«Quella di Elon Musk è soprattutto una scommessa industriale e se le sue promesse verranno mantenute avranno una portata rivoluzionaria, non solo per SpaceX ma per tutta l’economia dello spazio, con benefici a cascata anche su noi cittadini». Simonetta Di Pippo, astrofisica nonché professoressa di space economy della scuola di management Sda Bocconi, parla nel giorno del debutto a Wall Street del colosso Usa, che negli anni ha raccolto sotto un unico ombrello varie attività del suo fondatore-vate, dai lanci nello spazio alle connessione ai social media e le applicazioni di intelligenza artificiale.
Le promesse non mancano, ma per il momento solo il business di Starlink è in positivo. Non la preoccupa?
«Nel settore spaziale le idee hanno bisogno di tempo…
«Quella di Elon Musk è soprattutto una scommessa industriale e se le sue promesse verranno mantenute avranno una portata rivoluzionaria, non solo per SpaceX ma per tutta l’economia dello spazio, con benefici a cascata anche su noi cittadini». Simonetta Di Pippo, astrofisica nonché professoressa di space economy della scuola di management Sda Bocconi, parla nel giorno del debutto a Wall Street del colosso Usa, che negli anni ha raccolto sotto un unico ombrello varie attività del suo fondatore-vate, dai lanci nello spazio alle connessione ai social media e le applicazioni di intelligenza artificiale.
Le promesse non mancano, ma per il momento solo il business di Starlink è in positivo. Non la preoccupa?
«Nel settore spaziale le idee hanno bisogno di tempo per diventare realtà, ritardi o errori fanno parte del gioco. Va detto che fino ad oggi l’azienda ha effettivamente prodotto tutto ciò che aveva annunciato, almeno per quanto riguarda lo spazio. Il fatto che i numeri non siano così confortanti può essere un problema ma non è il problema».
Colonie su Marte, data center nello spazio e razzi riutilizzabili, la lista dei progetti in cantiere è lunga. Quali, a suo avviso, potranno diventare profittevoli?
«Quello dei calcolatori in orbita, alimentati dal Sole, è un tema promettente, considerando la crescita vertiginosa del bisogno di energia sulla Terra. I viaggi spaziali sono l’altra attività da tenere d’occhio, soprattutto quelli a pure scopo commerciale, e la capacità di Starship di portare grandi quantità di materiale nello spazio aprirà il mercato a nuovi attori. È bene ricordare che progetti che oggi sembrano lontani tra loro, come l’IA di Grok e le costellazioni di satelliti, in futuro potrebbero avere un forte potenziale sinergico».
Non c’è il rischio di accrescere i già numerosi rifiuti spaziali?
«Esistono varie istituzioni titolate a controllare le licenze e il rientro degli oggetti giunti al termine del proprio ciclo di vita. Manca piuttosto un’ente che supervisioni il traffico spaziale, ma a breve arriveremo anche lì».
Insomma, dietro agli ordini miliardari di alcuni investitori c’è un futuro industriale concreto o stanno buttando il cuore oltre l’ostacolo?
«I soci della prima ora hanno sempre investito prima sulle capacità dell’uomo e poi sulle sue aziende. Credo che con la quotazione di SpaceX, alcuni grandi investitori abbiano capito quanto questo settore sia ormai strategico. Non si tratta più di una nicchia».
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