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Delfin, si eleggono i commissari: eredi divisi su conti e cedole

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Oggi l’assemblea della cassaforte degli eredi Del Vecchio. L’incertezza sul destino della finanziaria pesa anche sulla controllata Essilux che perde il 3%
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MILANO – Delfin riunisce i soci per approvare bilancio e dividendi del 2025, ma a ieri l’unica certezza è che l’assemblea introdurrà per la prima volta nei suoi venti anni di storia i commissari per l’audit, una sorta di collegio sindacale che affianca il cda. L’articolo 15.5 dello statuto prevede questa opzione e stabilisce che per introdurla sia necessario il voto della maggioranza semplice dei soci. E poiché la richiesta di nominare per il triennio 2026-2029 Lara Forte, Fabio Scoyni e Marco Talarico è stata firmata da 5 azionisti su 8, ovvero Paola, Luca, Clemente Leonardo Maria e sua madre Nicoletta Zampillo, il via libera appare scontato. C’è fiducia per arrivare ai voti (5 su 8) necessari per il via libera al bilancio, che è il migliore della storia di Delfin, più in bilico l’ok al maxi dividendo.

Tuttavia gli 8 soci e il cda di Delfin sono divisi sugli assetti futuri e una composizione delle varie posizioni andrà trovata nei prossimi mesi, sia perché dopo quattro anni di cause …

MILANO – Delfin riunisce i soci per approvare bilancio e dividendi del 2025, ma a ieri l’unica certezza è che l’assemblea introdurrà per la prima volta nei suoi venti anni di storia i commissari per l’audit, una sorta di collegio sindacale che affianca il cda. L’articolo 15.5 dello statuto prevede questa opzione e stabilisce che per introdurla sia necessario il voto della maggioranza semplice dei soci. E poiché la richiesta di nominare per il triennio 2026-2029 Lara Forte, Fabio Scoyni e Marco Talarico è stata firmata da 5 azionisti su 8, ovvero Paola, Luca, Clemente Leonardo Maria e sua madre Nicoletta Zampillo, il via libera appare scontato. C’è fiducia per arrivare ai voti (5 su 8) necessari per il via libera al bilancio, che è il migliore della storia di Delfin, più in bilico l’ok al maxi dividendo.

Tuttavia gli 8 soci e il cda di Delfin sono divisi sugli assetti futuri e una composizione delle varie posizioni andrà trovata nei prossimi mesi, sia perché dopo quattro anni di cause è necessario arrivare a una sintesi, sia perché nella prossima primavera scadrà il mandato dei vertici di EssilorLuxottica. Ed è importante che per allora si trovi un’intesa, dato che le guerre intestine penalizzano anche il titolo quotato a Parigi (ieri -3,05% a 163,5 euro).

Peraltro lo stesso Francesco Milleri, presidente di Delfin e di Essilux di cui è anche ad, il 28 aprile a margine dell’assise del colosso degli occhiali aveva ricordato che sulle decisioni strategiche, il cda di Delfin aveva «sempre votato all’unanimità», intesa che è venuta meno quando si è trattato di concedere una lettera di Patronage (garanzia) a Leonardo Maria, per avere un maxi prestito delle banche, per rilevare le quote di Paola e Luca. Per ottenere la garanzia di Delfin, Leonardo Maria era pronto a impegnare tutto - e quindi il 37,5% di Delfin. In proposito Rocco Basilico - figlio del primo matrimonio della Zampillo - ha invece proposto - di procedere con un buy back di Delfin delle quote dei soci interessati a uscire, suggerendo un metodo per calcolare le varie attività della finanziaria: valutare le partecipazioni finanziarie tra cui il 17% di Mps, il 10% di Generali e il 2,7% di Unicredit ai prezzi di Borsa, che sono sui massimi, e applicare uno sconto del 25% sulla quota in Essilux.

Un metodo contestato dal fratello Leonardo Maria (che peraltro contesta anche la titolarità del 12,5% di Delfin di Rocco), che ha ribadito che nessun Del Vecchio avrebbe mai accettato di vendere a sconto le azioni dell’azienda di famiglia. Senza un accordo sui prezzi e le modalità del buyback tra gli eredi, per Delfin sarà difficile agevolare l’uscita dei quattro soci, Paola, Luca, Clemente, e Rocco Basilico, che invece ora vorrebbero essere liquidati.

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