Troppe cordate per il supercaccia europeo. Leonardo: “Sulle alleanze decidono i governi”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Grande è la confusione sotto il cielo. Fallito il progetto franco-tedesco Fcas per un caccia da combattimento di sesta generazione, è partita una gara a formare alleanze alternative che, se non integrate, rischiano di creare tre o quattro progetti concorrenti in Europa. Ma come ha sottolineato l’ad di Leonardo, Lorenzo Mariani, “sono i governi a decidere”. E da Berlino è trapelata una certa irritazione per la fuga in avanti di Airbus, che ha ufficializzato l’indiscrezione anticipata giorni fa dal Financial Times. L’unità tedesca del colosso dei cieli ha raccolto otto aziende tedesche che, come ha sottolineato però con Repubblica un top manager di MTU “non è ancora un consorzio ma un’esortazione ad agire”. È stato battezzato “Team Gen 6”.
Le ipotesi sulle alleanze europee
Le ipotesi sono due: la prima si legge tra le righe del comunicato di Airbus, dove si fa riferimento a un’altra alleanza nata ufficialmente in queste ore tra la sua unità madrilena e altre sei aziende spagno…
BERLINO – Grande è la confusione sotto il cielo. Fallito il progetto franco-tedesco Fcas per un caccia da combattimento di sesta generazione, è partita una gara a formare alleanze alternative che, se non integrate, rischiano di creare tre o quattro progetti concorrenti in Europa. Ma come ha sottolineato l’ad di Leonardo, Lorenzo Mariani, “sono i governi a decidere”. E da Berlino è trapelata una certa irritazione per la fuga in avanti di Airbus, che ha ufficializzato l’indiscrezione anticipata giorni fa dal Financial Times. L’unità tedesca del colosso dei cieli ha raccolto otto aziende tedesche che, come ha sottolineato però con Repubblica un top manager di MTU “non è ancora un consorzio ma un’esortazione ad agire”. È stato battezzato “Team Gen 6”.
Le ipotesi sulle alleanze europee
Le ipotesi sono due: la prima si legge tra le righe del comunicato di Airbus, dove si fa riferimento a un’altra alleanza nata ufficialmente in queste ore tra la sua unità madrilena e altre sei aziende spagnole che sono “fortemente connesse con i partner tedeschi”. Si tratta delle aziende spagnole che facevano parte del progetto franco-tedesco Fcas. E che ora potrebbero unire le forze con “Team Gen 6” per progettare un sistema intorno a un nuovo jet da combattimento.
Una seconda ipotesi è che la neo alleanza made in Germany si associ alla fine al consorzio italo-britannico-giapponese Gcap, anch’esso nato per costruire un caccia di sesta generazione. Un’autorevole fonte governativa italiana sottolinea con Repubblica che “se i tedeschi vogliono entrare, sono i benvenuti”. Resta il dubbio sui tempi, ribadito ieri da Mariani: “l’ingresso di nuovi partner può avere impatto sui tempi di sviluppo” del super caccia, che dovrebbe essere pronto per il 2035.
La via francese
Intanto la Francia ha lasciato intendere che dopo il naufragio di Fcas continua a lavorare autonomamente a un nuovo jet. La ministra della Difesa, Catherine Vautrin ha ricordato che dall’inizio del progetto Parigi ha investito 2,5 miliardi di euro, "il 50% dei quali destinato allo sviluppo in piena autonomia e il 50% allo sviluppo in collaborazione”. Per Parigi significa “che quasi tutti questi investimenti ci permetteranno di continuare a lavorare su un aereo da caccia entro il 2040”.