%) e Grecia (3,55%), mentre Belgio (3,33%), Danimarca (3,14%), Francia (3,09%) e soprattutto Spagna (2,63%) registrano condizioni migliori. Numeri che per Luca Bertalot, Segretario Generale EMF-ECBC significano che il mercato italiano “continua a distinguersi per solidità e competitività, elementi fondamentali per sostenere le famiglie e favorire investimenti di lungo periodo, soprattutto in questa fase storica caratterizzata da forte incertezza”.

Variabile conviene ancora ma per quanto?

Venendo all’oggi, secondo l’Osservatorio di MutuiOnline.it, attualmente il tasso variabile continua a essere più conveniente rispetto al fisso. Una analisi del portale spiega che Tan medio dei mutui variabili — considerando offerte green e standard — si attesta infatti al 2,62%, contro il 3,37% del fisso. Su un mutuo a 30 anni da 150.000 euro, questo si traduce in una rata mensile di 602 euro contro i 663 euro del fisso.

Visto però che ci si attende un incremento dei tassi Bce già a giugno, un aumento di 25 punti base porterebbe il Tan medio del variabile al 2,87%, con una rata mensile che salirebbe a 622 euro (+20 rispetto a oggi) e un incremento del costo totale del mutuo di circa 7.400 euro. Con due rialzi da 25 punti base ciascuno, scenario scontato oggi dai mercati, il Tan medio del variabile arriverebbe invece al 3,12%, con una rata di 642 euro al mese (+40 euro). In questo scenario, il vantaggio del variabile rispetto al fisso si ridurrebbe sensibilmente, sia in termini di rata sia di costo complessivo del finanziamento.

La forbice con il tasso fisso si ridurrebbe così a soli 25 punti base, con una differenza sulla rata mensile di appena 20 euro a favore del variabile. Matteo Favaro, COO & Managing Director Financial Products Italy di MutuiOnline.it, rileva che “Se le previsioni dei mercati dovessero confermarsi, un rialzo dell’Euribor accompagnato da una sostanziale stabilità degli indici IRS — riferimento per i mutui a tasso fisso — porterebbe a un progressivo riavvicinamento tra le due tipologie di finanziamento”.

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