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La vetrina romana per i capitali arabi

Yasir Al Rumayyan, governatore del PIF (Public Investment Fund), il fondo sovrano dell'Arabia Saudita (Imagoeconomica) 

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Il fondo Pif promette investimenti in Europa fino a 10 miliardi di valore. “Passata la crisi, favorirli con la tassazione”
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ROMA – Infrastrutture digitali, edilizia, sostenibilità, energia, trasmissione dati. Sono alcuni dei settori produttivi in cui si sono stretti i primi accordi nel corso del summit “Priority Europe 2026”, organizzato la scorsa settimana a Roma dal FII (Future Investment Initiative) Institute, con il Fondo di Investimento Pubblico (Pif) dell’Arabia Saudita. Redcon International e Saudi ConTech hanno firmato un accordo per accelerare l’adozione della tecnologia edile, Red Sea Global e Sequest per l’implementazione di una tecnologia duratura per la rimozione del carbonio nelle destinazioni turistiche, Acwa e Telecom Italia Sparkle valuteranno la possibilità di una collaborazione nel campo delle infrastrutture per la trasmissione di energia e dati.

140 accordi

Ma nella tre giorni che si è tenuta a Roma, tra i continui «nice to meet you» che si susseguivano nelle sale e nei corridoi intorno agli eventi, potrebbe essere accaduto molto di più, considerato che sono stati annunciati 1.600 parte…

ROMA – Infrastrutture digitali, edilizia, sostenibilità, energia, trasmissione dati. Sono alcuni dei settori produttivi in cui si sono stretti i primi accordi nel corso del summit “Priority Europe 2026”, organizzato la scorsa settimana a Roma dal FII (Future Investment Initiative) Institute, con il Fondo di Investimento Pubblico (Pif) dell’Arabia Saudita. Redcon International e Saudi ConTech hanno firmato un accordo per accelerare l’adozione della tecnologia edile, Red Sea Global e Sequest per l’implementazione di una tecnologia duratura per la rimozione del carbonio nelle destinazioni turistiche, Acwa e Telecom Italia Sparkle valuteranno la possibilità di una collaborazione nel campo delle infrastrutture per la trasmissione di energia e dati.

140 accordi

Ma nella tre giorni che si è tenuta a Roma, tra i continui «nice to meet you» che si susseguivano nelle sale e nei corridoi intorno agli eventi, potrebbe essere accaduto molto di più, considerato che sono stati annunciati 1.600 partecipanti tra investitori internazionali, non solo dei Paesi del Golfo, imprenditori ed esponenti politici. Tanto per dare un assaggio, Yasir Al-Rumayyan, governatore di Pif, presidente dell’FII Institute e di Saudi Aramco, ha affermato che il suo fondo «presenterà 140 opportunità in grado di apportare benefici ai partner europei, per un valore complessivo di circa 10,4 miliardi di euro entro il 2030». E ha anche ricordato che Pif ha già investito «circa 98 miliardi di euro in Europa e nel Regno Unito dal 2017, generando un contributo al Pil di circa 70 miliardi di euro e creando circa 160mila posti di lavoro».

Meloni: “Diventi appuntamento fisso”

Difficile dire già adesso in che settori si concentreranno i fondi: gli esponenti di Pif sono abbottonatissimi persino sugli investimenti passati (tra i quali spiccano la partnership con Pirelli, l’acquisto di una quota del gruppo nautico Azimut Benetti, l’accordo con Sace, la società con capitale 100% del Mef che supporta le imprese esportatrici). «I Paesi del Golfo da sempre investono in Italia - osserva, a margine del panel a cui ha partecipato, l’imprenditore italo-monegasco Manfredi Lefebvre d’Ovidio, presidente del World Travel & Tourism Council - anche adesso hanno finanziato a Roma la costruzione di due alberghi del gruppo Four Season. E a Roma vengono tutti volentieri, è stata una buona idea quella di organizzare questo appuntamento qui». Sembra pensarlo anche la premier Giorgia Meloni, che nel messaggio che ha inviato al summit ha auspicato una maggiore sinergia con i Paesi del Golfo: «Il mio auspicio è che Roma possa diventare la tappa fissa europea di questo lavoro: il luogo dove misurare i fatti, calibrare i progressi, tracciare le nuove priorità. Per determinare, insieme, il nostro destino».

Gli imprenditori stranieri

Anche gli ospiti dai Paesi arabi sono apparsi molto soddisfatti: «Mi sembra che questo summit abbia ottenuto risultati molto positivi, superiori a quelli che mi aspettavo. Anche l’affluenza, così alta, è andata ben oltre le mie aspettative - commenta Fahad M.Abunayyan, ceo della F.M.Abunayyan Holding, società con sede in Arabia Saudita - È un buon momento sia per gli investimenti che vanno dall’Italia all’Arabia Saudita che viceversa, in particolare in molti settori tecnologici, e nell’IA».

«È un buon momento per gli investitori del Golfo per investire in Italia, perché proprio adesso stanno cercando ancora di più di diversificare il proprio portafoglio, nella misura però in cui gli investimenti stranieri trovano un’accoglienza positiva», dice Ahmed Abdulla Kanoo, senior manager di Yusuf Bin Ahmed Kanoo, dal Bahrein. «La crisi è passata, c’è maggiore stabilità - osserva Stergios Voskopoulos, fondatore e ceo di AltNovel, compagnia che ha sede ad Abu Dhabi - ma gli investimenti in Europa vanno facilitati: troppe tasse, troppa regolamentazione».

Interscambio triplicato in tre anni

Anche Marco Arcelli, italiano, consulente (ed ex ceo) di Acwa, vive da alcuni anni in Arabia Saudita: «In un mondo che si sta frammentando, è tra i pochi Paesi che parlano con tutti, dalla Cina alla Russia, dagli Usa all’Africa. Noi li vediamo solo come petrolieri, ma loro in realtà sono commercianti, figli di una tradizione in cui la fiducia è alla base di tutto. Negli ultimi tre anni l’interscambio commerciale con l’Italia è triplicato, e anche gli investimenti cresceranno: per loro, noi rappresentiamo la porta dell’Europa».

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