MILANO – Pirelli torna a trazione italiana. Dopo oltre quattro anni di braccio di ferro sulla governance – compreso l’intervento del golden power e il doppio ricorso cinese – l’assemblea del gruppo della Bicocca ha visto prevalere la lista presentata dalla Mtp Camfin di Marco Tronchetti Provera, segnando il ritorno del manager alla presidenza dopo 11 anni.
Il nuovo cda della Bicocca
Nel nuovo cda, che resterà in carica per il triennio 2026-28, 12 nomi su 15 sono tratti dalla lista di maggioranza ed espressione del socio italiano (secondo nel capitale, con il 26,5% ma intenzionato a salire fino al 29,9%): accanto al candidato alla presidenza, compaiono Andrea Casaluci, proiettato alla riconferma come ad, Giovanni Tronchetti Provera, già in cda tra il 2017 e…
MILANO – Pirelli torna a trazione italiana. Dopo oltre quattro anni di braccio di ferro sulla governance – compreso l’intervento del golden power e il doppio ricorso cinese – l’assemblea del gruppo della Bicocca ha visto prevalere la lista presentata dalla Mtp Camfin di Marco Tronchetti Provera, segnando il ritorno del manager alla presidenza dopo 11 anni.
Il nuovo cda della Bicocca
Nel nuovo cda, che resterà in carica per il triennio 2026-28, 12 nomi su 15 sono tratti dalla lista di maggioranza ed espressione del socio italiano (secondo nel capitale, con il 26,5% ma intenzionato a salire fino al 29,9%): accanto al candidato alla presidenza, compaiono Andrea Casaluci, proiettato alla riconferma come ad, Giovanni Tronchetti Provera, già in cda tra il 2017 e il 2023, gli indipendenti Michele Carpinelli, Luca Rovati, Alessia Carnevale, Claudia Parzani, Veronica Squinzi, Michela Zeme e tre nomi indicati dal comitato dei gestori, ovvero Roberto Diacetti, Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini e Costanza Esclapon de Villeneuve. Secondo fonti di mercato, gli investitori istituzionali avrebbero apprezzato l’inserimento dei nominativi nella lista di maggioranza, che in assise ha guadagnato il consenso di circa il 58,07% del capitale presente, a sua volta pari all’81,44% degli aventi diritto di voto.
Il restante 41,9% ha scelto la lista “corta” presentata da Marco Polo International Italy, controllata dal colosso industriale del governo di Pechino, Sinochem. Sebbene i cinesi siano i primi azionisti con il 34,1%, hanno potuto indicare solo tre nominativi per il consiglio e nessuno per ruoli esecutivi, come previsto dalle restrizioni del golden power. Esce così di scena il presidente Jiao Jian, mentre viene confermato l’amministratore Zhang Haitao ed entrano in cda i due indipendenti, Xi Xiaohong e Wang Kun.
Il nodo delle Cyber Tire
L’intervento di Palazzo Chigi e la progressiva riduzione dell’influenza di Sinochem sulla governance di Pirelli hanno di fatto sbloccato la delicata partita sulla vendita negli Stati Uniti degli pneumatici Cyber Tire, le gomme con i chip ad alto valore aggiunto colpite dal bando sulle tecnologie cinesi per le auto connesse. A inizio anno, infatti, era tramontato il piano proposto dal primo socio - e non gradito a Tronchetti - di scorporare le attività a stelle e strisce per eludere il blocco, seguendo la strada tracciata da TikTok.
Pochi mesi dopo, la mossa del governo italiano ha sciolto il nodo, non senza scatenare una reazione da parte di China National Tire and Rubber Corporation (Cnrc) e Marco Polo International Italy, che hanno presentato due ricorsi identici ma distinti al Tar del Lazio, chiedendo l’annullamento del decreto. La giustizia amministrativa farà il suo corso, ma nel frattempo il nuovo cda è stato eletto.
Sinochem vota (ancora) contro il bilancio
Tornando all’assise, i soci hanno approvato anche tutti gli altri punti all’ordine del giorno, compreso il bilancio 2025 che però – come già in passato – ha ottenuto il voto contrario di Sinochem. Il nuovo consiglio, invece, si riunirà per la prima volta il 30 giugno per nominare i comitati e le due cariche apicali.