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Donnarumma lascia Fs. Casu (Pd): “Doveva dimettersi Salvini, è suo il vero fallimento”

Andrea Casu, deputato del Pd 

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Il deputato, vice presidente della Commissione Trasporti: “Cacciare l’ad è un’operazione di distrazione di massa. Per i pendolari non cambia nulla”
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ROMA – «Quello che deve dimettersi è Salvini, il peggior ministro delle infrastrutture della storia della Repubblica».

Per Andrea Casu, vicepresidente in quota Pd della commissione Trasporti della Camera, la sostituzione dell’ad di Fsè «un’operazione di distrazione di massa».

Perché?

«La scelta di cacciare Donnarumma certifica solo il totale fallimento di Meloni e Salvini. Per i cittadini e i lavoratori che ogni giorno pagano il conto dei ritardi e degli errori del governo non cambierà nulla».

Il governo rilancia: ora parte la fase 2 delle Ferrovie.

«Se tutto quello che abbiamo visto e subito negli ultimi quattro anni ha rappresentato la fase 1, non oso pensare dove ci vogliano portare con la fase 2».

Il ministro parla del progetto del Ponte sullo Stretto che non si realizzerà mai invece di occuparsi di Ponte al Pino, il cavalcavia ferroviario che a luglio taglierà in due l’Italia

Perché è così scettico?

«Non è scetticismo, è la consapevolezza della propaganda di Salvini che parla …

ROMA – «Quello che deve dimettersi è Salvini, il peggior ministro delle infrastrutture della storia della Repubblica».

Per Andrea Casu, vicepresidente in quota Pd della commissione Trasporti della Camera, la sostituzione dell’ad di Fsè «un’operazione di distrazione di massa».

Perché?

«La scelta di cacciare Donnarumma certifica solo il totale fallimento di Meloni e Salvini. Per i cittadini e i lavoratori che ogni giorno pagano il conto dei ritardi e degli errori del governo non cambierà nulla».

Il governo rilancia: ora parte la fase 2 delle Ferrovie.

«Se tutto quello che abbiamo visto e subito negli ultimi quattro anni ha rappresentato la fase 1, non oso pensare dove ci vogliano portare con la fase 2».

Il ministro parla del progetto del Ponte sullo Stretto che non si realizzerà mai invece di occuparsi di Ponte al Pino, il cavalcavia ferroviario che a luglio taglierà in due l’Italia

Perché è così scettico?

«Non è scetticismo, è la consapevolezza della propaganda di Salvini che parla del progetto del Ponte sullo Stretto che non si realizzerà mai invece di occuparsi di Ponte al Pino, il cavalcavia ferroviario che a luglio taglierà in due l’Italia per i lavori da ultimare in gran fretta».

Salvini sostiene che i disagi sono inevitabili perché ci sono i cantieri del Pnrr da chiudere. Condivide l’analisi?

«Non vogliamo fermare i cantieri e non abbiamo contestato il fatto che ci possano essere guasti o interruzioni, ma il totale caos informativo e la mancanza di assistenza e di servizi alternativi adeguati è inaccettabile. E poi c’è un tema di costi».

Cioè?

«Abbiamo sentito annunciare una riduzione dei convogli del 50%, ma perché non viene ridotto del 50% anche il prezzo dei biglietti di chi dovrà affrontare tempi biblici per attraversare il Paese? Serve coerenza, non annunci a caso».

Il leader leghista non riesce a conteggiare i ritardi, possiamo prestargli la nostra calcolatrice

Sempre il ministro dei Trasporti ha presentato dati che parlano di un aumento della puntualità dei treni dell’Alta velocità.

«Salvini si nasconde dietro le percentuali. Se non riesce a conteggiare i ritardi possiamo prestargli la nostra calcolatrice. Noi i conti li abbiamo fatti e dicono cose ben diverse dalle bugie del ministro».

Cosa?

«Da gennaio a metà giugno, togliendo i giorni di sciopero, la somma dei ritardi comunicati per singolo treno dal gruppo Fs supera i 3,8 milioni di minuti. Parliamo di sette anni e mezzo di vita rubata a pendolari, studenti e lavoratori».

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