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Su le Borse, petrolio giù. Per benzina e bollette lenta discesa

(ansa)

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Anche sull’inflazione bisogna aspettare per un’inversione di tendenza. Lagarde: “I costi dell’energia iniziano a trasmettersi ad altri comparti dell’economia”
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ROMA - I mercati festeggiano l’accordo preliminare di pace fra Stati Uniti e Iran. E a fine giornata anche la Borsa di Milano, tra le altre, ha il suo colpo di reni con un più 0,66%. Bene i rendimenti dei titoli di Stato mentre crolla il Brent (poco sopra gli 83 dollari al barile).

Il gas, a sua volta, arretra del 9,5% a quota 42 euro sulla piazza di Amsterdam. Il problema è che gli effetti benefici per le imprese e le famiglie, quelli possono attendere.

Prezzi

La fiammata dei prezzi è ben lontana dallo spegnersi. La presidente della Bce Christine Lagarde avverte che «gli elevati costi dell’energia iniziano a trasmettersi ad altri comparti dell’economia». L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentare, viaggia verso il 2,5% nell’eurozona.

Anche l’Italia deve guardarsi le spalle. Appena dieci giorni fa, l’Istat accreditava «una forte risalita» nel corso dell’anno, con l’inflazione acquisita che sarebbe al 2,9%.

Nell’ultimo scenario dell’Ufficio parlamentare di bilancio, per la…

ROMA - I mercati festeggiano l’accordo preliminare di pace fra Stati Uniti e Iran. E a fine giornata anche la Borsa di Milano, tra le altre, ha il suo colpo di reni con un più 0,66%. Bene i rendimenti dei titoli di Stato mentre crolla il Brent (poco sopra gli 83 dollari al barile).

Il gas, a sua volta, arretra del 9,5% a quota 42 euro sulla piazza di Amsterdam. Il problema è che gli effetti benefici per le imprese e le famiglie, quelli possono attendere.

Prezzi

La fiammata dei prezzi è ben lontana dallo spegnersi. La presidente della Bce Christine Lagarde avverte che «gli elevati costi dell’energia iniziano a trasmettersi ad altri comparti dell’economia». L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentare, viaggia verso il 2,5% nell’eurozona.

Anche l’Italia deve guardarsi le spalle. Appena dieci giorni fa, l’Istat accreditava «una forte risalita» nel corso dell’anno, con l’inflazione acquisita che sarebbe al 2,9%.

Nell’ultimo scenario dell’Ufficio parlamentare di bilancio, per la dinamica dei prezzi si stima infine un incremento di 1,4 e 1,1 punti percentuali, tra il 2026 e 2027.

Carburanti

In un quadro di prezzi nervosi, le famiglie italiane sperano di risparmiare qualcosa al distributore, a vacanze iniziate o comunque vicine. Il Brent sta dando una mano con una promettente flessione a 83 dollari al barile. Il problema è che benzina e diesel - prontissime a salire alla prima crisi internazionale - arretrano con sapiente lentezza quando l’emergenza finisce.

Nei dati del 15 giugno, il ministero delle Imprese segnala che la benzina oscilla ancora tra 1,88 e 1,92 euro al litro in molte regioni (e purché l’automobilista se la metta da solo). Il gasolio self non si schioda da quota 2 euro: è a 1,992 nel Lazio, addirittura a 2,010 in Sicilia.

Energia

Anche la bolletta di luce e gas riceverà un sollievo nei prossimi mesi, ma non così vistoso. Il problema, stavolta, è nei danni di guerra che grandi potenze produttrici hanno subito ai loro impianti per mano dei missili iraniani, a partire dagli Emirati Arabi. Per l’Agenzia internazionale dell’Energia, mancano all’appello ancora 2 miliardi di gas naturale liquefatto (il Gnl) alla settimana.

Aiuta la situazione, certamente, lo sblocco dello Stretto di Hormuz che restituirà all’Occidente ritmi di approvvigionamento quasi normali. L’Italia resta più esposta di altre Nazioni perché dipende dalle fonti fossili importate. Se il gas non calerà con convinzione, ne soffriranno famiglie e imprese tricolori.

Conti pubblici

Il governo Meloni, in uno scenario di luci e ombre, ha due problemi. Deve approntare l’ultima legge di Bilancio delle legislatura navigando controcorrente; e conservare il consenso a dispetto di una crescita azzoppata.

Secondo Unimpresa, il ritorno alla libera circolazione nello Stretto di Hormuz consentirebbe di limitare gli effetti negativi a un meno 0,2% (contro il meno 0,4% previsto in precedenza). Il Pil tornerebbe a gravitare così verso la crescita prevista a inizio anno: siamo nell’ordine dello 0,5-0,6% per il biennio 2026-2027. Numeri che non scaldano i cuori dell’elettore.

Le ultime simulazioni dell’Upb stimano infine che il conflitto in Medio Oriente, rispetto alle previsioni pre-guerra dello scorso febbraio, comporterà una contrazione della crescita di 0,3 punti percentuali nel 2026 e di 0,4 nel 2027. I tecnici ci riportano al solito intoppo: «I mercati energetici e le catene di distribuzione sconteranno un ritorno alla normalità», ma lento, davvero troppo.

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