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L’Imu più cara sulla seconda casa si paga a Roma. Le classifiche

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I dati raccolti dal Dipartimento Stato sociale del sindacato Uil evidenzia profonde differenze tra i Comuni. Il segretario confederale Santo Biondo: “Serve riforma del catasto”. Il caso Siena
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ROMA – Roma sfiora i 3.500 euro, Milano appena sotto i 3mila, poi Venezia a 2.335. Sono i tre capoluoghi con l’Imu più cara d’Italia sulle seconde case. Nella capitale l’imposta patrimoniale è quasi 9 volte più alta di Palermo, ultima nella speciale classifica stilata dal Dipartimento Stato sociale della Uil. Sull’Imu prevista per le abitazioni di lusso i protagonisti non cambiano, ma solo le posizioni: è Venezia a superare la concorrenza con 3.001 euro in media, poi Roma 2.888 e Milano 2.777.

Le differenze alla base della classifica

Le differenze dipendono da vari fattori, segnala lo studio. Considerato che, quando si parla di Imu “non parliamo soltanto di possessori di grandi patrimoni, ma molto spesso sono coinvolti lavoratrici, lavoratori e pensionat…

ROMA – Roma sfiora i 3.500 euro, Milano appena sotto i 3mila, poi Venezia a 2.335. Sono i tre capoluoghi con l’Imu più cara d’Italia sulle seconde case. Nella capitale l’imposta patrimoniale è quasi 9 volte più alta di Palermo, ultima nella speciale classifica stilata dal Dipartimento Stato sociale della Uil. Sull’Imu prevista per le abitazioni di lusso i protagonisti non cambiano, ma solo le posizioni: è Venezia a superare la concorrenza con 3.001 euro in media, poi Roma 2.888 e Milano 2.777.

Le differenze alla base della classifica

Le differenze dipendono da vari fattori, segnala lo studio. Considerato che, quando si parla di Imu “non parliamo soltanto di possessori di grandi patrimoni, ma molto spesso sono coinvolti lavoratrici, lavoratori e pensionati che hanno investito i risparmi di una vita nell'acquisto di un immobile, occorre una vera e propria riforma strutturale che rafforzi l'attuazione del principio di progressività, riduca la pressione sui redditi da lavoro e da pensione e contrasti con maggiore efficacia l'evasione, ampliando la base imponibile e redistribuendo il carico fiscale secondo criteri di maggiore giustizia sociale”, afferma il segretario confederale Santo Biondo, che sollecita anche un “aggiornamento dei valori catastali”.

La classifica dei Comuni per Imu seconda casa

La classifica dei Comuni per Imu su abitazione di lusso

Le considerazioni sulle disparità

L'Imu, ricorda lo studio, “è una delle principali fonti di finanziamento dei Comuni per garantire i servizi fondamentali e di fronte alle crescenti esigenze di bilancio, la tendenza degli enti è quella di mantenere o incrementare la pressione fiscale. Ciò avviene, molto spesso, senza investimenti visibili nella manutenzione urbana, nella mobilità, nella sicurezza, nell'assistenza sociale, nella tutela dell'ambiente e nella qualità dello spazio pubblico, rafforzando la percezione di un sistema fiscale poco equo e scarsamente trasparente”.

Osservando le delibere per il 2026, si spiega, “soltanto il comune di Siena ha previsto una riduzione dell'aliquota applicata alle abitazioni principali appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9”. Un'anomalia, spiega la Uil, che dipende dalla mancanza di interventi sul catasto e che si riflette “non solo sull'effettiva equità dell'Imu, ma anche su altre imposte e tributi collegati al patrimonio immobiliare”.

L’aggiornamento dei valori catastali, secondo Biondo, che dirige il servizio Stato sociale della Uil, “deve avvenire senza determinare incrementi automatici del prelievo e con meccanismi di salvaguardia in grado di garantire l'invarianza del gettito complessivo e la tutela delle fasce sociali più esposte”.

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