Al Thani, l’emiro “che comprò Londra” ora si prende Villa Certosa
dal nostro inviato Francesco ManacordaHamad bin Jassim bin Jaber al-Thani
ABU DHABI – Dalla villa del potere italiano alla dinastia del gas qatariota. Villa Certosa passa dai Berlusconi a una delle più estese geografie patrimoniali del capitalismo globale: quella della famiglia Al Thani che governa il Qatar da oltre un secolo e mezzo e che negli ultimi vent’anni ha trasformato la rendita del gas in hotel, moda, infrastrutture, ospedali, grattacieli, banche e pezzi di città europee.
La lunga dinastia Al Thani: chi è che compra?
Il punto, però, è capire quale Qatar compra. Non necessariamente lo Stato, e neppure il fondo sovrano Qatar Investment Authority, che gestisce centinaia di miliardi di dollari. Nel caso di Villa Certosa il nome emerso è quello di Constellation Hotels Holding Ltd SCA, società lussemburghese registra…
ABU DHABI – Dalla villa del potere italiano alla dinastia del gas qatariota. Villa Certosa passa dai Berlusconi a una delle più estese geografie patrimoniali del capitalismo globale: quella della famiglia Al Thani che governa il Qatar da oltre un secolo e mezzo e che negli ultimi vent’anni ha trasformato la rendita del gas in hotel, moda, infrastrutture, ospedali, grattacieli, banche e pezzi di città europee.
La lunga dinastia Al Thani: chi è che compra?
Il punto, però, è capire quale Qatar compra. Non necessariamente lo Stato, e neppure il fondo sovrano Qatar Investment Authority, che gestisce centinaia di miliardi di dollari. Nel caso di Villa Certosa il nome emerso è quello di Constellation Hotels Holding Ltd SCA, società lussemburghese registrata nel 2012, già descritta dalla Commissione europea come il principale veicolo di investimento alberghiero e immobiliare di un gruppo familiare qatariota. Documenti societari britannici collegano la galassia Constellation a Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, ex premier e ministro degli Esteri del Qatar, l’uomo che per anni nella City è stato chiamato “l’uomo che comprò Londra”, da Harrods allo Shard. E non solo Londra, evidentemente.
Ville, immobili, aziende: gli affari in Italia
La famiglia Al Thani è una dinastia larga, ramificata, composta da migliaia di membri, nella quale potere politico, rendita energetica e patrimoni privati si intrecciano ma non coincidono sempre. In mezzo si muove una rete di fondi sovrani, holding, società veicolo e partecipazioni. In Italia questa geografia è già visibile. Attraverso Smeralda Holding, riconducibile al suo fondo sovrano, il Qatar controlla una parte essenziale della Costa Smeralda: Cala di Volpe, Romazzino, Pitrizza, Cervo, Marina di Porto Cervo, cantiere navale, Pevero Golf Club, ristoranti, negozi e terreni. Nella moda, attraverso Mayhoola, veicolo vicino alla famiglia reale, sono passati Valentino, acquistato nel 2012 e oggi partecipato anche da Kering, e Pal Zileri. Nel portafoglio qatariota italiano sono stati indicati negli anni anche interessi infrastrutturali come l’aeroporto di Bologna.
C’è poi la mappa degli immobili trofeo. Nelle varie declinazioni sono stati associati al Qatar alcuni degli alberghi più noti d’Italia: l’Excelsior di via Veneto e il Grand Hotel Palace a Roma, il Gallia a Milano, il St. Regis e il Westin Excelsior a Firenze, il Gritti Palace a Venezia.
Il patrimonio della famiglia al potere in Qatar
Il capostipite del Qatar moderno è Jassim bin Mohammed Al Thani, considerato il fondatore dello Stato alla fine dell’Ottocento. Da lui discende la casa regnante che ancora oggi controlla l’emirato. L’attuale sovrano è Tamim bin Hamad Al Thani, salito al trono nel 2013 dopo l’abdicazione del padre Hamad bin Khalifa Al Thani, l’emiro che ha trasformato il Qatar da penisola periferica del Golfo in una potenza energetica, diplomatica e finanziaria. Accanto a lui, per oltre un decennio, c’era Hamad bin Jassim, detto HBJ: capo del governo, ministro degli Esteri, negoziatore, investitore, volto operativo della proiezione internazionale qatariota.
Stimare la ricchezza degli Al Thani è quasi impossibile. Il fondo sovrano del Qatar ha asset valutati nell’ordine di oltre 500 miliardi di dollari, ma non è il patrimonio personale della famiglia. Forbes attribuisce a HBJ una fortuna personale di alcuni miliardi, mentre altre stime assegnano alla famiglia regnante, nel suo complesso, patrimoni molto più elevati, difficili da verificare perché dispersi tra beni pubblici, veicoli privati, immobili, quote societarie e partecipazioni indirette. E adesso anche l’icona del berlusconismo che fu.