ROMA – Un balzo in avanti del 15%. Un nuovo record, visto che il titolo St Microelectronics a Piazza Affari ha raggiunto i 68,26 euro, superando il precedente limite di 66 euro toccato nel 2000. Una riscrittura del massimo storico che fonda le radici nella revisione dei target nel comparto dei data center. Ma andiamo con ordine.
Il titolo ha messo a segno un rally fin dalle prime battute della seduta di ieri con un progresso iniziale superiore al 7%. Ha poi allungato nel corso della giornata fino a chiudere con un balzo di oltre il 15%. A spingere gli acquisti è stata la revisione delle stime sui ricavi legati ai data center, una mossa che il mercato ha letto come il segnale più concreto della capacità del gruppo di intercettare la domanda globale generata dall’infrastruttura per l’IA. La previsione per il 2026 passa da un livello «agevolmente sopra i 500 milioni di dollari» a un obiettivo di «intorno a 1 miliardo di dollari». Un salto quasi del doppio che, spiega il gruppo controllat…
ROMA – Un balzo in avanti del 15%. Un nuovo record, visto che il titolo St Microelectronics a Piazza Affari ha raggiunto i 68,26 euro, superando il precedente limite di 66 euro toccato nel 2000. Una riscrittura del massimo storico che fonda le radici nella revisione dei target nel comparto dei data center. Ma andiamo con ordine.
Il titolo ha messo a segno un rally fin dalle prime battute della seduta di ieri con un progresso iniziale superiore al 7%. Ha poi allungato nel corso della giornata fino a chiudere con un balzo di oltre il 15%. A spingere gli acquisti è stata la revisione delle stime sui ricavi legati ai data center, una mossa che il mercato ha letto come il segnale più concreto della capacità del gruppo di intercettare la domanda globale generata dall’infrastruttura per l’IA. La previsione per il 2026 passa da un livello «agevolmente sopra i 500 milioni di dollari» a un obiettivo di «intorno a 1 miliardo di dollari». Un salto quasi del doppio che, spiega il gruppo controllato dal governo italiano, attraverso il Mef, e da quello francese, per mano di BpiFrance, avviene «alla luce di una domanda trainata dall’infrastruttura per l’intelligenza artificiale».
L’ad Jean-Marc Chery, intervenuto alla Bnp Exane Conference, ha detto che «la domanda continua ad essere forte». St ha compiuto «importanti progressi nell’aumentare la propria capacità produttiva eliminando tutti i colli di bottiglia», ha aggiunto. Da qui la scelta di alzare ulteriormente l’asticella: «Assumendo che la dinamica attuale continui e considerando gli impegni che abbiamo attualmente con i nostri clienti, nel 2027 i ricavi potrebbero raddoppiare rispetto alla precedente previsione», ha detto Chery. Una soddisfazione per l’ad dopo gli ultimi due anni passati a fronteggiare le critiche. In particolare quelle del ministero dell’Economia. L’Italia avrebbe voluto la sua testa, la Francia lo ha difeso. Tensioni che si sono sciolte lo scorso autunno.
Il ceo si è detto fiducioso anche sulla tenuta industriale del gruppo, che in Italia produce a Catania e ad Agrate Brianza: «St non avrà nessuna limitazione di capacità produttiva e potrà soddisfare le richieste per i prossimi 3 anni, sostenendo anche i cambi di tecnologia che ci saranno». E poi ha aggiunto: «C’è un’accelerazione nel settore dell’IA e stiamo raccogliendo i risultati degli investimenti che abbiamo fatto in passato». Confermato il target al 2028 di 18 miliardi di euro di ricavi con un margine lordo pari al 40%. St punta anche sullo spazio: attività che secondo il manager porterà «3 miliardi di dollari di ricavi nei prossimi 3 anni, con una quota di mercato del 90% e volumi ancora in crescita».