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L’euro digitale arrivaal rettilineo finale

Euro sign on futuristic background. Digital connection and data transfers with defocused lights. 

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Dopo tre anni il progetto fortemente voluto dalla Bce supera l’ostacolo più duro al Parlamento europeo
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Il 13 luglio il Parlamento, il Consiglio e la Commissione Ue daranno inizio al negoziato per dare forma definitiva al regolamento dell’euro digitale. Negli stessi giorni la Banca Centrale Europea dovrebbe annunciare i nomi delle banche e degli altri «prestatori di servizi di pagamento» che parteciperanno al progetto pilota, che entrerà nel vivo nel 2027 e si rafforzerà ulteriormente nel 2028. Nel frattempo, a fine 2026 la presidenza irlandese conta di consegnare a Francoforte la versione definitiva del regolamento. Giusto in tempo per permettere alla Bce di mantenere la propria tabella di marcia, con il varo definitivo della versione digitale dell’euro nel 2029.

Autonomia dai circuiti americani

Il via libera della scorsa settimana del Parlamento europeo è stato salutato con grande favore dalla Bce: la presidente Christine Lagarde ha sempre definito «una priorità» l’euro digitale. L’unico relatore ombra italiano del provvedimento, Pasquale Tridico (M5S-The Left) ha ribadito che l’appr…

Il 13 luglio il Parlamento, il Consiglio e la Commissione Ue daranno inizio al negoziato per dare forma definitiva al regolamento dell’euro digitale. Negli stessi giorni la Banca Centrale Europea dovrebbe annunciare i nomi delle banche e degli altri «prestatori di servizi di pagamento» che parteciperanno al progetto pilota, che entrerà nel vivo nel 2027 e si rafforzerà ulteriormente nel 2028. Nel frattempo, a fine 2026 la presidenza irlandese conta di consegnare a Francoforte la versione definitiva del regolamento. Giusto in tempo per permettere alla Bce di mantenere la propria tabella di marcia, con il varo definitivo della versione digitale dell’euro nel 2029.

Autonomia dai circuiti americani

Il via libera della scorsa settimana del Parlamento europeo è stato salutato con grande favore dalla Bce: la presidente Christine Lagarde ha sempre definito «una priorità» l’euro digitale. L’unico relatore ombra italiano del provvedimento, Pasquale Tridico (M5S-The Left) ha ribadito che l’approvazione del regolamento «rappresenta una grande vittoria per cittadini e piccoli esercenti», e sarà uno «strumento pubblico, moderno e capace di ridurre la dipendenza dai circuiti esteri americani Visa, Mastercard e PayPal». La preoccupazione di salvaguardare l’autonomia nei pagamenti digitali europei è stata infatti tra le ragioni principali che hanno motivato la Bce, le banche centrali nazionali e tutti i sostenitori del progetto. Anche se tra gli operatori ci sono preoccupazioni per il fatto che il regolamento non tiene conto degli ultimi sviluppi dei pagamenti di digitali, a partire dalle app di pagamento di Google e di Apple.

Una lunga storia

Eppure ci sono voluti tre anni esatti per avvicinarsi al traguardo, visto che la precedente Commissione aveva presentato il regolamento per l’euro digitale nel giugno del 2023. Il Parlamento europeo ha costituito lo scoglio più difficile, superato solo pochi giorni fa. La Commissione Econ ha approvato il regolamento con 43 voti a favore, 14 contrari e un astenuto, una maggioranza non abbastanza ampia da evitare il voto nella Plenaria di luglio: a chiedere una verifica in assemblea dovranno essere almeno 72 eurodeputati, che hanno tempo fino alla mezzanotte del 7 luglio per farlo.

Il voto in Plenaria

Con ogni probabilità, però, il voto confermerebbe il risultato di martedì scorso: a favore del regolamento si sono schierati tutti i parlamentari diPpe, S&D, The Left e Verdi, i tre italiani di Ecr (eletti dalle fila di FdI, mentre gli altri tre conservatori hanno votato contro e uno si è astenuto), cinque dei sei componenti di Renew (uno ha votato contro). Contro, tutti i Patrioti, un non iscritto e i due componenti di ESN. Non esattamente un plebiscito, eppure pochi mesi fa sembrava un miraggio arrivare a un risultato di questo tipo. Lo stesso relatore, Fernando Navarrete Rojas, spagnolo, del gruppo dei Popolari, sembrava ostile al progetto. Dopo aver rinviato a lungo la presentazione del regolamento, nonostante le pressioni della Bce, aveva presentato una bozza che si limitava a prevedere una versione off-line dell’euro digitale. Ne sarebbe venuto fuori uno strumento fortemente azzoppato, lontano da una vera versione digitale della moneta unica europea. La svolta a febbraio, con i due emendamenti chiave presentati da 47 eurodeputati, prima firma Tridico. Proponevano un euro digitale online e off-line indicato come strumento «essenziale» per la «sovranità europea nei pagamenti, in un contesto di crescente incertezza geopolitica e di forte dipendenza da infrastrutture di Paesi terzi». Ad approvarli la stragrande maggioranza dei parlamentari, oltre 400, poco più di 150 i contrari. Un voto che ha permesso anche di compattare la spaccatura tra i Popolari, con l’apporto della componente italiana di Forza Italia, favorevole dall’inizio al progetto.

Sì alle soluzioni private

«L’euro digitale va inteso come moneta pubblica digitale, anziché come un’altra app di pagamento - sottolinea la vicedirettrice di Bankitalia Chiara Scotti - In altre parole, si tratta della forma digitale del contante europeo. Sarà uno strumento di pagamento pubblico, disponibile in tutta l’area dell’euro, utilizzabile in ogni situazione di pagamento e concepito per coesistere con le soluzioni private». Principio sottolineato, dopo il voto, anche dal relatore Navarrete: «L’Europa non deve scegliere tra l’euro digitale e soluzioni di pagamento private di successo. È necessario che entrambe collaborino. L’accordo riconosce giustamente questo duplice approccio: gli standard e le infrastrutture esistenti dovrebbero essere riutilizzati ove possibile. Ciò consentirà alle soluzioni di pagamento europee di connettersi a un’infrastruttura di accettazione comune e di diventare interoperabili a livello transfrontaliero».

Le caratteristiche dell’euro digitale

A determinare il successo dell’euro digitale rispetto ad altre soluzioni di pagamento potrebbero essere alcune delle sue caratteristiche peculiari, che lo differenziano profondamente dai circuiti internazionali, di prevalente matrice americana. Intanto i servizi di base, come l’apertura di un conto, la detenzione e la gestione dei fondi e l’ottenimento di almeno uno strumento di pagamento, saranno gratuiti, anche se i fornitori di servizi di pagamento potranno addebitare commissioni per i servizi aggiuntivi. Le commissioni per esercenti e operatori interbancari saranno soggette a un tetto massimo, mentre i pagamenti offline saranno completamente gratuiti. Previsto il divieto per i fornitori di servizi di «pratiche commerciali per aggirare il diritto degli utenti ad avere gratuitamente servizi di pagamento di base». I parlamentari hanno anche regolamentato forme di accesso universale per anziani, disabili, chi ha scarsa dimestichezza con il digitale o non ha un conto bancario. La Bce introdurrà un tetto, che dovrebbe essere di 3mila euro, sulla cifra che ogni persona potrà detenere nel proprio wallet.

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