Nucleare, il ministro Pichetto Fratin: “I primi reattori sulle navi. Dall’atomo il 20% di energia”
di Massimo FerraroIl ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, al Green&Blue Festival di Milano
ROMA – Un disegno per il futuro, che «non risolve l’attuale dipendenza dall’estero e le conseguenze sui prezzi delle guerre di oggi». Ma che intende rispondere proprio a questi problemi: decarbonizzazione e indipendenza energetica. Per «produrre energia da fonte nucleare nel prossimo decennio». Dal Festival Green&Blue, al Museo nazionale della scienza e della tecnologia di Milano, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin difende la strategia dell’atomo del governo. La Camera ha approvato il disegno di legge delega, ora tocca al Senato e poi ai decreti attuativi che, promette il ministro, arriveranno «entro Natale».
Per l’esecutivo, con il nucleare l’Italia si mette al riparo dalla volatilità delle rinnova…
ROMA – Un disegno per il futuro, che «non risolve l’attuale dipendenza dall’estero e le conseguenze sui prezzi delle guerre di oggi». Ma che intende rispondere proprio a questi problemi: decarbonizzazione e indipendenza energetica. Per «produrre energia da fonte nucleare nel prossimo decennio». Dal Festival Green&Blue, al Museo nazionale della scienza e della tecnologia di Milano, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin difende la strategia dell’atomo del governo. La Camera ha approvato il disegno di legge delega, ora tocca al Senato e poi ai decreti attuativi che, promette il ministro, arriveranno «entro Natale».
Per l’esecutivo, con il nucleare l’Italia si mette al riparo dalla volatilità delle rinnovabili e dalle importazioni. «Il miglior equilibrio per raggiungere l’obiettivo di garantire energia per il futuro e a un prezzo equilibrato e conveniente contempla un mix di 15-20% di nucleare», assicura Pichetto. «Oggi - prosegue - consumiamo 310-315 miliardi di kilowattora e nei prossimi dieci anni, tra data center ed elettrificazione dell’industria, avremo bisogno di almeno altri 100 miliardi di kilowattora. E già oggi siamo deficitari di un 15-20% che importiamo essenzialmente da fonte nucleare, principalmente dalla Francia. Non possiamo pensare di coprire tutto solo con fotovoltaico ed eolico». I primi prototipi di Smr potrebbero essere installati sulle navi mercantili «anche di Fincantieri» con cui è in corso un confronto, rivela il ministro.
Le critiche alla strategia dell’atomo
Il piano del governo Meloni non convince le opposizioni. «Nessuna preclusione pregiudiziale» sul nucleare, dice la segretaria Pd Elly Schlein. «Abbiamo sempre sostenuto la ricerca, che speriamo vada avanti e ottenga risultati - prosegue la leader dem - Noi abbiamo perplessità su costi di produzione e tempistica. E con i territori non si è parlato di uno dei temi principali, ossia dove verrebbe costruito il deposito per le scorie». Per Schlein «questa è una strategia dilatoria, mentre il governo ha frenato sulle rinnovabili». Anche tra i consumatori l’apertura non è totale. «Con un costo stimato dell’energia da Smr pari a circa 100 euro/MWh, a fronte dei 20-40 attuali delle rinnovabili, il rischio concreto è che i maggiori costi potrebbero essere scaricati sui consumatori attraverso le bollette», ha avvisato Consumerismo in una nota. Fare calcoli con i prezzi di oggi è però di poco aiuto. La prima produzione di energia nucleare in Italia non arriverà prima del 2034, come ha detto il ministro. Il «disegno per il futuro» a oggi è una scommessa.