Patrone (Bers): “500 milioni per l’Ucraina, Kiev può essere un grande mercato”
di Rosaria AmatoROMA – «Maggiore ottimismo» per l’Ucraina alla conferenza di Danzica: ne parla con Repubblica Matteo Patrone, vicepresidente settore Banking della Bers, la banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. «La conferenza è andata molto bene: allo sforzo dei leader nel ribadire il sostegno incondizionato all’Ucraina si è aggiunta la conferma del processo di integrazione europea, con l’apertura dei primi capitoli di negoziazione».
L’Ucraina più vicina all’Europa convince di più anche gli investitori impegnati nella ricostruzione?
«Certo, intanto perché l’apertura del processo dà impulso all’agenda delle riforme, un fattore molto positivo per far crescere il potenziale di investimento nel Paese, rendendone più solida la governance. Riprendo poi quanto ha detto la presidente von der Leyen; chi intende investire in Ucraina ora non sta puntando più solo su un Paese con un’economia che vale 200 miliardi di euro, ma, in prospettiva, su un mercato che vale 20 trilioni di euro».
Cosa è emerso d…
ROMA – «Maggiore ottimismo» per l’Ucraina alla conferenza di Danzica: ne parla con Repubblica Matteo Patrone, vicepresidente settore Banking della Bers, la banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. «La conferenza è andata molto bene: allo sforzo dei leader nel ribadire il sostegno incondizionato all’Ucraina si è aggiunta la conferma del processo di integrazione europea, con l’apertura dei primi capitoli di negoziazione».
L’Ucraina più vicina all’Europa convince di più anche gli investitori impegnati nella ricostruzione?
«Certo, intanto perché l’apertura del processo dà impulso all’agenda delle riforme, un fattore molto positivo per far crescere il potenziale di investimento nel Paese, rendendone più solida la governance. Riprendo poi quanto ha detto la presidente von der Leyen; chi intende investire in Ucraina ora non sta puntando più solo su un Paese con un’economia che vale 200 miliardi di euro, ma, in prospettiva, su un mercato che vale 20 trilioni di euro».
Cosa è emerso di concreto a Danzica per l’Ucraina?
«Sul piano economico la conferenza ha offerto l’occasione per firmare una serie di contratti con diverse aziende, banche di sviluppo e investitori. Per parte nostra, come Bers abbiamo aggiunto altri 500 milioni ai 10 miliardi che avevamo già investito nel Paese dall’inizio della guerra».
Come sono distribuiti in totale i vostri investimenti?
«Noi abbiamo investito in 250 progetti: considerando il valore, il 55% dei fondi investiti va al settore privato, anche attraverso prestiti alle imprese che vengono erogati dalle banche, e il 45% nel settore pubblico».
Quali le priorità?
«A differenza della Banca Mondiale o del Fmi, il nostro focus è l’economia reale: per noi la priorità numero uno è il settore energetico, e in particolare le energie rinnovabili, e poi le infrastrutture, i trasporti, la logistica, l’agroalimentare, le telecomunicazioni. E il sostegno alle attività di import/export».
Come si sono adattate le attività economiche alla guerra in tutti questi anni?
«Nonostante le difficoltà continuano a operare il 90% delle imprese che erano in attività prima della guerra. E’ molto importante supportarle, perché continuano a fornire impiego a chi è rimasto in Ucraina, e a supportare le entrate fiscali».
Sono molti gli ucraini che sono andati via dall’inizio della guerra?
«Secondo i dati dell’Unhcr, ci sono stati finora 3,7 milioni di sfollati all’interno del Paese e 5,9 milioni di sfollati a livello globale. Il capitale umano è fondamentale per la ricostruzione: bisogna offrire prospettive concrete sia a chi è andato via, perché possa ritornare, che a chi è rimasto».
In questa conferenza, a differenza delle altre, si è parlato molto anche del supporto agli investimenti per la difesa.
«Non è area di competenza della Bers, ma è oggettivamente interessante, perché in Ucraina c’è molta innovazione, che potrebbe poi essere traslata nel settore civile, e in questo caso anche noi potremmo investire».
Ha pesato l’assenza del presidente Zelensky?
«Il discorso di apertura del primo ministro ucraino Julija Svyrydenko è stato applaudito da tutti, molto conciliatorio e molto apprezzato».