Il conto salato della crisi nel Golfo: per l’Italia la bolletta energetica sale a 57-58 miliardi
di Diego LonghinROMA - La bolletta energetica in Italia è sempre più cara. Secondo le stime dell'Unem, l'Unione Energie per la Mobilità, nel 2026 la fattura complessiva del Paese potrebbe raggiungere i 57-58 miliardi di euro, con un aumento di 8-9 miliardi rispetto all'anno scorso. E questo nello scenario più favorevole, quello in cui la crisi iraniana rientri senza ulteriori colpi di scena. Nel 2025 l'esborso totale era stato di 48,7 miliardi, già sette miliardi in meno rispetto al 2024. Ora quella cifra rischia di essere superata. A pesare di più è la voce petrolio. Nel 2026 raggiunge i 24 miliardi di euro, quattro miliardi e mezzo in più rispetto all'anno precedente, calcolando un prezzo medio del greggio di 90 dollari al barile. Numeri che il presidente dell'Unem, Gianni Murano, ha spiegato all'assemblea annuale dell'associazione. Murano ha parlato di "stormi di cigni neri" per descrivere il contesto in cui si muove il settore energetico. Una "policrisi", ha detto, "a cui non eravamo abituati". …
ROMA - La bolletta energetica in Italia è sempre più cara. Secondo le stime dell'Unem, l'Unione Energie per la Mobilità, nel 2026 la fattura complessiva del Paese potrebbe raggiungere i 57-58 miliardi di euro, con un aumento di 8-9 miliardi rispetto all'anno scorso. E questo nello scenario più favorevole, quello in cui la crisi iraniana rientri senza ulteriori colpi di scena. Nel 2025 l'esborso totale era stato di 48,7 miliardi, già sette miliardi in meno rispetto al 2024. Ora quella cifra rischia di essere superata. A pesare di più è la voce petrolio. Nel 2026 raggiunge i 24 miliardi di euro, quattro miliardi e mezzo in più rispetto all'anno precedente, calcolando un prezzo medio del greggio di 90 dollari al barile. Numeri che il presidente dell'Unem, Gianni Murano, ha spiegato all'assemblea annuale dell'associazione. Murano ha parlato di "stormi di cigni neri" per descrivere il contesto in cui si muove il settore energetico. Una "policrisi", ha detto, "a cui non eravamo abituati".
Le politiche europee, che dopo lo shock russo avevano già mostrato i loro limiti, avrebbero secondo Murano nuovamente sottovalutato i rischi. La crisi che ha portato all'attacco all'Iran, sostiene, non era affatto imprevedibile dopo i fatti dell'ottobre 2023. Eppure, l'Europa si è fatta trovare ancora una volta impreparata. Ed è proprio questo scarto tra la scala globale dei fenomeni e la lentezza della risposta europea - avverte Murano - a rischiare di alimentare tensioni crescenti all'interno del Vecchio continente.
Nel 2025 la domanda italiana di energia si è fermata a poco meno di 140 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, in calo dell'1,6% rispetto all'anno prima, nonostante il Pil sia cresciuto dello 0,5%. Un dato che non si spiega solo con il rallentamento economico: dietro c'è anche l'effetto dell'efficienza energetica, dei cambiamenti nei comportamenti dei consumatori e delle trasformazioni strutturali dell'economia. Rispetto al 2019, la domanda complessiva è scesa dell'11% e le emissioni di CO2 del 15%. Nel mix energetico del 2025, il gas naturale ha ripreso il primato che aveva perso negli anni scorsi, tornando a coprire circa il 37% dei consumi totali e raggiungendo i livelli più alti degli ultimi tre anni.
Le rinnovabili sono cresciute dell'1,3%, arrivando al 21% del totale: il fotovoltaico ha messo a segno un balzo del 25%, compensando in parte i cali dell'idroelettrico, sceso del 21%, e dell'eolico, in flessione del 3,3%. I combustibili solidi continuano invece la loro parabola discendente, con un calo del 14%, e ormai pesano per appena il 1% sui consumi complessivi.Il petrolio rimane una presenza importante nel sistema energetico italiano. Nonostante un calo superiore al 5%, copre ancora oltre il 36% della domanda totale e nel settore dei trasporti resta praticamente insostituibile, con una quota superiore al 92%.
Nei primi quattro mesi del 2026 alcune tendenze si stanno consolidando: la benzina torna a crescere, il gasolio regge, il carburante per aerei ha toccato i suoi massimi storici. A chiudere il quadro, un problema che si trascina da anni senza soluzione: il costo dell'energia elettrica in Italia è il più alto d'Europa. Per l'Unem è "un elemento di debolezza" che pesa sulla competitività delle imprese e sull'intero sistema economico del Paese.