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Mps, Giorgetti insiste sulle quote del Mef: “Dobbiamo uscire da tutte le banche”

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Il titolare dell’Economia aspetta l’offerta migliore per liquidare la partecipazione nel Monte: “Siamo legati a criteri di debito pubblico”
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ROMA - Vendesi al miglior offerente. Nelle ore calde dell’Opas di Intesa su Mps, Giancarlo Giorgetti fissa la regola aurea per la cessione della partecipazione detenuta dal ministero dell’Economia nella banca senese (4,8%). A margine di un’audizione al Senato sulla riforma della Rai, il titolare del Tesoro fa il punto sulla dismissione della quota: «Ovviamente – dice – dovremo valutare chi ci dà di più, come è sempre avvenuto» perché – aggiunge – «funziona così». Parola d’ordine: massimizzare l’incasso per lo Stato.

L’obiettivo, anticipato tre giorni fa a Repubblica («Chi paga di più...», si aggiudica l’ultima tranche ndr), viene ribadito e rafforzato facendo leva sui conti pubblici. «Siamo legati a criteri di debito pubblico», ricorda …

ROMA - Vendesi al miglior offerente. Nelle ore calde dell’Opas di Intesa su Mps, Giancarlo Giorgetti fissa la regola aurea per la cessione della partecipazione detenuta dal ministero dell’Economia nella banca senese (4,8%). A margine di un’audizione al Senato sulla riforma della Rai, il titolare del Tesoro fa il punto sulla dismissione della quota: «Ovviamente – dice – dovremo valutare chi ci dà di più, come è sempre avvenuto» perché – aggiunge – «funziona così». Parola d’ordine: massimizzare l’incasso per lo Stato.

L’obiettivo, anticipato tre giorni fa a Repubblica («Chi paga di più...», si aggiudica l’ultima tranche ndr), viene ribadito e rafforzato facendo leva sui conti pubblici. «Siamo legati a criteri di debito pubblico», ricorda il ministro. Il richiamo è al piano di privatizzazioni per il triennio 2024-2026 che punta a un incasso complessivo di circa 20 miliardi (l’1% del Pil su valori 2023). Le risorse vanno appunto all’abbattimento del debito. Mps rientra in questo disegno: le tre cessioni perfezionate fino ad ora dal Mef (rispettivamente il 25%, 12,5% e 15% delle azioni detenute) hanno portato 2,6 miliardi nelle casse pubbliche.

Il titolare del Tesoro insiste sul punto. «Abbiamo una quota» del Monte – dice – «da cui ovviamente dobbiamo uscire, come da tutte le banche, perché ce ne sono anche altre di cui non parla mai nessuno». Il riferimento è alla Banca del Mezzogiorno. Per Giorgetti la stagione dello Stato-banchiere è finita. È tempo di preparare l’ultimo atto.

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