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Cimbri: “Mps è un marchio forte, Generali resta un concorrente”

(reuters)

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Il presidente di Unipol davanti alla Commissione banche: “La divisione degli sportelli definita con Intesa, ci sono pochi margini”
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ROMA - Concorrenti sono e concorrenti resteranno. Il presidente di Unipol Carlo Cimbri allontana l’idea di una pax con Generali: l’offerta di Intesa su Mps, che ingloba l’acquisizione del 13,1% del Leone, non modificherà gli equilibri. Audito insieme all’ad Matteo Laterza dalla commissione di inchiesta sulle banche del Senato, il manager ha spiegato perché i rapporti non cambieranno alla luce della partecipazione della compagnia assicurativa all’operazione di Ca’ de Sass (Unipol avrà in dote 635 filiali del Monte, oltre al marchio e alle attività centrali, da fondere poi in Bper).

«La proposta – ha detto – non ha nulla a che vedere con il nostro concorrente Generali: la partecipazione in capo a Mediobanca sarà acquisita in Banca Intesa, i nostri…

ROMA - Concorrenti sono e concorrenti resteranno. Il presidente di Unipol Carlo Cimbri allontana l’idea di una pax con Generali: l’offerta di Intesa su Mps, che ingloba l’acquisizione del 13,1% del Leone, non modificherà gli equilibri. Audito insieme all’ad Matteo Laterza dalla commissione di inchiesta sulle banche del Senato, il manager ha spiegato perché i rapporti non cambieranno alla luce della partecipazione della compagnia assicurativa all’operazione di Ca’ de Sass (Unipol avrà in dote 635 filiali del Monte, oltre al marchio e alle attività centrali, da fondere poi in Bper).

«La proposta – ha detto – non ha nulla a che vedere con il nostro concorrente Generali: la partecipazione in capo a Mediobanca sarà acquisita in Banca Intesa, i nostri rapporti non muteranno».

Fin qui l’ambito finanziario della nuova puntata del risiko bancario. Quando invece le domande dei parlamentari si sono concentrate sugli aspetti più strettamente bancari, le certezze hanno lasciato spazio a un quadro dai contorni meno definiti. «Tutte le domande» relative «all’impatto sul territorio sono premature: per quanto riguarda le persone che lavorano in filiale, di certo seguiranno le filiali», mentre «sulle centrali avremo necessità di vedere dall’interno chi prenderà una parte e chi l’altra».

Un certo margine c’è anche sul numero degli sportelli che Unipol comprerà da Intesa, ma comunque molto contenuto. Parlando del tema a margine dell’audizione, Cimbri ha infatti sottolineato che sarà possibile solo qualche piccolo scostamento rispetto all’accordo che prevede una suddivisione a metà degli sportelli con Intesa (635 a testa): «Se saranno 635, 643 o 628 vedremo, ma non saranno di più perché – ha aggiunto – non è nella volontà delle parti che hanno definito i contratti». Prima, però, si attende l’esito dell’Opas.

Se tutto filerà liscio, Unipol avrà in mano Banca Monte dei Paschi, comprensiva del marchio, e chiederà a Bper di procedere alla fusione. «Dal nostro punto di vista – ha sottolineato Cimbri – tra il marchio Bper e il marchio Monte dei Paschi, la più antica banca del mondo, Monte dei Paschi è commercialmente più forte».

Nel frattempo Cimbri ha escluso contatti con Delfin e Caltagirone, i grandi soci di Mps che dovranno decidere se aderire all’offerta la cui soglia minima è fissata al 66,67%. Il presidente di Unipol ha anche negato di aver avuto interlocuzioni col governo sull’operazione, suggerendo di girare la domanda all’ad di Intesa Carlo Messina.

L’audizione di Cimbri a palazzo Madama è stata anche l’occasione per i partiti di dire la loro sul risiko. L’ha fatto Fratelli d’Italia: «In bocca al lupo per un’operazione che possa restituire italianità», ha detto il senatore meloniano Fausto Orsomarso rivolgendosi a Cimbri e Laterza. Parole che svelano il placet della maggioranza alla mossa di Intesa.

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