Fs, Salvini scarica Donnarumma: “Dimissioni concordate”. Strisciuglio verso la successione
di Giuseppe Colombo , Aldo FontanarosaROMA – Stefano Antonio Donnarumma lascerà – con un anticipo di quasi un anno – la carica di amministratore delegato del Gruppo Fs. Fonti del ministero dei Trasporti confermano l’anticipazione di Repubblica. Il successore di Donnarumma sarà una figura interna.
Al posto di Donnarumma, verrebbe nominato ad del Gruppo Fs Gianpiero Strisciuglio, oggi a capo di Trenitalia. Donnarumma resterebbe in carica solo per il tempo utile a chiudere alcuni dossier urgenti. Le sue dimissioni arriverebbero nell’assemblea dei soci del 23 luglio. Il percorso è stato concordato tra Donnarumma e il ministro Matteo Salvini, in un incontro di questa mattina alle 9,30.
Donnarumma ha convocato per le 13,30 di oggi una video conferenza con tutta la prima linea del Gruppo Fs. Alla video conferenza, che cade in un momento di massima instabilità per le Ferrovie dello Stato, parteciperanno i 15 manager di punta (da Isi allo stesso Strisciuglio).
Le te…
ROMA – Stefano Antonio Donnarumma lascerà – con un anticipo di quasi un anno – la carica di amministratore delegato del Gruppo Fs. Fonti del ministero dei Trasporti confermano l’anticipazione di Repubblica. Il successore di Donnarumma sarà una figura interna.
Al posto di Donnarumma, verrebbe nominato ad del Gruppo Fs Gianpiero Strisciuglio, oggi a capo di Trenitalia. Donnarumma resterebbe in carica solo per il tempo utile a chiudere alcuni dossier urgenti. Le sue dimissioni arriverebbero nell’assemblea dei soci del 23 luglio. Il percorso è stato concordato tra Donnarumma e il ministro Matteo Salvini, in un incontro di questa mattina alle 9,30.
Donnarumma ha convocato per le 13,30 di oggi una video conferenza con tutta la prima linea del Gruppo Fs. Alla video conferenza, che cade in un momento di massima instabilità per le Ferrovie dello Stato, parteciperanno i 15 manager di punta (da Isi allo stesso Strisciuglio).
Le tensioni in Cda
La posizione di Donnarumma si è molto indebolita nelle ultime settimane. Il consiglio di amministrazione delle Fs – che era nato con 7 membri, tra cui lui stesso – viaggia adesso a cinque “pistoni” dopo le dimissioni di Caterina Belletti (approdata alla presidenza di Fs International) e soprattutto di Tiziana De Luca, consigliera in quota al ministero dell’Economia.
In questo clima, due top manager del gruppo sono in uscita. Il direttore finanziario Fabio Paris, dimissionario, è diretto verso Open Fiber. Il responsabile delle Risorse Umane delle Fs (Gian Luca Orefice) può accasarsi in un gigante del settore della difesa.
Da mesi, Salvini è bersaglio degli attacchi delle opposizioni che gli imputano disservizi e ritardi nei collegamenti ferroviari. Sia il ministro sia Donnarumma hanno fatto fronte comune, rivendicando al contrario un progresso nella puntualità dei treni veloci. Ora però l’asse tra Salvini e il manager sembra incrinata in modo irrimediabile.
Dal Pd si fanno sentire subito Antonio Misiani e Andrea Casu: “Fallimento nei trasporti di Meloni e Salvini ultimo atto. In attesa di sapere quanto costeranno agli italiani le dimissioni di Donnarumma, pendolari, lavoratori e cittadini continuano a pagare ogni giorno il conto dei ritardi e delle scelte politiche sbagliate del governo. Le dimissioni che servirebbero davvero sono quelle del peggior ministro dei trasporti della storia della Repubblica”.
Anche Italia Viva attacca Salvini. "L'unico che dovrebbe dimettersi è Matteo Salvini. Con la nostra campagna, 'quando c'era lei i treni arrivavano in ritardo’, abbiamo smascherato la gestione fallimentare del ministro e di Giorgia Meloni, costringendoli a dire la verità”, dice la senatrice Raffaella Paita.
Le scelte strategiche
Al di là dei cantieri e dei disagi, influenti ambienti della maggioranza non hanno condiviso le scelte strategiche di Donnarumma. Non sono piaciute a tutti le acquisizioni delle società Firema e Pizzarotti (ramo ferroviario).
Non ha convinto la pur prestigiosa alleanza con il fondo statunitense Certares, immaginata per portare il Frecciarossa sotto il Canale della Manica.
L’ad uscente Donnarumma ha anche ipotizzato un’operazione sulla linea dei binari ad alta velocità. Questo bene strategico sarebbe stato conferito a una nuova società. La società, controllata da Fs, avrebbe aperto il capitale a grandi investitori internazionali, interessati a puntare su una infrastruttura certo strategica.
Il nodo dei finanziamenti
Nei piani di Donnarumma, la mossa avrebbe garantito nuove iniezioni di capitale, a suo parere indispensabili per il futuro delle Fs, una volta esaurita la spinta propulsiva dei fondi Pnrr. Ma anche questo progetto è finito su un binario morto, per la sotterranea ostilità della maggioranza.
Forse il centrodestra teme che gli investitori avrebbero presto preteso un aumento dei pedaggi che le società ferroviarie (Trenitalia, Italo, nel 2027 anche i francesi di Sncf) devono pagare per usare le linee veloci.
Un simile aumento avrebbe potuto innescare una lievitazione dei prezzi per i convogli dell’alta velocità, a carico delle viaggiatrici e dei viaggiatori comuni. A questo scenario di crescita importante dei prezzi, politicamente impopolare, Donnarumma non credeva.
Il bilancio in utile
Fonti del ministero dei Trasporti riconoscono al manager in uscita l’onore delle armi. Salvini apprezza i risultati che Fs raggiunge sul Pnrr, avendo investito quasi 25 miliardi di euro. A dispetto dei 1.300 cantieri aperti lungo la rete, la puntualità è migliorata.
A giugno 2026 è cresciuta del 7% rispetto allo stesso mese del 2025. Positivo anche il ritorno all’utile, per 30 milioni nell’ultimo bilancio.