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L’allarme di Confindustria: “Revisione su Ets o rischio deindustrializzazione”

Il vicedirettore di Confindustria Aurelio Regina 

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Conferenza stampa a Bruxelles in vista della riunione dei commissari di domani sulla riforma del mercato delle quote di emissoni
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ROMA – «Non siamo contro la transizione energetica, ma la decarbonizzazione deve essere economicamente e socialmente sostenibile. E la Commissione, che ha previsto che i costi della transizione energetica saranno per la Ue di 1500 miliardi di euro da qui al 2040, deve dirci come intende reperire le risorse». A Bruxelles con lo special advisor per l'Autonomia strategica europea, il Piano Mattei e la Competitività Antonio Gozzi, e il presidente di Assocarta Lorenzo Poli, il vicepresidente per l’energia di Confindustria Aurelio Regina torna a chiedere «una profonda revisione dei meccanismi dell’Ets, proprio per garantire un processo di decarbonizzazione che sia compatibile con le esigenze industriali».

L’incontro stampa, dal titolo "Revisione Ets: le richieste dell'industria italiana", ha preceduto stamane una serie di incontri istituzionali presso la Commissione europea con il commissario per la Coesione Raffaele Fitto, i capi di gabinetto del commissario Ue all'Economia, Valdis Domb…

ROMA – «Non siamo contro la transizione energetica, ma la decarbonizzazione deve essere economicamente e socialmente sostenibile. E la Commissione, che ha previsto che i costi della transizione energetica saranno per la Ue di 1500 miliardi di euro da qui al 2040, deve dirci come intende reperire le risorse». A Bruxelles con lo special advisor per l'Autonomia strategica europea, il Piano Mattei e la Competitività Antonio Gozzi, e il presidente di Assocarta Lorenzo Poli, il vicepresidente per l’energia di Confindustria Aurelio Regina torna a chiedere «una profonda revisione dei meccanismi dell’Ets, proprio per garantire un processo di decarbonizzazione che sia compatibile con le esigenze industriali».

L’incontro stampa, dal titolo "Revisione Ets: le richieste dell'industria italiana", ha preceduto stamane una serie di incontri istituzionali presso la Commissione europea con il commissario per la Coesione Raffaele Fitto, i capi di gabinetto del commissario Ue all'Economia, Valdis Dombrovskis e del commissario all'Energia, Dan Jorgensen, in vista del dibattito che si terrà domani sul tema, nell’ambito del collegio dei commissari.

«Siamo in una fase storica in cui questo è davvero un passaggio fondamentale. Il processo di revisione viene chiesto a gran voce non solo dal nostro Paese, ma si sono associati man mano altri stati. Si tratta di un processo di revisione necessario per garantire all'industria di sopravvivere in questa fase storica di trasformazione. - ha avvisato Regina - Nessuno nega che il processo di decarbonizzazione del nostro continente sia necessario e fortemente voluto peraltro da cittadini e anche dalle stesse imprese, ma deve essere in linea con le potenzialità, con gli sviluppi tecnologici, non si può andare oltre o immaginare obiettivi che non sono raggiungibili nè industrialmente nè economicamente e quindi questo è davvero un momento in cui la revisione deve essere profonda».

Regina ha anche segnalato le maggiori distorsioni del sistema, che hanno danneggiato e rischiano ancora di più di danneggiare l’industria, dato il fortissimo rialzo dei prezzi dell’energia: il fatto che non si tenga conto delle specificità di ogni singolo Paese, «perché l’impatto sui prezzi dell’energia è diverso per chi ha il nucleare o le rinnovabili, piuttosto che per l’Italia, ancora basata essenzialmente sul gas», e la finanziarizzazione del sistema, «che ha portato dal 2005 a oggi a una decuplicazione dei prezzi della C02».

A moltiplicare i prezzi di acquisto delle quote di CO2 per le imprese, ha ricordato Gozi, anche il meccanismo di soppressione delle quote in eccedenza, che inizialmente avevano anche la funzione di calmierare il mercato. E in futuro, con l’estensione del meccanismo Ets ad altri settori dell’economia, potrebbe anche andare peggio, ha avvertito Regina: «Si parla anche di estenderlo ai termovalorizzatori, che pure sono un importante strumento di economia circolare».

Confindustria ha anche presentato uno studio dell’Università Bicocca di Milano sull’impatto dell’Ets, stigmatizzando il fatto che la Commissione non abbia mai valutato gli effetti delle politiche di decarbonizzazione. I dati suggeriscono che una parte della riduzione delle emissioni coincida con la contrazione della base industriale e con minori livelli produttivi: tra il 2013 e il 2024 in particolare c’è stato un calo delle installazioni industriali del 14,6%. Oltre alle emissioni, indica lo studio, si assottiglia la capacità industriale.

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