✕

Mps prende tempo sulle offerte, contatti per l’alternativa a Intesa

Il cda di Siena all’unanimità va avanti con la fusione con Mediobanca. Il 16 luglio nuovo confronto
1 minuti di lettura

Milano – Il cda del Monte dei Paschi di Siena prende tempo sull’offerta arrivata da Intesa Sanpaolo e sulla lettera per una fusione alla pari ricevuta da Banco Bpm. «Procedono con il supporto degli advisor le attività di analisi e valutazione preliminare della proposta di potenziale operazione di aggregazione da parte di Banco Bpm e dell’Opas notificata da Intesa Sanpaolo ai sensi dell’art.102 Tuf», è scritto in fondo al comunicato emesso dopo il cda Mps di ieri.

L’ad Luigi Lovaglio, come previsto, vuole sfruttare tutto il tempo a disposizione per studiare a fondo la situazione, considerando che quella del Banco è solo una lettera mentre per l’Opas di Intesa l’assemblea per l’aumento di capitale al servizio dell’operazione è stata prevista in settembre. L’idea che trapela è che quella di Intesa è a tutti gli effetti un’offerta finanziaria concreta del valore di oltre 30 miliardi, ma dal punto di vista industriale il management considera la fusione Mps -Banco Bpm molto più valida perch…

Milano – Il cda del Monte dei Paschi di Siena prende tempo sull’offerta arrivata da Intesa Sanpaolo e sulla lettera per una fusione alla pari ricevuta da Banco Bpm. «Procedono con il supporto degli advisor le attività di analisi e valutazione preliminare della proposta di potenziale operazione di aggregazione da parte di Banco Bpm e dell’Opas notificata da Intesa Sanpaolo ai sensi dell’art.102 Tuf», è scritto in fondo al comunicato emesso dopo il cda Mps di ieri.

L’ad Luigi Lovaglio, come previsto, vuole sfruttare tutto il tempo a disposizione per studiare a fondo la situazione, considerando che quella del Banco è solo una lettera mentre per l’Opas di Intesa l’assemblea per l’aumento di capitale al servizio dell’operazione è stata prevista in settembre. L’idea che trapela è che quella di Intesa è a tutti gli effetti un’offerta finanziaria concreta del valore di oltre 30 miliardi, ma dal punto di vista industriale il management considera la fusione Mps -Banco Bpm molto più valida perché non spezzetta il parco filiali del Monte e può servire molto meglio le imprese, soprattutto le pmi. Dunque Lovaglio e Giuseppe Castagna, insieme ai loro advisor, cercheranno nelle prossime settimane di costruire un’alternativa a Intesa che sia valida anche sotto il profilo finanziario e in grado di concorrere con l’offerta lanciata da Carlo Messina. Una strada non facile ma che i due banchieri di Siena e Milano vogliono provare a percorrere.

Nel frattempo il cda di Mps ha votato all’unanimità i prossimi passi nella direzione di una fusione tra Mps e Mediobanca, al centro del piano originario di Lovaglio formalizzato dal cda Mps prima che arrivassero l’Opas di Intesa e la lettera di Banco Bpm.

I passaggi tecnici sono pensati per far confluire le attività di Mediobanca Premier sotto Widiba, in modo da formare un polo di promotori finanziari volto alla raccolta e alla gestione del risparmio della clientela media. E di convogliare dentro l’attuale scatola di Mediobanca Premier, che già possiede una licenza bancaria, le attività di corporate e investment banking e private banking di fascia alta, insieme alla preziosa partecipazione del 13,2% in Generali. La società verrà poi ridenominata Mediobanca spa.

Per rendere effettiva la fusione si andrà comunque dopo l’estate, probabilmente in autunno, ma a quel punto sarà più chiaro quale sarà il destino finale di Mps, se nella pancia di Intesa o in qualche altro gruppo. Il prossimo cda del Monte che dovrebbe discutere delle operazioni sul tavolo è stato fissato per il 16 luglio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi i commenti