✕

Turisti e asili: la svolta in agricoltura

Ascolta l'audio

I 25 anni delle attività “multifunzionali” che hanno cambiato il volto alle imprese
2 minuti di lettura

Le strade europee dell’innovazione in agricoltura portano in Italia. La leadership è nei numeri. Nell’Ue la nostra agricoltura rappresenta un quarto delle attività connesse, superando di quasi 10 punti percentuali la Francia e di 12 punti l’Olanda. Il primato viene da lontano. Tutto è cominciato 25 anni fa con l’approvazione della legge di Orientamento, la numero 228 del 2001. Ispirata da Coldiretti e portata avanti dall’allora ministro Alfonso Pecoraro Scanio, la normativa ha cambiato il volto dell’agricoltura italiana, allargando i confini dell’attività agricola alla multifunzionalità.

Valori in aumento

Secondo uno studio di Coldiretti, dall’approvazione della legge il valore prodotto dall’agricoltura multifunzionale, fra attività connesse e di supporto, ha superato i 255 miliardi di euro. Il lavoro nelle campagne è cambiato radicalmente. Le attività si sono moltiplicate. Oggi vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta; dalle fattorie didattiche agli agr…

Le strade europee dell’innovazione in agricoltura portano in Italia. La leadership è nei numeri. Nell’Ue la nostra agricoltura rappresenta un quarto delle attività connesse, superando di quasi 10 punti percentuali la Francia e di 12 punti l’Olanda. Il primato viene da lontano. Tutto è cominciato 25 anni fa con l’approvazione della legge di Orientamento, la numero 228 del 2001. Ispirata da Coldiretti e portata avanti dall’allora ministro Alfonso Pecoraro Scanio, la normativa ha cambiato il volto dell’agricoltura italiana, allargando i confini dell’attività agricola alla multifunzionalità.

Valori in aumento

Secondo uno studio di Coldiretti, dall’approvazione della legge il valore prodotto dall’agricoltura multifunzionale, fra attività connesse e di supporto, ha superato i 255 miliardi di euro. Il lavoro nelle campagne è cambiato radicalmente. Le attività si sono moltiplicate. Oggi vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta; dalle fattorie didattiche agli agriasili. Non vanno dimenticate, poi, le attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipenti, la sistemazione di parchi, giardini e strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio, la produzione di energie rinnovabili e gli agriturismi. «Grazie a questa legge migliaia di aziende agricole hanno potuto sopravvivere, innovare e costruire nuove opportunità per i giovani nelle campagne», spiega Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti.

La crescita delle imprese

La ricerca su dati Istat e Ismea stima in 380mila le aziende agricole con attività multifunzionali. La voce più importante è rappresentata dalla vendita diretta dei prodotti, sempre più diffusa non soltanto nelle singole aziende, ma anche nei mercati contadini e online. L’attività interessa 270mila aziende. Circa 60mila sono, invece, le realtà che si dedicano anche alla produzione di energia rinnovabile, mentre più di 26mila hanno puntato sull’agriturismo. Seppur con numeri inferiori, hanno assunto un ruolo e un significato sociale importanti anche altre attività. Per esempio, sono 3.400 le fattorie didattiche. Altre 3.600 aziende agricole sono attive nella sistemazione di parchi e giardini.

I numeri nelle regioni

Analizzando la distribuzione delle attività sul territorio, lo studio di Coldiretti evidenzia che la regione che sviluppa il maggior valore delle attività connesse è l’Emilia Romagna con 1,5 miliardi, davanti a Lombardia con 1,39 miliardi e Veneto (1,2 miliardi). Se, invece, si considera il peso percentuale della attività connesse sul totale del valore agricolo, il primato spetta alla Val d’Aosta con il 41%, davanti a Trentino-Alto Adige e Marche, entrambe con il 33 per cento.

L’occupazione

L’impatto della legge di Orientamento è stato profondo anche sul piano occupazionale. Da semplice luogo di produzione, infatti, l’azienda agricola ha creato nuove professionalità e nuova ricchezza nei territori rurali, ampliando le opportunità di lavoro, soprattutto per giovani e donne. In particolare, con la crescita degli agriturismi sono nate figure professionali prima quasi del tutto assenti nel mondo agricolo: addetti all’accoglienza, camerieri, cuochi, operatori turistici, guide ambientali ed educatori per attività didattiche e ricreative. Parallelamente si sono sviluppate nuove professionalità legate alla filiera corta e ai mercati contadini: addetti alla vendita diretta, responsabili commerciali aziendali, operatori logistici, figure dedicate alla comunicazione e al marketing dei prodotti agricoli. È cresciuta l’occupazione nei servizi ambientali e territoriali, specie nei settori della manutenzione del verde, cura del paesaggio, sistemazione idrogeologica, gestione forestale e servizi energetici collegati alle rinnovabili agricole.

Leggi i commenti