MILANO – «Gli amori si costruiscono e non si improvvisano». Un innamorato «che pensa di concupire l’amata recapitandole una letterina prima che arrivi qualcun altro fa un tentativo disperato che secondo me ha poche possibilità di successo». Nel presentare l’operazione di Intesa Sanpaolo e Unipol, il presidente della compagnia bolognese, Carlo Cimbri, riprende la similitudine della lettera d’amore inviata da Banco Bpm a Montepaschi, già suggerita dal suo compagno di quest’avventura, Carlo Messina. Cimbri sembra derubricare la mossa di Bpm ad azione di disturbo: «Se è abbastanza normale tenere dei cda per lanciare un’offerta il sabato o la domenica, tenere un consiglio di domenica mattina per scrivere una lettera d’amore» appare «un affannato tentativo di anticipare quello della sera» di Intesa e Unipol. Per il momento, nessuna reazione da Banco Bpm, che risulta fermo alla proposta di domenica.
MILANO – «Gli amori si costruiscono e non si improvvisano». Un innamorato «che pensa di concupire l’amata recapitandole una letterina prima che arrivi qualcun altro fa un tentativo disperato che secondo me ha poche possibilità di successo». Nel presentare l’operazione di Intesa Sanpaolo e Unipol, il presidente della compagnia bolognese, Carlo Cimbri, riprende la similitudine della lettera d’amore inviata da Banco Bpm a Montepaschi, già suggerita dal suo compagno di quest’avventura, Carlo Messina. Cimbri sembra derubricare la mossa di Bpm ad azione di disturbo: «Se è abbastanza normale tenere dei cda per lanciare un’offerta il sabato o la domenica, tenere un consiglio di domenica mattina per scrivere una lettera d’amore» appare «un affannato tentativo di anticipare quello della sera» di Intesa e Unipol. Per il momento, nessuna reazione da Banco Bpm, che risulta fermo alla proposta di domenica.
Se l’offerta di Ca’ de Sass andrà in porto, la compagnia bolognese rileverà un pacchetto di 635 filiali di Mps libere da accordi di distribuzione assicurativa (l’altra metà degli sportelli resterà a Intesa), con 2 milioni di clienti e a un prezzo massimo di 3,5 miliardi, 2,5 dei quali in arrivo da un aumento di capitale. In proposito, le coop storiche socie di Unipol si sono già dette disponibili a fare la propria parte. Acquisito il pacchetto, Via Stalingrado proporrà la fusione con la partecipata Bper (oggi Unipol ha il 19,9% diretto più il 10% in derivati) e la nuova denominazione Banca Monte dei Paschi, che cancellerà la parola Siena e il marchio della ex Popolare modenese. Unipol salirà così al 40% del nuovo gruppo da 2.600 filiali, per il quale si stimano per difetto sinergie per 800 milioni, senza bisogno di lanciare un’Opa.
«Non compriamo sportelli ma una banca che sarà la seconda in Italia per rete, impieghi e raccolta» precisa Cimbri con parole che riportano indietro nel tempo a una vecchia conversazione tra il suo predecessore Giovanni Consorte e Piero Fassino. Per Unipol, l’operazione non rappresenta «un cambio di strategia, ma l’avanzamento di una strategia che ha radici lontane» e che punta «all’influenza del gruppo nel settore bancario, al servizio della nostra capacità distributiva come assicuratori» anche con l’obiettivo di aumentare gli utili consolidati (salirebbero a 2 miliardi).
Interpellato su possibili contatti con il governo Meloni, il presidente di Unipol ipotizza che Messina «qualche interlocuzione l’abbia avuta, conoscendone perizia e professionalità, ma la mia è un’opinione da bar» avverte. Del resto, Cimbri ritiene che l’operazione con Intesa sia ben vista dai regolatori domestici ed europei. «Non c’è un’avversione ai francesi - aggiunge riferendosi ai primi soci di Banco Bpm - ma c’è un forte senso di appartenenza all’Italia e facciamo volentieri qualcosa che possa rafforzare il Paese».
Di sicuro, nota, «se Intesa scende in campo, non lo fa per giocare un’amichevole. Anche noi giochiamo per vincere, non per dare spettacolo». Quanto a Bper, se sino a qui non è stata coinvolta, «ora entra in partita». Certo, è prematuro parlare di governance della nuova banca, ma Cimbri intende confrontarsi con l’ad di Mps, Luigi Lovaglio: «Lo stimo, così come stimo Gianni Franco Papa», numero uno di Bper. «Assolutamente escluso» invece che alla guida della nuova banca possa esserci l’ex ad di Mediobanca, Alberto Nagel. «È un amico ma non ha avuto alcun ruolo» sottolinea il presidente di Unipol (che come consulenti ha scelto Rothschild e Chiomenti).
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