Due lettere sulla farmaceutica, una al sottosegretario-farmacista Marcello Gemmato, un’altra al presidente di Aifa, agenzia del farmaco, Robert Nisticò. Il ministro alla Salute Orazio Schillaci torna alla carica su uno dei temi più delicati per la sanità di questi suoi anni di governo, cioè la spesa per acquistare i medicinali. I dati pesantissimi segnano un continuo aumento. Anche l’anno scorso la spesa ha segnato una crescita del 5,5% rispetto al precedente. In tre anni fa circa il +22%, con un tasso di crescita quasi triplo rispetto al triennio precedente e molto superiore anche agli aumenti segnati ogni anno dal Fondo sanitario nazionale, che finanzia appunto l’assistenza pubblica. Oggi lo stato spende ben 25 miliardi di euro per comprare i farmaci e le previsioni per il 2026 sono pesantissime.
Uno scontro iniziato da mesi
Già mesi fa, a inizio febbraio, Schillaci aveva scritto ad Aifa per segnalare “criticità significative” e “credibilità compromessa” e per chiedere che l’agenzi…
Due lettere sulla farmaceutica, una al sottosegretario-farmacista Marcello Gemmato, un’altra al presidente di Aifa, agenzia del farmaco, Robert Nisticò. Il ministro alla Salute Orazio Schillaci torna alla carica su uno dei temi più delicati per la sanità di questi suoi anni di governo, cioè la spesa per acquistare i medicinali. I dati pesantissimi segnano un continuo aumento. Anche l’anno scorso la spesa ha segnato una crescita del 5,5% rispetto al precedente. In tre anni fa circa il +22%, con un tasso di crescita quasi triplo rispetto al triennio precedente e molto superiore anche agli aumenti segnati ogni anno dal Fondo sanitario nazionale, che finanzia appunto l’assistenza pubblica. Oggi lo stato spende ben 25 miliardi di euro per comprare i farmaci e le previsioni per il 2026 sono pesantissime.
Uno scontro iniziato da mesi
Già mesi fa, a inizio febbraio, Schillaci aveva scritto ad Aifa per segnalare “criticità significative” e “credibilità compromessa” e per chiedere che l’agenzia prevedesse una serie di interventi per risistemare i conti e in generale governare in modo diverso l’accesso dei farmaci nel sistema italiano. Sembrava una “messa in mora”, una comunicazione che avrebbe potuto portare all’azzeramento dei vertici dell'agenzia. L’operazione fu tentata, chiedendo le dimissioni dei dirigenti, ma senza successo. Ci furono polemiche con Gemmato, che non era stato informato della missiva e a sua volta scrisse una lettera, e lo stesso Nisticò rispose in modo abbastanza piccato. Del resto il sottosegretario di Fdi esercita la delega sul settore con il controllo assoluto su quello che succede. E provvedimenti da lui promossi sono ritenuti, dalle Regioni, responsabili degli aumenti. L’Aifa di recente ha risposto alla lettera di Schillaci, giustificando gli aumenti con l’invecchiamento della popolazione e l’ingresso sul mercato di nuovi farmaci costosi (ma il fondo dedicato ai medicinali innovativi l’anno scorso non è stato speso tutto).
La revisione del prontuario
L’agenzia ha anche introdotto il tema del cambiamento del prontuario farmaceutico. Si tratterebbe di valutare se, per alcune categorie di farmaci da tempo utilizzate, il prezzo rimborsato del servizio pubblico sia ancora adeguato rispetto al loro valore terapeutico e alla disponibilità di valide alternative. In quest’ottica, il rimborso potrebbe essere determinato non più esclusivamente tra medicinali contenenti lo stesso principio attivo, ma anche tra farmaci appartenenti a categorie terapeutiche più ampie. L’ipotesi ha fatto arrabbiare molto l’industria e non era facile innervosire Big Pharma che in questi anni ha avuto aumenti di fatturato importanti (un miliardo e mezzo solo tra il 2024 e il 2025).
Aifa ha anche chiesto il supporto al ministero per avere pareri legali e indicazioni varie. Anche di questo parla Schillaci nelle sue lettere. Nella prima, inviata questa mattina a Gemmato, si chiede al sottosegretario di intervenire su Aifa, anche riguardo alla richiesta di avere una consulenza dell’ufficio legislativo del ministero, che sarebbe una sorta di ricerca di endorsement politico sulle modifiche del prontuario. Ma il ministero, dice Schillaci, non fa consulenze e Aifa ha tutte le professionalità per procedere da sola. Riguardo alla spesa, il ministro dice a Gemmato che probabilmente anche a lui l’agenzia presenta un quadro parziale, visto l’aumento dei costi della farmaceutica. Quindi la proposta è che il sottosegretario intervenga per chiarire come ridurre la spesa. Nella lettera a Nisticò il ministro spiega appunto che non ritiene soddisfacente la risposta arrivata a suo tempo dall’Aifa, aggiunge che non vuole dare pareri legislativi e che sta interloquendo con il sottosegretario. La modifica del prontuario per come è stata pensata, inoltre, è rischiosa perché potrebbe portare a un aumento della spesa per i cittadini.