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Premi di risultato, anche quelli convertiti in welfare esentasse fino a 5mila euro

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Il chiarimento dell’Agenzia delle entrate sulle novità introdotte dalla legge di bilancio 2026
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Il nuovo limite di esenzione dalle tasse, alzato da 3mila a 5mila euro, si applica anche alle quote di premi di produttività convertiti in welfare. Lo stabilisce la risoluzione 22/E dell’Agenzia delle entrate che chiarisce le novità introdotte dalle legge di bilancio 2026 sulle somme che le aziende erogano ai dipendenti a titolo di premio fuori dalla retribuzione ordinaria.

Premi di risultato, quando si applica l’aliquota agevolata

La legge prevede che sui bonus legati ai risultati o sulle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili, ai lavoratori dipendenti del settore privato venga applicata un’aliquota fissa, inferiore a quella ordinaria impostata su scaglioni di reddito alla quale si aggiungono solitamente le addizionali regionali e comunali. Questa imposta flat si applica a quei bonus, di importo variabile, che l’azienda prevede come premi di risultato legati a incrementi “di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione”, misurabili e verificabili sulla b…

Il nuovo limite di esenzione dalle tasse, alzato da 3mila a 5mila euro, si applica anche alle quote di premi di produttività convertiti in welfare. Lo stabilisce la risoluzione 22/E dell’Agenzia delle entrate che chiarisce le novità introdotte dalle legge di bilancio 2026 sulle somme che le aziende erogano ai dipendenti a titolo di premio fuori dalla retribuzione ordinaria.

Premi di risultato, quando si applica l’aliquota agevolata

La legge prevede che sui bonus legati ai risultati o sulle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili, ai lavoratori dipendenti del settore privato venga applicata un’aliquota fissa, inferiore a quella ordinaria impostata su scaglioni di reddito alla quale si aggiungono solitamente le addizionali regionali e comunali. Questa imposta flat si applica a quei bonus, di importo variabile, che l’azienda prevede come premi di risultato legati a incrementi “di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione”, misurabili e verificabili sulla base di criteri ben definiti in accordi collettivi. Inoltre la tassazione agevolata vale solo per i lavoratori che hanno percepito nell’anno precedente un reddito da lavoro dipendente entro gli 80mila euro.

Premi di risultato esentasse, le novità

L’ultima legge di bilancio, quella 2026 approvata alla fine dello scorso anno, ha introdotto due importanti novità. La prima: la tassazione agevolata, prevista prima con un’aliquota del 10%, è stata abbassata all’1%. La seconda, che va nella stessa direzione di “alleggerire” dalle imposte i premi di risultato, ha aumentato il limite massimo detassabile da 3 a 5mila euro: entro quella cifra il bonus è esentasse. Il comma 184 della legge 208 del 2015 prevedeva che il lavoratore potesse convertire il beneficio in servizi di welfare aziendale o in fringe benefit. Il premio “convertito” va poi a godere dello stesso limite di esenzione da imposta previsto per il servizio di welfare o di fringe benefit (1.00 euro o 2.000 in caso di figli a carico).

L’Agenzia ha ora chiarito se sull’importo convertito in welfare aziendale si applica il limite di esenzione dalle tasse di 3mila euro, come previsto prima delle ultime modifiche, o di 5mila euro. Sulla base di una lettura logico-sistematica delle norme, le Entrate hanno quindi stabilito che il limite di detassazione massimo innalzato a cinquemila euro è valido sia nel caso il lavoratore decida di ricevere il premio di risultato "monetario”, sia quando decida di convertirlo in benefit e servizi di welfare.

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