MILANO – Telecom Italia fa causa a Fibercop, la società della rete fissa che ha scorporato nel luglio del 2024. Il motivo è scongiurare, grazie al ricorso ex articolo 700 del codice civile presso il Tribunale di Milano, gli annunciati aumenti di prezzo dell’infrastruttura guidata da Massimo Sarmi che potrebbero entrare in vigore a settembre. La proposta degli aumenti è al momento al vaglio dell’Agcom. Secondo Fibercop si tratta di aggiornare i prezzi all’aumento dei costi e dell’inflazione, un incremento comunque «amichevole» confermando le tariffe all’ingrosso più basse in Europa per questo tipo di infrastruttura. La nuova proposta al vaglio dell’Agcom arriva adesso, per settembre, dato che Fibercop nel frattempo è stato riconosciuto come operatore wholesale only - come la rivale Open Fiber - e quindi non essendo verticalmente integrato segue un altro percorso. Il gruppo guidato da Pietro Labriola difende invece il contratto di servizio (Msa) dove erano stati stabiliti prezzi precisi…
MILANO – Telecom Italia fa causa a Fibercop, la società della rete fissa che ha scorporato nel luglio del 2024. Il motivo è scongiurare, grazie al ricorso ex articolo 700 del codice civile presso il Tribunale di Milano, gli annunciati aumenti di prezzo dell’infrastruttura guidata da Massimo Sarmi che potrebbero entrare in vigore a settembre. La proposta degli aumenti è al momento al vaglio dell’Agcom. Secondo Fibercop si tratta di aggiornare i prezzi all’aumento dei costi e dell’inflazione, un incremento comunque «amichevole» confermando le tariffe all’ingrosso più basse in Europa per questo tipo di infrastruttura. La nuova proposta al vaglio dell’Agcom arriva adesso, per settembre, dato che Fibercop nel frattempo è stato riconosciuto come operatore wholesale only - come la rivale Open Fiber - e quindi non essendo verticalmente integrato segue un altro percorso. Il gruppo guidato da Pietro Labriola difende invece il contratto di servizio (Msa) dove erano stati stabiliti prezzi precisi e sconti a volumi (replicabili anche verso gli operatori).
Tuttavia se l’Agcom concederà tutti o alcuni degli aumenti richiesti da Fibercop, anche Tim a quel punto dovrà alzare le mani, perché l’Msa prevede che dove vi siano tariffe regolate, vadano applicate quelle. Il fatto è che se gli operatori tlc italiani soffrono per la concorrenza, anche quelli di rete non se la passano benissimo: devono fare ingenti investimenti - resi più cari da energia, materie prime e inflazione - in un Paese che stenta a pagare un premio per un’infrastruttura digitale in fibra, e che spesso ricorre ad altre tecnologie meno performanti come il mobile o l’fwa. L’udienza del tribunale di Milano è attesa a inizio luglio, ma sarà l’Agcom ad avere l’ultima parola.