Italgas vara un piano da 13 miliardi al 2032. “Servono reti smart per la sicurezza energetica”
di Emma BonottiMILANO – Reti digitali e intelligenza artificiale, nuove concessioni e un impegno per il sistema idrico. A poco meno di un anno dall’ultimo piano industriale, Italgas torna ad aggiornare la strategia per i prossimi sette anni, mettendo sul piatto 13 miliardi di euro.
Questi investimenti, commenta l’ad Paolo Gallo, “renderanno il nostro network ancora più smart, capillare e flessibile, pronto anche ad accogliere le molecole verdi e supportare un sistema energetico sempre più esposto all’instabilità internazionale e agli impatti sui mercati delle commodity”.
I punti cardine del piano 2026-2032
Il nuovo piano al 2026-2032, spiegano i vertici, nasce dalla necessità di aggiornare i numeri per meglio considerare il peso dell’integrazione di 2i Rete Ga…
MILANO – Reti digitali e intelligenza artificiale, nuove concessioni e un impegno per il sistema idrico. A poco meno di un anno dall’ultimo piano industriale, Italgas torna ad aggiornare la strategia per i prossimi sette anni, mettendo sul piatto 13 miliardi di euro.
Questi investimenti, commenta l’ad Paolo Gallo, “renderanno il nostro network ancora più smart, capillare e flessibile, pronto anche ad accogliere le molecole verdi e supportare un sistema energetico sempre più esposto all’instabilità internazionale e agli impatti sui mercati delle commodity”.
I punti cardine del piano 2026-2032
Il nuovo piano al 2026-2032, spiegano i vertici, nasce dalla necessità di aggiornare i numeri per meglio considerare il peso dell’integrazione di 2i Rete Gas, avvenuta l’anno scorso. E adattare la strategia a un mercato che, dopo una lunga fase di stallo, torna a bandire delle gare.
L’intelligenza artificiale è parte integrante del modello operativo del gruppo della distribuzione gas nonché, utilizzando le parole di Gallo, “il fulcro di questo piano”. La nuova strategia rappresenta dunque “un’accelerazione rispetto alle previsioni iniziali grazie all’esperienza maturata in questi anni in cui la trasformazione digitale ha permeato ogni aspetto della nostra attività e i dati sono diventati la miniera dell’azienda”.
“Continuità nella visione, accelerazione negli obiettivi – interviene il presidente Paolo Ciocca – in una fase “in cui il sistema energetico europeo è sottoposto a pressioni che, per persistenza e intensità, non hanno precedenti recenti”.
Focus sulle reti smart
Veniamo ai numeri. L’ammontare totale degli investimenti, 13 miliardi, aumenta del 14,6% rispetto al precedente piano 2025-2031, escludendo l’impatto del pagamento per l’acquisizione dell’ex concorrente (5,2 miliardi) e i 200 milioni derivanti dalle cessioni di punti di riconsegna imposte dall’Antitrust. Di questi, la maggior parte (8,3 miliardi) saranno dedicati allo sviluppo, la digitalizzazione e il repurposing delle infrastrutture gas in Italia (+4%), il cuore del piano, mentre 2,4 miliardi (+59%) saranno impegnati per le future gare di aggiudicazione degli ambiti territoriali di distribuzione del gas, gli Atem. Nell’ultimo anno, infatti, il mercato pare aver riconquistato un certo dinamismo, registrando una decina di gare bandite in dodici mesi contro le circa 11 nei precedenti 13 anni.
“Coglieremo queste opportunità”, riprende l’ad. “Le gare rappresentano una significativa occasione per superare la frammentazione che ha storicamente frenato lo sviluppo del settore. Ogni concessione aggiudicata è un passo verso un’infrastruttura più resiliente e integrata in un sistema più ampio”. Italgas vede la possibilità di aggiudicarsi oltre 100 gare in arco piano, accrescendo così la propria quota di mercato. “Il Nord Ovest è l’area con il maggior numero di bandi, ma la vera novità è che tutta l’Italia si sta muovendo, anche al Centro e al Sud”, aggiunge Pier Lorenzo Dell’Orco, amministratore delegato di Italgas Reti. L’accelerazione recente, precisa il manager, “non elimina la necessità di fondo di semplificare il meccanismo delle gare e ridurre il numero di Atem”.
Mezzo miliardo per le M&A nel gas
Tornando al piano, il gruppo riserva mezzo miliardo alle possibili fusioni e acquisizioni da effettuare nel settore della distribuzione gas – in Italia e all’estero, a patto che le operazioni rispettino i “criteri stringenti” stabiliti dai manager – e assegna un miliardo per lo sviluppo e l’estensione della rete in Grecia, dove è monopolista attraverso la controllata Enaon.
“Le opportunità ci sono, il vero tema è se c’è qualcuno che vuole vendere o portare a bordo un partner industriale. Noi – precisa Gallo – non siamo interessati ad avere un ruolo solo finanziario”.
Italgas punta anche sull’acqua
Nel piano non manca un riferimento al settore idrico e dell’efficienza energetica, per cui Italgas stanzia 800 milioni di euro. “I nostri investimenti nella digitalizzazione delle reti e nella riduzione delle perdite hanno già iniziato a dare risultati concreti”, ricapitola l’ad. “Il nuovo piano permetterà di dimezzare le perdite idriche, favorire un maggiore riutilizzo delle acque, rafforzare ulteriormente i livelli di qualità del servizio”.
L’IA accelera le sinergie
Gli sforzi messi in campo dovrebbero permettere a Italgas di accelerare sulle sinergie di costo e altre efficienze, riviste da 250 a 280 milioni nell’arco piano. L’aumento è spiegato dalla maggiore produttività attesa grazie all’intelligenza artificiale e a sistemi di IA agentica, stimata in 100 milioni (contro i 70 previsti a ottobre). Basti pensare che più di un quarto degli investimenti del piano sono dedicati alla digitalizzazione delle reti gas e all’IA.
A queste, si aggiungono circa 120 milioni di maggiori ricavi attesi al 2032, connessi al programmi di digitalizzazione degli asset dell’ex 2i Rete Gas.
Confermati gli obiettivi finanziari
Dal punto di vista finanziario, il gruppo prevede di raggiungere circa quattro miliardi di ricavi totali e circa 3,3 miliardi di margine operativo lordo a fine piano, con un valore consolidato delle attività regolate, la Rab, pari a 21,7 miliardi, in crescita rispetto agli obiettivi fissati nel piano 2025-2031.
Per l’utile per azione rettificato, invece, è prevista una crescita di oltre il 9% annuo, in linea con l’analogo dato del piano precedente. Confermata l’aspettativa di superare il miliardo di utile netto rettificato nel 2029, nonché la guidance per il 2026 e la politica dei dividendi.
Titolo in calo, focus sull’utile atteso
In Borsa, il titolo perde terreno, come il resto del listino milanese. Gli analisti lodano gli obiettivi di investimenti e margini superiori alle attese, anche se, come precisa Intermonte, “il miglioramento deriva esclusivamente dal maggiore contributo delle aste gas e delle operazioni di fusioni e acquisizioni”. La conferma dei target di utile netto e utile per azione, invece, “potrebbe essere accolto con una lieve delusione dal mercato”.