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Sangalli: “Basi confortanti, l’Italia ce la può fare”. Mattarella: “Parti sociali traino del Paese”

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli

 

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All’Assemblea annuale Confcommercio rivendica il ruolo di “motore dell’economia italiana”: “Dal 1995 ad oggi creati quasi 4 milioni di nuovi posti di lavoro”
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ROMA – Quattro milioni di posti di lavoro dal 1995 a oggi e un contributo che vale il 53% del valore aggiunto nazionale. Nell’Assemblea che arriva a pochi mesi da un anno dalla celebrazione degli 80 anni dell’organizzazione, che, come sottolinea nel suo messaggio augurale il Capo dello Stato Sergio Mattarella, quasi coincidono con gli 80 anni della Repubblica, Confcommercio lancia un messaggio di fiducia: In Italia "in generale, c'è incertezza, ma anche una sensazione di potercela fare", rileva il presidente Carlo Sangalli. “Sappiamo bene che la crescita di lungo termine dell'Italia è insufficiente, eppure, nonostante tutto, i fondamentali dell'economia italiana restano confortanti”, aggiunge.

Sugli 80 anni dell’organizzazione interviene anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ironizza sulla longevità della presidenza di Sangalli: “Avete celebrato i vostri 80 anni un anno prima della Repubblica, e non escl…

ROMA – Quattro milioni di posti di lavoro dal 1995 a oggi e un contributo che vale il 53% del valore aggiunto nazionale. Nell’Assemblea che arriva a pochi mesi da un anno dalla celebrazione degli 80 anni dell’organizzazione, che, come sottolinea nel suo messaggio augurale il Capo dello Stato Sergio Mattarella, quasi coincidono con gli 80 anni della Repubblica, Confcommercio lancia un messaggio di fiducia: In Italia "in generale, c'è incertezza, ma anche una sensazione di potercela fare", rileva il presidente Carlo Sangalli. “Sappiamo bene che la crescita di lungo termine dell'Italia è insufficiente, eppure, nonostante tutto, i fondamentali dell'economia italiana restano confortanti”, aggiunge.

Sugli 80 anni dell’organizzazione interviene anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ironizza sulla longevità della presidenza di Sangalli: “Avete celebrato i vostri 80 anni un anno prima della Repubblica, e non escludo che già allora Sangalli fosse là”. Ma, soprattutto, Meloni sottolinea il valore della sua presenza all’Assemblea: ”Non è la prima assemblea di Confcommercio alla quale partecipo, certamente è la prima assemblea di Confcommercio alla quale partecipo da presidente del Consiglio dei Ministri”. Il presidente Sangalli sa quanto mi sia dispiaciuto non essere riuscita ad accettare prima questo invito, ma avevo promesso che che avrei colmato questa questa assenza e ogni promessa è debito. E a maggior ragione era fondamentale colmare questa assenza perché sono credo 10 anni che un presidente del Consiglio dei Ministri non partecipa all'assemblea di Confcommercio e credo che questa assenza non renda onore e giustizia al peso dell'associazione, della realtà che rappresenta nell'economia della nostra nazione».

L’Assemblea viene aperta dall’inno nazionale, eseguito dalla banda della Guardia di Finanza. Subito dopo il messaggio del presidente della Repubblica, che ricorda come “responsabilità particolari interpellano le parti sociali, alle quali compete in primis, nel dialogo contrattuale, la regolazione del mercato del lavoro, per contribuire, aderendo al dettato costituzionale, all'affermazione della coesione sociale, con la eliminazione di quelle distorsioni e pratiche che si traducono in arretramenti degli standard di tutela per i lavoratori”. “Sin dall'epoca delle libertà comunali, – rileva Mattarella – i mercanti sono incisi nella storia d'Italia come uno dei passaggi che segnano la nostra identità nazionale, a conferma della funzione decisiva svolta dal settore per la circolazione di idee, costumi, innovazione".

No al dumping contrattuale

Sangalli riconosce al governo di aver rafforzato il sistema contrattuale italiano, attraverso la valorizzazione delle parti sociali: “Quando il lavoro si svaluta - afferma Sangalli - si indebolisce tutto il sistema economico e ci perdiamo tutti! Su questa priorità abbiamo condiviso l'impegno strategico con le parti sociali "comparativamente più rappresentative" e con il Cnel del Presidente Brunetta il riordino dell'Archivio Nazionale dei contratti. Riconosciamo al governo di aver lavorato su questo tema con visione e tenacia per promuovere equità e trasparenza".

La situazione del Paese

“Il reddito disponibile delle famiglie, in termini di potere di acquisto, si consolida su livelli migliori di quelli del 2019; l'occupazione ha superato i 24,3 milioni di lavoratori e l'inflazione al 3%, o poco sopra, è perlopiù dovuta all'aumento dei prezzi delle materie prime energetiche. La stessa produzione industriale ha di recente mostrato segni di risveglio e i consumi nella sostanza reggono, a partire dagli acquisti di beni durevoli», rimarca Sangalli. “La stessa produzione industriale ha di recente mostrato segni di risveglio e i consumi nella sostanza reggono, a partire dagli acquisti di beni durevoli. Certo, c'è sempre la possibilità che le cose vadano male, anche molto male, ma raccontarci peggio di come siamo è un danno per tutti”.

Le richieste di Confcommercio al governo

Non mancano nella relazione di Sangalli le richieste al governo: “Nel nostro Paese, viviamo in una 'fiscocrazia': troppe tasse, troppa burocrazia frenano imprese, investimenti, crescita. Abbiamo apprezzato alcune linee strategiche del governo, prima fra tutte il necessario rigore tenuto nella gestione dei conti pubblici. Occorre procedere in questa prospettiva. Le quattro priorità indicate per la riforma fiscale - cioè semplificazione, certezza del diritto, riduzione del carico tributario e lotta all'evasione - incontrano in pieno quanto chiediamo da tempo. Si proceda, dunque, alla riduzione dell'aliquota centrale dal 35 al 33% per i redditi fino a 60mila euro, per dare il giusto riconoscimento al ceto medio”.

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