Zara scommette sull’Italia: “È un mercato strategico”
di Sara BennewitzMILANO – Inditex cresce più dei rivali con una redditività che non ha niente da invidiare alle aziende del lusso, non a caso supera per capitalizzazione anche la francese Hermès. E il gruppo spagnolo continua a investire in negozi e nuovi formati a partire dall’Italia, che secondo l’ad Óscar García Maceiras è «strategica» per il colosso dell’abbigliamento. «Lavoriamo tutti i giorni con l’ambizione di fare meglio – spiega García Maceiras – e con la consapevolezza che il nostro è un mercato senza barriere all’entrata e tutto potrebbe cambiare all’improvviso». Come quando nel 2020, con la pandemia, Zara e gli altri marchi del gigante spagnolo presente in 98 mercati si sono trovati in un attimo ad avere il 93% dei negozi chiusi. «Avere quasi 11 miliardi di liquidità in cassa – prosegue il manager – ci dà la forza e la flessibilità di poter affrontare qualunque situazione avendo le spalle forti e un azionista come la famiglia Ortega, che ha una visione di lungo periodo».
La seconda generaz…
MILANO – Inditex cresce più dei rivali con una redditività che non ha niente da invidiare alle aziende del lusso, non a caso supera per capitalizzazione anche la francese Hermès. E il gruppo spagnolo continua a investire in negozi e nuovi formati a partire dall’Italia, che secondo l’ad Óscar García Maceiras è «strategica» per il colosso dell’abbigliamento. «Lavoriamo tutti i giorni con l’ambizione di fare meglio – spiega García Maceiras – e con la consapevolezza che il nostro è un mercato senza barriere all’entrata e tutto potrebbe cambiare all’improvviso». Come quando nel 2020, con la pandemia, Zara e gli altri marchi del gigante spagnolo presente in 98 mercati si sono trovati in un attimo ad avere il 93% dei negozi chiusi. «Avere quasi 11 miliardi di liquidità in cassa – prosegue il manager – ci dà la forza e la flessibilità di poter affrontare qualunque situazione avendo le spalle forti e un azionista come la famiglia Ortega, che ha una visione di lungo periodo».
La seconda generazione del gruppo fondato da Amancio Ortega 51 anni fa è arrivata nel 2022, quando Marta Ortega è diventata presidente. «In un’azienda che ha il 75% dei dipendenti e l’80 dei top manager donne, avere anche una presidente donna è un fattore distintivo in più – prosegue García Maceiras, che ha preso il timone a fine 2021 in concomitanza con il cambio in casa Ortega – Marta condivide con il padre la cura e l’attenzione ai minimi dettagli e ha portato un nuovo contributo nello stile, nell’arte e nella musica. Come le collaborazioni che ha voluto e firmato con John Galliano o Bad Bunny». Ma la neo presidente ha portato anche un tocco umano in più. «Marta, che vive l’azienda al 100% essendovi cresciuta professionalmente, ha trasmesso a tutti i team due principi guida fin dal suo insediamento: da un lato, l’umiltà di riconoscere i propri errori e la capacità di trasformarli sempre in un’occasione di apprendimento; dall’altro, l’importanza di sfruttare i momenti di successo, quelli in cui è più facile adagiarsi e pensare che non ci sia nulla da cambiare, per guardare avanti e prepararsi con anticipo alle sfide future». Con questo spirito, il gruppo ha potenziato gli investimenti sia nella sostenibilità ambientale, nel second hand, nel riciclo dei capi e nell’utilizzo di materiali più sostenibili, sia in quella sociale coinvolgendo i 160mila dipendenti e le tantissime aziende dell’indotto con cui collabora.
«Abbiamo otto fabbriche di proprietà e il 50% della nostra produzione con i terzisti è di prossimità, ovvero in Spagna, Portogallo, Marocco e Turchia. Ma per avere la flessibilità di riassortire il prodotto e rinnovare le collezioni abbiamo produzioni esternalizzate in 50 paesi, e rapporti pluriennali consolidati. I nostri fornitori devono firmare un codice etico stringente, facciamo controlli e audit continui sui luoghi di lavoro e sulla sicurezza delle persone, abbiamo un programma di incentivi e assistenza per i dipendenti dell’indotto che ha coinvolto 3 milioni di persone». Per crescere, Inditex continua a investire in negozi e prodotti, nella IA e nell’e-commerce. «Quest’anno faremo 2,4 miliardi di investimenti per sostenere la crescita organica – prosegue il ceo – e questo vale sia per la Spagna, mercato maturo dove realizziamo il 16% del nostro fatturato, sia per gli Usa, dove vediamo importanti prospettive per i nostri marchi e dove oggi, su 100 dollari di spesa media nel settore abbigliamento, rappresentiamo solo 50 centesimi».
Il gruppo però – che con Zara è presente da 25 anni in Italia – ha importanti piani anche per il nostro Paese. «È strategico e importante per Inditex, abbiamo qui 10mila dei nostri 160mila dipendenti e continuiamo a imparare dai nostri clienti italiani come migliorare l’offerta e i servizi – conclude García Maceiras – Abbiamo aperto un nuovo Zara Home a Milano e rinnovato il flagship di Palazzo Bocconi a Roma. Abbiamo nuovi piani anche per Massimo Dutti e continuiamo a monitorare il mercato per gli altri marchi del gruppo». Chissà che in Italia non arrivino anche le nuove iniziative del colosso spagnolo come lo Zacaffè o la formula “El Apartamento” con una selezione del meglio di Zara e Zara Home, per ora presente soltanto in Spagna e Francia.