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Il Garante fermerà Volotea: non potrà rincarare il biglietto venduto invocando il caro carburante

Un Airbus A320 di Volotea 
Il Garante dei consumatori pronto a vietare alla compagnia aerea la nuova pratica: potenziale danno per il viaggiatore. La mossa arriva dopo l’esposto del Codacons (“pronti a class action”) e Unc (“risarcimenti”).
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ROMA – Il Garante della concorrenza e dei consumatori (l’Antitrust) prova a bloccare Volotea. La compagnia spagnola – investita da un provvedimento cautelare, una specie di diffida – non potrà più cambiare a cuore leggero il prezzo di un biglietto già venduto invocando il caro cherosene.

Dopo aver sentito i responsabili della compagnia, l’Antitrust sarà libera di fermare il meccanismo degli aumenti. Il pronostico è che lo farà in tempi rapidi.

Nello stesso tempo, il Garante apre una istruttoria complessiva su questa pratica (ribattezzata “Promessa di Fair Travel”). Il vettore l’ha introdotta per fronteggiare l’aumento del costo del carburante legato alla crisi in Medio Oriente.

Ed è stata subito bersaglio di un esposto dei consumatori del Codacons (“pronti alla class action se verrà accertata illegittimità della condotta”) e dell’Unc che chiede “risarcimenti immediati” (pur in assenza di una decisione definitiva del Garante).

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ROMA – Il Garante della concorrenza e dei consumatori (l’Antitrust) prova a bloccare Volotea. La compagnia spagnola – investita da un provvedimento cautelare, una specie di diffida – non potrà più cambiare a cuore leggero il prezzo di un biglietto già venduto invocando il caro cherosene.

Dopo aver sentito i responsabili della compagnia, l’Antitrust sarà libera di fermare il meccanismo degli aumenti. Il pronostico è che lo farà in tempi rapidi.

Nello stesso tempo, il Garante apre una istruttoria complessiva su questa pratica (ribattezzata “Promessa di Fair Travel”). Il vettore l’ha introdotta per fronteggiare l’aumento del costo del carburante legato alla crisi in Medio Oriente.

Ed è stata subito bersaglio di un esposto dei consumatori del Codacons (“pronti alla class action se verrà accertata illegittimità della condotta”) e dell’Unc che chiede “risarcimenti immediati” (pur in assenza di una decisione definitiva del Garante).

Da 6 a 14 euro

In pratica, il prezzo finale del biglietto può salire o scendere in base all’andamento del Brent, cioè del petrolio usato come riferimento sui mercati internazionali.

Il punto più critico è questo: il passeggero scopre l’eventuale aumento solo sette giorni prima della partenza. A quel punto Volotea può chiedere un supplemento tra 6 e 14 euro per passeggero e per tratta. Per volare con il biglietto già acquistato, il cliente deve pagare questa cifra aggiuntiva.

Le alternative non sono semplici. Il passeggero può cambiare volo senza penali. Oppure può cancellare il viaggio e ricevere un rimborso sotto forma di crediti Volotea, non in denaro. Se invece non paga il supplemento, la prenotazione viene cancellata e non è previsto alcun rimborso.

Secondo l’Antitrust, questo meccanismo potrebbe danneggiare i consumatori. Al momento dell’acquisto, il cliente vede un prezzo che può non essere quello definitivo. Quindi sceglie quel volo sulla base di un’informazione incompleta o ingannevole.

A pochi minuti

C’è poi un secondo problema. Quando l’aumento arriva a pochi giorni dalla partenza, il passeggero ha poco margine di scelta. Ha magari già organizzato il viaggio, prenotato alberghi, preso ferie o fissato appuntamenti.

In quella situazione, di fronte all’alternativa tra pagare il supplemento o cambiare programma, può sentirsi di fatto costretto ad accettare il nuovo prezzo.

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