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Diversità e inclusione, l’Abi premia le banche. Il dg: “Accendiamo i talenti”

Paola Severino (ansa)

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Sei categorie, 39 partecipanti, 64 progetti per sette riconoscimenti assegnati a Roma ad altrettanti istituti di credito. Severino: “Un investimento sul futuro estremamente efficace”
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ROMA – C’è una finanza lontana da scalate e risiko. Che va oltre i numeri dei bilanci, per guardare alle persone. Alle loro storie. È quella che l’Associazione bancaria italiana (Abi) ha messo sotto i riflettori con la prima edizione del Premio diversità e inclusione. Sei categorie, 39 banche partecipanti, 64 progetti per sette riconoscimenti assegnati a Roma ad altrettanti istituti che hanno teso la mano ai più fragili come Intesa Sanpaolo. O reso più accessibili i propri servizi, come ha fatto la Bcc Campania Centro con il suo “Help migranti” (a entrambe è andato il premio per l’inclusione e l’accessibilità ).

«È stato difficile selezionare i vincitori», spiega Paola Severino, presidente della Luiss school of law e componente della giuria dell’Abi. «L’economia è sempre stata considerata come il mondo del profitto. Ma che si occupi anche della riabilitazione e della risocializzazione – annota l’ex guardasigilli – vuol dire che sta facendo un investimento sul futuro estremamente effic…

ROMA – C’è una finanza lontana da scalate e risiko. Che va oltre i numeri dei bilanci, per guardare alle persone. Alle loro storie. È quella che l’Associazione bancaria italiana (Abi) ha messo sotto i riflettori con la prima edizione del Premio diversità e inclusione. Sei categorie, 39 banche partecipanti, 64 progetti per sette riconoscimenti assegnati a Roma ad altrettanti istituti che hanno teso la mano ai più fragili come Intesa Sanpaolo. O reso più accessibili i propri servizi, come ha fatto la Bcc Campania Centro con il suo “Help migranti” (a entrambe è andato il premio per l’inclusione e l’accessibilità ).

«È stato difficile selezionare i vincitori», spiega Paola Severino, presidente della Luiss school of law e componente della giuria dell’Abi. «L’economia è sempre stata considerata come il mondo del profitto. Ma che si occupi anche della riabilitazione e della risocializzazione – annota l’ex guardasigilli – vuol dire che sta facendo un investimento sul futuro estremamente efficace. Potente. Recuperare le persone, renderle capaci di contribuire alla crescita economica del Paese rappresenta una visione a lungo termine straordinariamente efficace».

Severino lo sa bene: con l’omonima fondazione istituita nel 2019, e il progetto “Legalità e merito” promosso dalla Luiss, entra nelle carceri per contribuire alla rieducazione dei detenuti secondo Costituzione. Inclusione, appunto. Che significa anche «accendere il talento» e «valorizzare l’unicità di ogni persona», osserva il direttore generale dell’Abi, Marco Elio Rottigni. Perché dietro l’iniziativa c’è un doppio obiettivo: «Trasformare il pluralismo in contributo, la diversità in valore condiviso». Dopo un «percorso concreto fatto di responsabilità condivisa».

Responsabilità che passa dalla «sfida dei diritti», rimarca Maurizio Molinari, editorialista di Repubblica e componente del comitato tecnico-scientifico del premio. «Identificare i diritti, vedere dove non ci sono, fa crescere tutti. Noi – continua – possiamo e dobbiamo essere ambasciatori di questa straordinaria energia che viene dalla base, dalle viscere del nostro Paese». Anche dalle banche, piccole o grandi che siano.

Tra le big c’è Unicredit, che ha portato a casa il premio per la valorizzazione culturale e la comunicazione inclusiva. A Crédit Agricole il riconoscimento per la formazione e lo sviluppo delle competenze in materia di diversità e inclusione, mentre a Ing Bank è andato quello per la sostenibilità sociale e l’impatto sul territorio. Per la categoria Parità, leadership ed empowerment il premio è stato assegnato a Banca Sella. Per la prevenzione e il contrasto alla violenza economica – anche di genere – ha vinto Banca Etica. Gli istituti, intanto, affilano le unghie per la seconda edizione.

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