✕

Donnarumma si dimette. Le opposizioni: deve lasciare Salvini. Forza Italia: ora svolta in Fs

Stefano Antonio Donnarumma con Matteo Salvini 

Ascolta l'audio

Bonelli (Avs): resta al suo posto il terminator dei trasporti. Barbagallo (Pd): il governo manca di visione strategica. Più Europa: colpe scaricate su un manager di valore. I forzisti invocano un cambio di passo nelle ferrovie
2 minuti di lettura

ROMA – Si dimette Stefano Antonio Donnarumma (da amministratore delegato di Ferrovie) quando a lasciare dovrebbero essere Matteo Salvini. Così le opposizioni sul terremoto al vertice del Gruppo Fs.

Ecco Antonio Misiani e Andrea Casu dal Pd: “Fallimento nei trasporti di Meloni e Salvini, ultimo atto. In attesa di sapere quanto costeranno agli italiani le dimissioni di Donnarumma, pendolari, lavoratori e cittadini pagano ogni giorno il conto delle scelte politiche sbagliate del governo. Le dimissioni che servirebbero davvero sono quelle del peggior ministro dei Trasporti della storia della Repubblica”.

“Insiste sul Ponte”

Sulla stessa linea è Angelo Bonelli (di Alleanza Verdi e Sinistra): “Matteo Salvini ottiene le dimissioni di Donnarumma, ma non se ne va lui, il terminator dei trasporti italiani. Sotto la sua gestione, l'Italia è diventata il Paese dei treni in ritardo, dei guasti continui, dei pendolari abbandonati e dell'alta velocità trasformata in un'odissea quotidiana”.

E anco…

ROMA – Si dimette Stefano Antonio Donnarumma (da amministratore delegato di Ferrovie) quando a lasciare dovrebbero essere Matteo Salvini. Così le opposizioni sul terremoto al vertice del Gruppo Fs.

Ecco Antonio Misiani e Andrea Casu dal Pd: “Fallimento nei trasporti di Meloni e Salvini, ultimo atto. In attesa di sapere quanto costeranno agli italiani le dimissioni di Donnarumma, pendolari, lavoratori e cittadini pagano ogni giorno il conto delle scelte politiche sbagliate del governo. Le dimissioni che servirebbero davvero sono quelle del peggior ministro dei Trasporti della storia della Repubblica”.

“Insiste sul Ponte”

Sulla stessa linea è Angelo Bonelli (di Alleanza Verdi e Sinistra): “Matteo Salvini ottiene le dimissioni di Donnarumma, ma non se ne va lui, il terminator dei trasporti italiani. Sotto la sua gestione, l'Italia è diventata il Paese dei treni in ritardo, dei guasti continui, dei pendolari abbandonati e dell'alta velocità trasformata in un'odissea quotidiana”.

E ancora: “Invece di occuparsi della rete ferroviaria, che accumula disservizi e ritardi record, continua a insistere sul progetto del Ponte sullo Stretto”, opera inutile e forse dannosa. Sottoscrive la valutazione sul ministro leghista Davide Faraone, vice presidente di Italia Viva.

Intanto Anthony Barbagallo, di nuovo dal Pd, chiama in causa la premier Giorgia Meloni: "Il governo aveva presentato la nomina di Donnarumma come una svolta capace di rilanciare il sistema ferroviario nazionale. I risultati, però, sono sotto gli occhi di tutti: una rete sempre più fragile, continui problemi infrastrutturali, ritardi che penalizzano pendolari e viaggiatori, investimenti che procedono a rilento e una gestione che non è riuscita a garantire efficienza e affidabilità”.

Il deputato aggiunge che l’addio del numero uno di Ferrovie “si inserisce in un quadro di profonda incertezza e confermano l'assenza di una visione industriale e strategica da parte dell'esecutivo”.

Il nodo Strisciuglio

Matteo Hallissey, presidente di Più Europa e Radicali Italiani, difende Donnarumma: “Salvini, invece di prendersi le proprie responsabilità, scarica su un manager di grande esperienza e competenza i propri fallimenti politici e comunicativi”.

“Ancora più preoccupante sarebbe la sostituzione di Donnarumma con Gianpiero Strisciuglio, uomo di fiducia di Salvini, la cui nomina ad amministratore di Trenitalia l'anno scorso è già costata al governo una lettera della Commissione Europea, che chiedeva spiegazioni per il passaggio di poltrona da ad di RFI a quello di Trenitalia, quando i due organismi dovrebbero essere indipendenti per le normative Ue”.

Dalla maggioranza, la deputata Erica Mazzetti (Forza Italia) cerca di dare un senso al siluramento dell’ad di Ferrovie: "È fondamentale un cambio di passo nella gestione dell'infrastruttura ferroviaria nazionale, anche alla luce dei cospicui investimenti per l'ammodernamento, possibili grazie ai fondi Pnrr e all'affidabilità del governo in Europa”.

“Sicuramente, dobbiamo ringraziare Donnarumma che su alcuni aspetti ha saputo incidere, ora è tempo di concretizzare una vera e propria svolta nella gestione e nell'ammodernamento complessivo della rete, con progettazione e tecnologie avanzate”.

Leggi i commenti