Tassi, Lagarde frena sui rialzi: “Fiduciosi su inflazione al 2%, non serve risposta più incisiva”
di Massimo FerraroROMA – "Le aspettative di inflazione a breve termine sono aumentate ben al di sopra dei livelli precedenti. Al momento l'opinione pubblica non si aspetta che l'inflazione elevata sia duratura: la maggior parte degli indicatori delle aspettative di inflazione a lungo termine si attesta intorno al 2%. Siamo pertanto fiduciosi che, con un'adeguata politica monetaria, l'inflazione tornerà all'obiettivo”. Nel suo intervento all’Econ, la commissione per gli Affari economici e monetari dell’Europarlamento, Christine Lagarde ha rassicurato sull’andamento futuro dell’inflazione nell’Eurozona. E difendendo il tasso d’interesse come la “risposta migliore di fronte a questo shock energetico”, ha frenato sulla possibilità di un intervento “più incisivo”, che sarebbe “ingiustificato”. Un’indicazione su come potrebbe procedere la Bce nelle prossime sedute, lasciando invariati i tassi di interesse.
ROMA – "Le aspettative di inflazione a breve termine sono aumentate ben al di sopra dei livelli precedenti. Al momento l'opinione pubblica non si aspetta che l'inflazione elevata sia duratura: la maggior parte degli indicatori delle aspettative di inflazione a lungo termine si attesta intorno al 2%. Siamo pertanto fiduciosi che, con un'adeguata politica monetaria, l'inflazione tornerà all'obiettivo”. Nel suo intervento all’Econ, la commissione per gli Affari economici e monetari dell’Europarlamento, Christine Lagarde ha rassicurato sull’andamento futuro dell’inflazione nell’Eurozona. E difendendo il tasso d’interesse come la “risposta migliore di fronte a questo shock energetico”, ha frenato sulla possibilità di un intervento “più incisivo”, che sarebbe “ingiustificato”. Un’indicazione su come potrebbe procedere la Bce nelle prossime sedute, lasciando invariati i tassi di interesse.
L’inflazione al 2%, si allontana il secondo rialzo
"Il mio tasso preferito? È quello che mantiene l'inflazione di medio termine al 2%”, ha detto la presidente Bce. I dati, ha sottolineato Lagarde, mostrano che l'inflazione a maggio "è salita al 3,2%, rispetto al 3% di aprile", con il principale fattore trainante che, da febbraio "è stato l'aumento dell'inflazione energetica, che ad aprile e maggio ha superato il 10%". "A maggio, anche l'inflazione al netto di energia e alimentari è aumentata al 2,6%, riflettendo in parte gli effetti indiretti iniziali dell'aumento dei prezzi dell'energia. A seguito di questo picco energetico, le aspettative di inflazione a breve termine sono aumentate ben al di sopra dei livelli precedenti lo scoppio della guerra in Medio Oriente", ha proseguito. Le proiezioni dello staff dell'Eurosistema di giugno prevedono “un'inflazione complessiva del 3% nel 2026, del 2,3% nel 2027 e del 2% nel 2028", ha concluso.
"Non vediamo ancora segnali di un disancoraggio delle aspettative di inflazione o di effetti di secondo impatto tali da giustificare, in questa fase, una risposta più incisiva della politica monetaria", ha aggiunto. Tradotto: per Francoforte non è necessaria una stretta ulteriore, ossia un secondo rialzo dei tassi di interesse a breve dopo quello di inizio giugno. E ha sottolineato: “La nostra politica monetaria non è restrittiva”.