Magari non sarà stata proprio come la sua recente traversata atlantica a bordo di un catamarano. In ogni caso, il viaggio che sta conducendo Carlo Cimbri da via Stalingrado a Bologna verso Rocca Salimbeni a Siena, dove ha sede Mps, si è rivelato più lungo e avventuroso di quanto lo stesso presidente di Unipol si aspettasse. Già nel 2024 Cimbri aveva tentato il matrimonio tra la banca partecipata da Unipol Bper e Monte dei Paschi, ma il disegno aveva incontrato le resistenze del governo Meloni. Così Cimbri, da sempre abile a tessere relazioni trasversali, ha aspettato che i tempi fossero maturi e che il governo potesse accettare un’operazione di questo tipo da parte di un gruppo assicurativo, Unipol appunto, a destra tradizionalmente accostato alle cooperative rosse. Nel frattempo, ha trovato il perfetto alleato: il numero uno di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, il banchiere di sistema per eccellenza.
Magari non sarà stata proprio come la sua recente traversata atlantica a bordo di un catamarano. In ogni caso, il viaggio che sta conducendo Carlo Cimbri da via Stalingrado a Bologna verso Rocca Salimbeni a Siena, dove ha sede Mps, si è rivelato più lungo e avventuroso di quanto lo stesso presidente di Unipol si aspettasse. Già nel 2024 Cimbri aveva tentato il matrimonio tra la banca partecipata da Unipol Bper e Monte dei Paschi, ma il disegno aveva incontrato le resistenze del governo Meloni. Così Cimbri, da sempre abile a tessere relazioni trasversali, ha aspettato che i tempi fossero maturi e che il governo potesse accettare un’operazione di questo tipo da parte di un gruppo assicurativo, Unipol appunto, a destra tradizionalmente accostato alle cooperative rosse. Nel frattempo, ha trovato il perfetto alleato: il numero uno di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, il banchiere di sistema per eccellenza.
Se l’offerta di Intesa su Mps andrà in porto, Unipol acquisterà 635 sportelli bancari senesi, circa la metà di quelli attuali, che nel 2025 hanno realizzato utili netti tra 400 e 460 milioni. L’esborso massimo sarà di 3,5 miliardi, 2,5 dei quali arriveranno da un aumento di capitale che le coop socie al 48% del capitale si sono già impegnate a sottoscrivere. Dopodiché Unipol proporrà la fusione con Bper (di cui ha il 40% con derivati ma in assemblea non potrà votare) e la nuova denominazione Banca Monte dei Paschi. Se tutto andrà come da piani, Unipol salirà al 40% (con derivati) del nuovo gruppo da 2.600 filiali senza lanciare un’Opa. «Non compriamo sportelli - ha precisato Cimbri - ma una banca» che, completata la fusione, «sarà la seconda in Italia per rete, impieghi e raccolta diretta», grandezze che secondo le stime ammonteranno rispettivamente a 170 e a 225 miliardi.
Del resto, da tempo Unipol vuole una banca (celebre è rimasta una vecchia conversazione tra il predecessore di Cimbri Giovanni Consorte e Piero Fassino). È sotto Cimbri che questo destino si compie. Dopo il non brillante esperimento domestico di Unipol Banca, Via Stalingrado negli ultimi dieci anni si è rafforzata nel capitale di Bper. La compagnia bolognese ha anche puntato sulla Popolare di Sondrio, poi nel 2025 acquisita da Bper. Grazie ai contributi delle due partecipate, l’anno scorso Unipol ha realizzato un utile netto consolidato di 1.530 milioni, dato che scende a 1.208 milioni considerando solo il business assicurativo e i dividendi delle banche. Cimbri ha di recente spiegato che ritiene gli istituti di credito «molto più capaci di distribuire strumenti di protezione» nel Paese «più sottoassicurato d’Europa».
L’acquisizione degli sportelli di Mps per Equita è «un’opportunità interessante per consolidare il posizionamento nel settore bancario italiano, con un potenziale significativo di creazione di valore sia per Unipol sia per Bper». «Unipol - commentano da Kepler Chevreux - compra a prezzo basso un asset strategico di distribuzione» delle proprie polizze «e lo usa per consolidare il controllo di Bper». Intermonte pensa che l’operazione «sia accrescitiva di valore per gli investitori disposti a guardare oltre la diluzione di breve termine» legata all’aumento di capitale. «Andremo a chiedere al mercato denaro - ha detto Cimbri - dopo 14 anni dall’ultimo aumento», servito per acquisire nel 2012 il gruppo Fondiaria-Sai (grazie a un’alleanza con Mediobanca), «perché riteniamo che questa operazione potrà avere un successo analogo».
Allora Unipol fece uno scatto in avanti nel settore assicurativo descritto dai numeri di bilancio del 2013: quell’anno la raccolta premi del ramo Rc Auto ammontò a 5.226 milioni, 3.174 milioni dei quali provenienti dalle compagnie acquisite. Mentre nel Vita la raccolta diretta nel 2013 raggiunse 6.983 milioni, 3.958 dei quali grazie al gruppo FonSai. Ora Unipol è pronta a un nuovo scatto, per vendere le proprie polizze tramite gli sportelli della seconda banca italiana dietro a Intesa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA