ROMA – L’imbarazzo del governo sul decreto Primo maggio è palpabile. L’emendamento dei relatori Rizzetto-Nisini-Tenerini rimette in pista i contratti pirata. E di fatto vanifica l’obiettivo della premier Giorgia Meloni, rivendicato in più occasioni dopo il varo del provvedimento: «Chi sottopaga, usa contratti pirata o fa concorrenza sulla pelle dei lavoratori non potrà beneficiare delle risorse d…