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SpaceX a quota 3mila miliardi: vale più di Amazon e Microsoft

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Dopo tre giorni di scambi la società annuncia la sua prima acquisizione: la startup Cursor specializzata negli algoritmi
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NEW YORK – Due giorni dopo il debutto in Borsa, le azioni SpaceX hanno già guadagnato oltre il 50% passando da 135 a 210 dollari ad azione superando di slancio le capitalizzazioni di colossi come Amazon e Microsoft. La società spaziale e di intelligenza artificiale di Elon Musk ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 2.950 miliardi di dollari, superiore ad Amazon, valutata 2.660 miliardi, e in grado di contendere a Microsoft il quarto posto assoluto tra i giganti di Wall Street. Davanti restano Apple, Alphabet e Nvidia. Ma il suo resta un risultato straordinario, riflesso della corsa degli investitori a mettere i loro soldi sull’intelligenza artificiale e del fascino che il nome Musk continua a esercitare sul mercato. L’ultima impennata è arrivata dopo l’annuncio dell’acquisizione della startup di programmazione basata sull’IA Cursor per 60 miliardi di dollari. SpaceX ha dichiarato che rileverà Anysphere, la società madre di Cursor, che sviluppa l’agente di coding basato sull’…

NEW YORK – Due giorni dopo il debutto in Borsa, le azioni SpaceX hanno già guadagnato oltre il 50% passando da 135 a 210 dollari ad azione superando di slancio le capitalizzazioni di colossi come Amazon e Microsoft. La società spaziale e di intelligenza artificiale di Elon Musk ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 2.950 miliardi di dollari, superiore ad Amazon, valutata 2.660 miliardi, e in grado di contendere a Microsoft il quarto posto assoluto tra i giganti di Wall Street. Davanti restano Apple, Alphabet e Nvidia. Ma il suo resta un risultato straordinario, riflesso della corsa degli investitori a mettere i loro soldi sull’intelligenza artificiale e del fascino che il nome Musk continua a esercitare sul mercato. L’ultima impennata è arrivata dopo l’annuncio dell’acquisizione della startup di programmazione basata sull’IA Cursor per 60 miliardi di dollari. SpaceX ha dichiarato che rileverà Anysphere, la società madre di Cursor, che sviluppa l’agente di coding basato sull’intelligenza artificiale. L’appeal della compagnia resta saldamente legato alla visione di Musk di portare data center per l’intelligenza artificiale nello spazio e nella missione ambiziosa di colonizzare Marte.

Oltre ogni aspettativa degli analisti

Su queste basi SpaceX ha messo a segno una corsa impressionante. Il titolo aveva cominciato a essere scambiato venerdì a metà giornata con una capitalizzazione inferiore a 1.800 miliardi. Il balzo è apparso ancora più sorprendente perché molti analisti di Wall Street avevano avvertito gli investitori che la società appariva sopravvalutata. Qualcuno aveva fissato a 780 miliardi di dollari la valutazione, cioè meno della metà dell’obiettivo dichiarato dall’azienda. «Riteniamo che la società sia stata significativamente sopravvalutata e che gli investitori avranno l’opportunità di acquistare il titolo a livelli più interessanti dopo l’Ipo», aveva scritto Nicolas Owens, della società americana di analisi finanziarie Morningstar. Non era l’unico. Anche Aswath Damodaran, considerato a Wall Street il “decano delle valutazioni”, non era si era spinto oltre i 1.300 miliardi di dollari, quasi 500 miliardi in meno rispetto a quanto sostenuto dall’azienda di Musk.

Il primo banco di prova

In realtà non è insolito che un’Ipo registri forti rialzi nei primi giorni di contrattazione, soprattutto quando è accompagnata da un’enorme attenzione mediatica come nel caso di SpaceX e tutto quello che riguarda il primo essere vivente a superare la soglia dei mille miliardi di patrimonio personale. Poi il vero test sarà assecondare le aspettative degli investitori sin dai primi conti trimestrali e considerando anche per molti pacchetti acquistati venerdì vigono periodi di lockup, cioè divieti a vendere. Ma per SpaceX potrebbe esserci ancora margine di crescita, anche se, secondo uno studio di Truist, una banca di investimento americana, tutte e trenta le grandi Ipo hanno concluso il primo anno con prezzi azionari di molto inferiori rispetto ai massimi iniziali.

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