MILANO – In casa Benetton le regole che governano i tempi e i modi di un’eventuale uscita dei soci sono chiare, condivise e scritte in modo da non pregiudicare la continuità industriale impostata dal nuovo corso, con Alessandro Benetton presidente esecutivo e Enrico Laghi ad.
Il ramo di Evoluzione verso l’uscita a ottobre
E così mentre uno dei quattro rami della dynasty veneta, ovvero quello che fa capo alla secondogenita Giuliana Benetton - entro ottobre potrebbe esercitare il suo diritto ad uscire, gli altri tre confermano invece il loro impegno perpetuo ad andare avanti. A quanto si apprende da fonti finanziare, la decisione di Evoluzione - così si chiama la holding di Giuliana e dei suoi quattro figli - non è infatti collegata con la strategia e risultati di Edizione, ma piuttosto dalla volontà dei quattro fratelli di iniziare a intraprendere un proprio percorso personale.
MILANO – In casa Benetton le regole che governano i tempi e i modi di un’eventuale uscita dei soci sono chiare, condivise e scritte in modo da non pregiudicare la continuità industriale impostata dal nuovo corso, con Alessandro Benetton presidente esecutivo e Enrico Laghi ad.
Il ramo di Evoluzione verso l’uscita a ottobre
E così mentre uno dei quattro rami della dynasty veneta, ovvero quello che fa capo alla secondogenita Giuliana Benetton - entro ottobre potrebbe esercitare il suo diritto ad uscire, gli altri tre confermano invece il loro impegno perpetuo ad andare avanti. A quanto si apprende da fonti finanziare, la decisione di Evoluzione - così si chiama la holding di Giuliana e dei suoi quattro figli - non è infatti collegata con la strategia e risultati di Edizione, ma piuttosto dalla volontà dei quattro fratelli di iniziare a intraprendere un proprio percorso personale.
Per questo motivo Edizione ha previsto un percorso già definito nel 2022: in caso di rinuncia di uno dei soci, gli asset finanziari (il 9,9% di Cellnex, il 4,8% di Generali, l’1,45% di Mps) vengono distribuiti in parti uguali - fatte salve diverse valutazioni di Edizione - mentrele attività strategiche, ovvero Mundys (57%), Avolta (22%), le attività agricole di Maccarese e Benetton Group, non solo non vengono intaccate, ma conservano anche i piani degli investimenti già previsti.
Nel cda di Edizione si dimetterà Carlo Bertagnin
Stesso discorso per la governance, dove infatti la famiglia Benetton partecipa solo nelle aziende strategiche. Pertanto Edizione ha di fronte a sé due scelte: o sostituire, con la nomina di un consigliere indipendente, Carlo Bertagnin Benetton (figlio di Giuliana)dal consiglio di Edizione (che oggi consta di 9 membri di cui 4 esponenti della famiglia, dell’ad Laghi e di 4consiglieri indipendenti) o ridurre il numero dei consiglieri da nove a otto.
Per quanto riguarda i valori della scissione la famiglia, che sta intraprendendo un dialogo sereno e collaborativo, sarebbe orientata ad applicare quelli dell’ultimo bilancio disponibile, approvato a unanimità dai quattro rami, prima di ipotizzare un’eventuale scissione, ovvero quello 2025.
Un quarto della holding vale 3,5 miliardi
A fine dicembre il patrimonio netto di Edizione valeva circa 14 miliardi di euro (dai 13,2 miliardi di fine 2024) con un controvalore per il 25% in mano al ramo di Giuliana di circa 3,5 miliardi. Poco meno della metà sarebbe pagato in azioni (ovvero l’1,99% delle torri, l’1,2% delle assicurazioni di Trieste e 0,31% dell’istituto di Rocca Salimbeni), il resto - circa 2 miliardi di euro - in contanti.
Edizione ha riserve e patrimonio a sufficienza, e asset non strategici da eventualmente valorizzare per finanziare questa operazione. Tra questi c’è circa un miliardo di immobili, per non parlare del fatto che con i dividendi incassati dalle partecipazioni relative al bilancio 2025, l’indebitamento è stato praticamente azzerato.
Per Edizione dunque ricomprarsi un quarto del suo capitale sembra un’operazione sostenibile, anche considerando il fatto che se venisse esercitata l’opzione a ottobre, comunque richiederebbe alcuni mesi per essere completata, ovvero verso marzo 2027, quando dalle attività strategiche e finanziarie potrebbero arrivare altri 650-700 milioni di dividendi.
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